
L’
oro,
in qualità di possibile investimento alternativo, vive tempi di gloria
in questi momenti di crisi economica. Raramente però ci si chiede
(citando Ugo Foscolo) di che
lacrime grondi e di che
sangue. E’ il caso del progetto per l’enorme miniera di
Conga, in Perù.
La
gente del posto è assolutamente
contraria all’apertura della miniera, che
sconvolgerà l’assetto
idrico della zona.
Nei giorni scorsi, dopo settimane di scioperi e proteste, ci sono stati tre
morti e almeno 21 feriti durante scontri con la polizia e di conseguenza è stato proclamato lo
stato d’
emergenza in tre province. Tutti i link sono in fondo.
L’oro
non si mangia, mentre senz’
acqua – un bene
sempre più raro e prezioso – è impossibile
vivere. E’ un dato di fatto di fronte al quale non c’è promessa di “sviluppo” che tenga. Spiega quanto sta accadendo a Conga.
Il progetto per Conga, sulle montagne nel nord del
Perù, è stato presentato società americana
Newmont: si tratta della miniera d’oro più grande del mondo (investimenti per
4,8 miliardi di dollari), farebbe
sparire quattro
laghi naturali, due per estrarre l’oro e due per depositare gli scarti.
Per questo motivo il progetto era stato in un primo tempo bocciato.
La Newmont l’ha modificato inserendovi la creazione di laghi
artificiali,
da realizzare prima della miniera e più grandi di quelli destinati a
sparire. Così, secondo la società e i suoi studi di impatto ambientale,
la disponibilità di acqua nella zona addirittura
aumenterebbe. E in questa seconda versione il progetto è stato
approvato dal governo.
Voci autorevoli, tuttavia, si sono levate insieme a quelle della gente del posto
contro l’apertura della miniera.
Lo studio d’impatto ambientale della Newmont sulla miniera di Conga è
stato contestato punto per punto da quello presentato dall’
Edlc
(Environmental defender law center), un’organizzazione non governativa
che si occupa di difesa dei diritti umani nei Paesi poveri.
Secondo Edlc, lo studio di impatto ambientale della Newmont “è
fondamentalmente un documento di pubbliche relazioni”, è variamente
carente di dati e soprattutto
limitato al periodo in cui la miniera verrà sfruttata, mentre i problemi si manifesteranno verosimilmente anche in seguito.
Edlc nota che (al contrario di quanto sostiene Newmont) sorgenti,
acque di superficie ed acque di
falda sono fra loro verosimilmente
interconnesse, e dunque è lecito attendersi, col tempo, un’ampia dispersione e
diffusione dei residui
tossici lasciati dietro di sè dall’attività estrattiva.
Ancora, sottolinea che gli stessi progetti della Newmont prevedono l’impiego di una quantità d’acqua ben
maggiore rispetto a quella che gli impianti annessi alla miniera saranno in grado di depurare.
Scarichi di questo genere normalmente contengono metalli pesanti (compreso il
mercurio) e composti di zolfo e azoto.
Per quanto riguarda i laghi artificiali che dovrebbero rimpiazzare
quelli naturali, poi, oltre all’inquinamento c’è l’incognita di una
presumibile
variazione nella
portata delle
sorgenti indotta dall’attività mineraria.
Praticamente la gente di Conga rischia di ritrovarsi con
poca acqua, e perdipiù
inquinata.
Secondo le previsioni, la miniera produrrebbe ogni anno fra le 580.000 e
le 680.000 once d’oro. Un’oncia equivale a circa 28 grammi e
attualmente ha un valore di mercato attorno ai 1.565 dollari. Ma l’
oro, dicevo prima, non si mangia. E soprattutto
non si beve.
Su Associated Press (via Huffington Post)
miniera di Conga, arrestato il leader della protesta
Su Reuters (via Trust)
scontri per la miniera di Conga, tre morti e stato di emergenza
La valutazione di impatto ambientale della miniera di Conga presentata da Newmont (i link ai vari capitoli sono in fondo alla pagina, dopo una nota introduttiva)
La valutazione di impatto ambientale della miniera di Conga presentata da Edlc (il link apre la versione in inglese; c’è anche quella
in spagnolo)
Edlc, Environmental defender law center
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