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martedì 19 giugno 2012

Su uno sfratto torinese: all cops are BASTARD, altro che “pecorelle”.

da http://baruda.net 


Questa è Torino.
Questo è il nostro paese.
Questo continuerà ad essere il nostro paese se non impariamo a vivere,
a difenderci, a pretendere altro nella nostra vita e strapparglielo via.
Queste due fotografie sono state scattate questa mattina e circolano in rete grazie al CSOA Gabrio, che faceva parte del presidio antisfratto duramente attaccato oggi.
Dalle 7 di mattina Corso Cosenza è stato incaso da diverse camionette e molti agenti della Digos:
il tentativo di sfratto s’è fatto subito violento. Manganellate, spintoni e calci,
per arrivare a sfrattare Hedia, suo marito e i suoi bambini.
LA DIGNITA’ NON SI SFRATTA.
LE NOSTRE VITE NON SI MANGANELLANO.
PAGHERETE CARO.

domenica 5 febbraio 2012

[Barcellona] “Non sono lavoratori, sono scagnozzi in uniforme!”

da contrainfo.

Volantino diffuso nelle strade di Barcellona contro la polizia catalana, una forza repressive responsabile dell’omicidio di molte persone:
ASSASSINI
1/1/2012 – Un giovane arrestato a Manresa dalla polizia catalana, muore in ospedale dopo esser stato picchiato mentre era ammanettato.
7/1/2012 – Muore un giovane prigioniero in un Centro di Detenzione per Immigrati nella Free Zone, dopo che gli agenti della polizia nazionale gli hanno negato le cure mediche che aveva chiesto…
E questi sono solo gli ultimi due casi.
Quelli che difendono un ordine di miseria con la tortura e l’omicidio non sono lavoratori, sono scagnozzi in uniforme. Alziamo la testa dinnanzi agli assassini del sistema che proteggono!
Vogliono picchiare i manifestanti, torturare e uccidere la gente nelle caserme, quelli che abusano e umiliano gli altri, e difendono un ordine di miseria attraverso l’intimidazione e la violenza… NON SONO LAVORATORI, SONO SCAGNOZZI IN UNIFORME!
Barcellona libertaria
trad. ParoleArmate

mercoledì 25 gennaio 2012

Germania – Due attacchi incendiari contro veicoli militari e della polizia

dA http://culmine

da directactionde.ucrony.net/de/
trad. cenere(at)inventati.org
Attacco incendiario contro autocarri MAN – Truck & Bus GmbH – Berlino 22 gennaio 2012
La Rheinmetall MAN Veicoli Militari GmbH, fondata nel 2010 è una joint venture per la produzione di veicoli a motore militari delle due imprese tedesche Rheinmetall e MANNutzfahrzeuge AG. Rheinmetall è uno dei promotori della Conferenza Internazionale Operazioni Urbane ai primi di febbraio a Berlino.
Con il RMMV entrambe le aziende perseguono l’obiettivo di unire le loro capacità tecnologico-militare. In tal modo, MAN promette presto un consolidamento nazionale o anche paneuropeo della zona di produzione di veicoli militari. I veicoli saranno venduti a livello internazionale. A partire dal 1 Maggio 2010 ha riunito due attività della società nella joint venture. Con l’unificazione delle organizzazioni di vendita di entrambe le società sperava di risparmiare sui costi e generare un fatturato annuo fino a € 1 miliardo. La prima apparizione pubblica avvenne al IDEB RMMV 2010 (Incheba Expo Bratislava / Bratislava Salone Internazionale della Difesa), svoltosi a Bratislava.
Un giorno prima della prevista consegna di 46 nuove auto di pattuglia della polizia, lunedì a Magdeburgo, un incendio ha distrutto una dozzina di macchine. La polizia sospetta un attacco consapevole ai danni dei veicoli della polizia, che dovevano essere consegnate ai tre dipartimenti di polizia nel paese Martedì (24 gennaio alle ore 8) presso una concessionaria di Magdeburgo. Diversi politici della CDU hanno condannato il presunto incendio doloso. Già il 18 Gennaio una stazione di polizia a Dessau era stata oggetto di un attacco incendiario. In entrambi i casi, nessuno è rimasto ferito.

lunedì 12 settembre 2011

Roma:schizofrenico litiga con madre, interviene polizia e l’uomo muore con 12 costole rotte

da osservatoriorepressione

Il fratello: gli sono state rotte 12 costole, lo ha dimostrato l’autopsia. Aveva lesioni al fegato. Una lite tra madre e figlio esce dalle mura domestiche per concludersi con un morto.
Era lunedì scorso ma solo ora, con i risultati dell’autopsia in mano, i familiari denunciano. Sostengono che Luigi Marinelli, 49 anni, malato di schizofrenia, invalido civile (con pensione d’infermità), un passato da tossicodipendente, è stato pestato “dalla polizia come Cucchi e Aldrovandi”.
Dice il fratello Vittorio: “Quel giorno Luigi era su di giri. Per la prima volta ha alzato le mani su nostra madre, è vero. Ma dico che contro di lui gli agenti hanno usato metodi violenti”. Chiamati a spegnere la lite fra una madre di ottant’anni e un figlio di quasi cinquanta (litigio per soldi: lui aveva speso diecimila euro in tre settimane e ne chiedeva altrettanti, lei rifiutava), quattro poliziotti del commissariato di zona rischiano ora una denuncia per omicidio colposo.
Vittorio Marinelli, avvocato civilista, uno dei fratelli della vittima, quel lunedì c’era. Arrivato a discussione già iniziata. Quando sua madre aveva telefonato al 113 per evitare il peggio e gli agenti erano in salotto. “Due volanti, in casa c’erano tre poliziotti parlavano con mio fratello tranquillamente. Cercavano di farlo ragionare. Ho apprezzato. Gli dicevano: “Ma come, noi guadagniamo 1.300 euro al mese e tu ne butti via diecimila in pochi giorni?”
Ma poi, quando Luigi ha detto di voler uscire di casa, con in mano l’assegno che a quel punto mia madre gli aveva firmato, loro lo hanno bloccato. Sono arrivati i rinforzi. È subentrato un quarto agente dai modi bruschi. Lo hanno ammanettato con la forza spingendogli il viso contro la porta. Lui era cianotico: “Toglietegli le manette”, gli abbiamo detto, ma non si trovavano le chiavi e il tempo passava. Mio fratello stava soffocando”.
La procura ha aperto un fascicolo, ma sarà la consulenza medica a stabilire le eventuali responsabilità. Intanto l’esito dell’autopsia, secondo il legale di famiglia, Antonio Paparo, parla di dodici costole toraciche rotte. Grossolano tentativo di rianimazione? Possibile, filtra dalla procura. “Chiedevano: “Come si fa?, come facciamo?”, racconta Marinelli. In attesa dei risultati della perizia madre e fratello dell’uomo sono stati già ascoltati dal pm Luca Tescaroli. Ma il legale Paparo, dice che il verbale dell’autopsia è già di per se sufficiente: “È stato picchiato e qui c’è il referto. Lesioni al fegato e un’emorragia interna. Marinelli è stato pestato”.

fonte: Corriere della Sera

venerdì 19 agosto 2011

Indiano malmenato dai vigili "Si sono comportati da razzisti"

da    La Repubblica

  

La notte di Sat Pal Saini, per tutti Paul (nella foto), è finita al pronto soccorso del Gaetano Pini: distorsione alla spalla e al polso sinistro. Il trauma, guaribile in due settimane, è conseguenza di un controllo dei vigili dell’annonaria finito male. Poche ore prima di presentarsi in ospedale, il sessantaduenne indiano era nel suo ristorante, il Maharaja in via Vetere, con due vigili in borghese che gli bloccavano le braccia dietro la schiena, «in maniera violenta, tanto da farmi male». Intanto, una vigilessa gli frugava nelle tasche in cerca di documenti, sotto gli occhi di un’altra collega. Sulla vicenda, il comando della polizia locale ha aperto un’indagine interna.
Alla scena, descritta nella querela presentata da Paul al commissariato di Porta Ticinese, hanno assistito allibiti i ragazzi seduti ai tavolini all’aperto del locale, vicino al parco della Vetra. Secondo il racconto, confermato da un testimone, i quattro vigili si presentano al Maharaja poco prima dell’una. Misurano l’ingombro del dehors e ritenendo che ecceda lo spazio consentito fanno una multa, poi se ne vanno. Dopo pochi minuti tornano al ristorante, pretendendo che Paul restituisca loro il verbale «perché sbagliato». Paul chiede di poterlo prima fotocopiare, e il tono brusco degli agenti si trasforma in qualcos’altro. «Per riprendersi i verbali i due uomini mi portavano le braccia dietro la schiena e le bloccavano tenendomi stretti i polsi — si legge nella querela — mentre le due donne infilavano le mani nella tasca dei miei pantaloni e si prendevano i fogli».
L’indiano, in Italia da oltre trent’anni e sposato con un’italiana, dice agli agenti: «Le multe le ho sempre pagate, ma mi sembra che il vostro sia un comportamento razzista». Ai vigili dice anche «chiamo la polizia», e si sente rispondere «la chiamiamo noi». Poi i quattro si allontanano. A Paul, dolorante, si avvicina un cliente che ha assistito alla scena. Si chiama Massimo Benussi, ha 38 anni. Chiede ai vigili i loro nomi, mostra i propri documenti e tornato a casa scrive una mail al sindaco per denunciare «il grave episodio». Grazie a lui, che ha annotato i numeri di matricola di due vigili, il comando ora potrà fare luce su come sono andate le cose. «Paul è una persona perbene — dice Benussi — ha costruito con le proprie mani il ristorante e per gli abitanti del Ticinese è un punto di riferimento».

mercoledì 3 agosto 2011

Mosca – Fiamme ad una stazione di polizia

da inform-azione

fonte: blackblocg.info | culmine.noblogs.org - trad. cenere

Nella notte del 6 luglio 2011 un gruppo di guerriglieri urbani ha dato fuoco all’entrata della stazione di polizia, che si trova sulla ul.Sindacato, ecc Bldg. 130. 4. Questa stazione ha diverse caratteristiche: si trova in un edificio non residenziale, ed è rivestita con materiale da costruzione combustibile, che ha notevolmente facilitato l’incendio. Inoltre, essa è un covo di banditi comuni in uniforme grigia. La corruzione dilagante non regolamentata dei poliziotti, a causa del loro potere e privilegi – è ben nota. Nulla di nuovo nuovo in questo in dettaglio – per ogni persona ragionevole i motivi delle nostre azioni sono chiari. Unisciti alla lotta per la libertà, giustizia e dignità! ACAB