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domenica 2 settembre 2012

Op. Ardire - "Taci. Il nemico ti ascolta" [Comunicato di Sergio]

da inform-azione


riceviamo e diffondiamo:

Taci.
Il nemico ti ascolta.


Avete mai visto quei vecchi manifesti fascisti col soldato con l’indice davanti alla bocca e la scritta: “Taci. Il nemico ti ascolta.”? A me hanno sempre affascinato nel loro assurdo grottesco e mi sono anche sempre chiesto a quale nemico ci si potesse riferire che fosse peggiore dello stesso Potere fascista che purgava, uccideva e faceva rappresaglie.
Ripenso a quel manifesto ancora più spesso da quando sono finito per l’ennesima volta in carcere per l’operazione dei R.O.S. denominata “Ardire”. Non è stato certo solo l’evidente richiamo estetico fascista del nome, ma la forte convinzione che questi arresti siano la versione moderna del manifesto che ammoniva: “Taci. Il nemico ti ascolta.”.
Sono da sempre un nemico dichiarato di questo esistente, quindi non mi sono mai sorpreso o lamentato dei colpi che il nemico mai risparmia. Non ho interesse quindi a parlare di montature o ancor meno di “ingiustizie”, mi preme solo sottolineare gli obiettivi di questa rappresaglia che altrimenti rischiano di finire eclissati dalle vicende personali di noi arrestati.
È evidente l’intento non di perseguire i presunti autori di determinate azioni, ma chi pubblicamente ha sempre rivendicato la propria irriducibilità nel volere abbattere il Potere.
Ecco così che chi, seppur prigioniero, non si piega oppure chi cerca di creare un confronto e dare visibilità alle azioni dirette di individualità o gruppi antiautoritari, va trasformato in monito per chiunque altro ancora non si arrenda alla soporifera rassegnazione dei più.
Di sicuro io non accetto il ruolo assegnatomi ed è per questo che ho deciso di aderire ad uno sciopero della fame non rivendicativo assieme ai miei compagni e co-imputati Marco ed Elisa. Lascio a chi non ha di meglio da fare che giudicare e filosofeggiare sull’agire degli altri le critiche a questo metodo di lotta. Per me è chiaro il motivo della mia scelta, voglio sfruttare ora e sempre qualsiasi strumento di lotta a mia disposizione. Chiuso tra queste quattro mura non me ne rimangono molti, ma mai mi arrenderò e spero di riuscire a trasmettere la mia totale determinazione a non smettere di lottare, sperando che i compagni e le compagne fuori, che possono sicuramente avere strumenti più affilati, non siano da meno.
Loro ci ordinano di tacere, noi trasformiamo le nostre urla in boato che li rovesci dalle loro poltrone.

“- Voi negate tutto, oppure, per esprimermi più esattamente, distruggete tutto... ma è pur necessario anche costruire.
- Questo non è più affar nostro… prima bisogna sgombrare il posto.”


Sergio Maria Stefani
Carcere San Michele strada Casale 50/A
15122 Alessandria

martedì 28 agosto 2012

Anarchici arrestati. La solidarietà dei No Tav della Valsusa e del Trentino

da anarresinfo.

Lunedì 27 agosto. All’alba di questa mattina è scattata l’ennesima operazione repressiva contro anarchici impegnati nei movimenti sociali, in particolare quello antimilitarista e quello No Tav.
L’accusa di associazione sovversiva ha investito 43 anarchici trentini. Il PM aveva chiesto l’arresto di otto anarchici, il gip ha disposto per uno, Massimo, la detenzione in carcere, per un’altra, Daniela, la reclusione nella propria abitazione.
Ancora una volta la magistratura ricorre ad un reato associativo per cercare di bloccare le lotte sociali, incarcerando i compagni e le compagne più attivi per dividere i movimenti e spaventare tutti.
Non per caso l’operazione, pur decisa il 2 agosto, è scattata a pochi giorni dall’inizio del campeggio No Tav a Marco di Rovereto.
Il movimento No Tav ha espresso immediata solidarietà ai compagni arrestati ed inquisiti, chiedendone l’immediata liberazione.
Di seguito il comunicato emesso in serata dai No Tav del Trentino e della Val Susa dopo le assemblee che si sono svolte a Chiomonte e in Trentino.A pochi giorni dal campeggio No Tav, che inizierà giovedì a Marco di Rovereto, l’arresto di Massimo Passamani, i domiciliari per Daniela Battisti e le perquisizioni a una decina di attivisti No Tav trentini, è un tentativo di gettare paure sull’intero movimento No Tav. L’operazione, mentre il movimento trentino No Tav sta crescendo e maturando (a maggio a Trento più di 1000 persone hanno partecipato al corteo contro l’opera), è palese: si spera così di screditare il movimento, di additarlo come pericoloso e violento, di far credere alle persone che partecipando alla lotta No Tav sarebbero “manovrati dagli anarchici”. Dalla Val Susa al Trentino invece il movimento No Tav sta dimostrato di riuscire ad essere un luogo in cui nessuno manovra nessuno, ma tutti si lotta insieme, ciascuno con i propri mezzi, contro opere inutili e devastanti e contro la prepotenza di chi le vorrebbe imporre.
A dimostrazione della pretestuosità degli arresti basti pensare che questi sono stati disposti dalla procura il 2 agosto: un mese fa. L’attesa, a fronte del presunto “pericolo terrorismo”, fino a due giorni prima del campeggio, fa pensare che a far paura non siano i terroristi, ma piuttosto la varietà e la determinazione dell’intero movimento.
Massimo, Daniela, e tutti gli altri indagati, al nostro movimento hanno dato e continuano a dare tanto sia in valsusa che in trentino. Per questo gli siamo vicini adesso e speriamo di averli presto liberi accanto a noi.
Non ci facciamo intimorire da queste operazioni, vi aspettiamo tutti giovedì sera alle 20.00 assemblea di apertura del Campeggio No Tav Trentino ai Giardini Polifunzionali di Marco di Rovereto.
E per chiunque avesse dubbi riguardo la partecipazione, rompete gli indugi, perchè mai come ora il segnale che vogliamo dare è quello della serenità delle nostre ragioni, della partecipazione e della determinazione a bloccare queste opere, perchè ne va del nostro futuro e della nostra dignità.
Coordinamento No Tav Trentino
Movimento No Tav Valsusa

domenica 19 agosto 2012

Sabato 25 Agosto, cena vegan benefit/assemblea nazionale sull' "operazione ardire"



Sabato 25 Agosto, cena vegan  benefit/assemblea nazionale sull' "operazione ardire"*



*http://morirecontro.blogspot.it/2012/06/operazione-ardiresolidarieta-con-i.html#comment-form
 
 
Riottosa Squat (Firenze)

*http://morirecontro.blogspot.it/2012/06/operazione-ardiresolidarieta-con-i.html#comment-form

La Riottosa Squat (o anche solo Riottosa) é un vecchio casolare del Demanio che si trova nel quartiere Galluzzo (a sud della città), e che é stato occupato e liberato il 9 Febbraio 2007. La Riottosa è una casetta piccina, nonostante questo cerchiamo di tenerla aperta all'esterno con iniziative, cene e concerti, che essendo lo spazio limitato sono molto intimi e molto divertenti...Oltre che impegnativi per noi che nello spazio dove creiamo il delirio poi ci viviamo...

martedì 14 agosto 2012

Atene: Striscione contro i pogrom razzisti

da it.contrainfo

Rispondendo all’appello del network di traduzioni conto-informative Contra Info per 10 giorni d’azioni dirette contro la depressione, alcuni compagni hanno preso l’iniziativa individuale d’appendere uno striscione contro gli arresti e le deportazioni di massa degl’immigrati che stanno avendo luogo in tutta la Grecia, e soprattutto ad Atene.
Negli ultimi giorni avviene uno dei più grandi pogrom di massa nella storia della Grecia contemporanea. Storicamente, lo Stato e il capitale, quando hanno bisogno di difendere i loro interessi ed aumentare il loro potere ed influenza, si rivolgono contro costruiti nemici interni, creando capri espiatori in modo da rafforzare lo stato di polizia e la repressione. Dai regimi fascisti e gli esiliati, fino alla moderna democrazia borghese ed i centri di detenzione degl’immigrati, le tattiche rimangono le stesse.
Di conseguenza, contro gli ultimi pogrom della polizia, Martedì 7 Agosto, abbiamo appeso inizialmente uno striscione all’ingresso della Scuola di Difesa Nazionale, nel parco del Pedion di Areos, in una zona nel centro di Atene frequentata da immigrati con le loro famiglie, e dove la polizia abbia di recente effettuato diversi arresti. Come previsto, dopo un po, e siccome il palazzo appartiene all’esercito greco l’ufficiale della guardia dell’edificio ha insistito di abbassare lo striscione siccome questo è un’atto illegale e punibile dalla legge(sic).
In seguito, abbiamo appeso lo striscione in una scuola centrale nel quartiere di Gizi al centro di Atene, in una zona dove greci ed immigrati convivono in armonia.
Avendo come scopo di risvegliare la società sui pericoli del fascismo, abbiamo scritto il seguente:
“All’inizio vennero per i comunisti. Non ho parlato perché non ero uno di loro. Poi vennero per gli ebrei. Ora per gl’immigrati. Fra poco verranno per me e non sarà rimasto nessuno per protestare.”

Nessuna vita è illegale!
Né col fascismo né con la democrazia
Abbasso il statalismo
Viva l’anarchia!

domenica 12 agosto 2012

Haldiki, Grecia: Slogan e graffiti per la libertà

da es.contrainfo

Que le den a las Olimpiadas de Londres 2012
Liberi tutti
Liberta per Luciano Pitronello
FRI
Liberta per l'umanidad. Viva l'uguaglianza
Siamo molto incazzati
Dalla Grecia al Cile fino, in Inghilterra, una cosa è chiara:  que le den a la policía.

Participando alla chiamata di Contrainfo, scrivendo alcuni slogan per la libertà e anchedei grafitti che dimostrano le nostre intenzioni e le nostre condizioni psicologiche
Le nostre azioni hanno avuto luogo in diverse parti del Halkidiki (Grecia settentrionale)
Finchè esiste il denaro, ci sarà disuguaglianza.
  Finchè esiste lo Stato , ci sarà repressione.
 
Solidarietà con i combattenti per la libertà, e con i  guerriglieri armati e anarchici e libertari!
 
 Utopisti e anarchici ovunque.

Roma - Scritta solidale con indagati/e e prigionieri/e di Op.Mangiafuoco e Op.Ardire

da .informa-azione

riceviamo e diffondiamo:

MERCOLEDÌ NOTTE È COMPARSA A ROMA SUI MURI DEL VERANO UNA SCRITTA IN SOLIDARIETÀ CON I COMPAGNI INDAGATI PER L' OPERAZIONE MANGIAFUOCO E CON I COMPAGNI ARRESTATI E INDAGATI PER L' OPERAZIONE ARDIRE!

UNA ABBRACCIO A TUTTI!

ANARCHICI/E ROMANI/E

sabato 11 agosto 2012

Belgio-Gand - Nella notte del 6-7 agosto, siamo andati per le strade e abbiamo attaccato due edifici dipingendo messaggi di solidarietà in tutta la città.

Da http://actforfree.nostate.net/ trad. orizzontelibertario

Nella notte del 06-07 agosto, siamo andati per le strade di Gand (Belgio) in memoria di Mark Duggan e in solidarietà delle persone rimaste in carcere dopo la seguente insurrezione.  

Abbiamo attaccato due edifici e con vernice spray lasciato messaggi di solidarietà in tutta la città.  

Uno degli edifici è un centro amministrativo del "de Lijn", società che organizza il trasporto pubblico.   

Essi sono attivamente coinvolti nelle deportazioni, infatti oltre al loro compito di conducenti pubblici, detengono all'interno del mezzo di trasporto le persone senza documenti per poi consegnarle alla polizia.  
Per tutte le vite che distruggono, abbiamo rotto le vetrate del loro centro amministrativo e lanciato bombe di vernice. L'altro edifico è una banca che abbiamo imbrattato di vernice. Consideriamo le banche come il simbolo del capitalismo, quindi questa attacco non ha bisogno di molte spiegazioni, oltre i due edifici, parti della città sono state coperte di messaggi.


Het Belfius-kantoor in de Normaalschoolstraat werd beklad met lila, groene, gele en blauwe verf.
Tutto questo è stato fatto per amore, rabbia e solidarietà per le persone che sono ancora in carcere e per coloro che erano e saranno in futuro  fuori per le strade .

 FUOCO A TUTTE LE CARCERI FUOCO A TUTTE LE  FRONTIERE FUOCO  A TUTTE LE BANCHE!

BTW, non ci importa dei tuoi supertrams!
 

alcune individualità ;)

martedì 7 agosto 2012

Sosteniamo Marina Cugnaschi condannata per gli scontri @ g8 di Genova

da  affinitalibertarie

Facciamo girare!
Copia/incolla/inoltra!
Sosteniamo Marina Cugnaschi, Compagna colpita dalla repressione, condannata a 11 anni & 9 mesi per gli scontri del G8 di Genova 2001
La Compagna Marina Cugnaschi ha bisogno del Nostro Sostegno, del Nostro affetto.
La Vita carceraria, come quella di fuori è molto cara
Se frequenti un gruppo politico, se hai una band musicale, se vivi o solamente frequenti un Centro Sociale o una casa occupata,organizzati con i tuoi Compagni e Compagne per creare un evento benefit a sostegno di Marina.
Per inviarle lettere e cartoline :
Marina Cugnaschi
c/o carcere di san vittore via Filangieri 2 20100- Milano
CODICE IBAN
per sostegno spese carcerarie e detenzione di Marina Cugnaschi
intestato a
Valli Massimiliano
IT04U0100501660000000000594
dichiarazione di Marina
Dichiarazione in aula della compagna Marina prima che la corte genovese la condannasse ad 11 anni per i fatti del luglio 2001 durante le contestazioni del G8
Premetto che in quanto anarchica non riconosco come mio interlocutore l’apparato giudiziario, organo dello stato la cui unica funzione consiste nell’essenziale protezione delle classi sociali privilegiate e nella difesa della proprietà privata.
Quindi, con la seguente dichiarazione, principalmente indirizzata all’esterno di questo edificio, colgo l’occasione per rivolgermi a tutti coloro che possiedono i requisiti per poter comprendere le mie parole.
Desidero rivolgermi alle classi subalterne, a coloro che subiscono la condizione alienante di sfruttati e oppressi dall’avanzato e moderno sistema capitalista, sempre più spietato ed escludente.
Premetto altresì che nulla ho da chiarire circa la mia condotta, le mie convinzioni e le mie scelte politiche, tanto meno intendo chiedere clemenza ai signori della corte.
La natura squisitamente politica di questo procedimento penale impone una netta presa di posizione, alla luce soprattutto degli innumerevoli tentativi da parte della magistratura e della stampa di screditare e spoliticizzare davanti all’opinione pubblica gli imputati di questo processo.
Soggetti che loro malgrado sono incappati negli ingranaggi della giustizia borghese e fatti figurare in certi casi come un branco di violenti teppisti, in altri come un’orda di barbari scesi nelle strade di Genova con il preciso intento di devastarla e saccheggiarla.
No signori, intanto l’accusa di devastazione e saccheggio la rinvio direttamente al mittente poiché offensiva e poiché non fa parte del mio bagaglio storico politico.
La classe sociale a cui appartengo è colma fino all’orlo di ingiustizie, soprusi e umiliazioni inflitte dai padroni.
Ed è proprio nel santuario della democratica inquisizione dove viene sistematicamente perpetuata l’ingiustizia sociale, in cui tengo a precisare e ribadire la mia ferma opposizione ad ogni forma di dominio, all’ineguaglianza sociale, allo sfruttamento.
E seppur cosciente che come nemica della vostra classe mi si infliggerà una pena severa poiché portatrice di principi malsani assolutamente in contrasto con l’ordine costituito, vi comunico che personalmente come lavoratrice salariata ho avuto modo di conoscere i veri devastatori e saccheggiatori.
Risiedono nei palazzi di lusso o del potere, sono i padroni, i capi di stato, insomma tutta la classe dirigente di questo sistema infame.
Un’esigua percentuale di individui su questa terra che in nome del profitto, del prestigio e del potere assoluto depredano e saccheggiano l’intero pianeta.
Costringono alla fame ed alla povertà milioni di persone, sia nel sud del mondo che nell’Occidente, sfruttano gli operai sul posto di lavoro fino a renderli schiavi, di conseguenza sono i diretti responsabili delle morti bianche, un vero e proprio stillicidio.
Seppelliscono nelle patrie galere tutti coloro i quali sono costretti a vivere ai margini di questa società opulenta.
Combattono guerre siano esse umanitarie o di conquista poco importa, sterminando intere popolazioni, devastando interi paesi e saccheggiando le loro risorse. E l’elenco potrebbe continuare all’infinito.
Contro tutto ciò è necessario lottare, è necessario porre una strenua opposizione alla dittatura capitalista.
Per quanto mi riguarda è stato questo il senso delle mobilitazioni di lotta antimperialista e anticapitalista a Genova nel 2001, non tanto perché lo ritenei un evento politico unico nella vita degli sfruttati determinato dalla presenza dei padroni della terra, dai quali elemosinare qualche briciola caduta dai loro sontuosi banchetti; lo feci in continuità con un percorso politico già intrapreso, animato dalla forte esigenza di trasformare radicalmente un modello sociale fondato sulla sopraffazione. Lo stesso motivo che mi spinge tuttora a partecipare a momenti di lotta costruiti dal basso, situazioni meno spettacolari e che meno interessano alle telecamere del potere mediatico, ma sicuramente autentici.
A Genova nel 2001 con molta determinazione è stato riaffermato un principio fondamentale, attraverso la riappropriazione di uno spazio urbano negato e reso inaccessibile dall’imponente presenza militare per impedire ogni forma di disapprovazione ai rappresentanti del dominio.
Nessuna sentenza potra’ riscrivere la storia di quei giorni. carlo continuera’ a vivere tutti i giorni nelle nostre lotte.
–
autoproduzioni fenix! Ascolta Radio BlackOut

mercoledì 18 luglio 2012

Esplosioni a roma

Traduzione google da https://athens.indymedia.org/front.php3?lang=el&article_id=1412642

Tre potenti esplosioni sono state sentite nei pressi del Pigneto, un quartiere di Roma.

 testimonianze di residenti della regione di San Lorenzo e Pigneto e verso la fine del corso divenne il centro di Roma dal compas compagni dopo 11 anni quello che era successo al G8 nel 2001, nelle aree di cui sopra e in particolare nella zona sentito Pigneto Tre potenti esplosioni inizialmente e successivamente debole 1-2.

 ambulanze e della polizia poi corse come un matto nella regione e il fumo odore di aree coperte fino a 3 chilometri di distanza.

locali, residenti, commercianti, ecc di cui il rapporto tra la concentrazione corso e dopo le esplosioni sono state positive nelle loro relazioni.

chi conosce lasciatemi aggiungere ulteriori informazioni.

atene odore di polvere da sparo Madrid e Roma

poliziotti maiali assassini.

carlo vive.

  
 
εκρήξεις στην ρώμη
από . 1:25, Σάββατο 14 Ιουλίου 2012
θεματικές: Καμμία θεματική
ακούστηκαν τρεις ισχυρές εκρήξεις στην περιοχή του pigneto, προάστιο της ρώμης
ακούστηκαν τρεις ισχυρές εκρήξεις στην περιοχή του pigneto, προάστιο της ρώμης.

από μαρτυρίες κατοίκων της ευρύτερης περιοχής του san lorenzo και του pigneto και πρός το τέλος της πορείας που έγινε στο κέντρο της ρώμης από συντρόφους-ισσες μετά από 11 χρόνια όσων είχαν συμβεί στο G8 το 2001, στις προαναφερθείσες περιοχές και ειδικότερα στην περιοχή του pigneto ακούστηκαν τρείς ισχυρές εκρήξεις αρχικά και 1-2 αργότερα λιγότερο δυνατές. 
μπατσικά και ασθενοφόρα στην συνέχεια  έτρεχαν σαν τρελά στην περιοχή και μυρωδιά καπνού κάλυπτε περιοχές εώς και 3 χιλιόμετρα μακριά.
οι ντόπιοι, κάτοικοι, μαγαζάτορες κτλ. αναφέρονταν στον λόγο της συγκέντρωσης-πορείας και μετά τις εκρήξεις ήταν θετικοί στις αναφορές τους.
όποιος ξέρει παραπάνω πληροφορίες ας προσθέσει.
μυρίζει μπαρούτι αθήνα μαδρίτη και ρώμη
μπάτσοι γουρούνια δολοφόνοι.
carlo vive.

martedì 10 luglio 2012

Maurizio cementato vivo nel carcere di Cuneo. Sabato manifestazione di solidarietà

DA http://www.anarchaos.org

Il 26 gennaio, sei mesi dopo le imponenti manifestazioni in Valsusa, un’operazione della Procura di Torino ha portato a perquisizioni in tutta Italia e all’arresto di 26 compagni/e, di cui tre si trovano ancora in carcere.
Fra gli scopi dell’inchiesta, il tentativo di dividere ed intimorire il movimento No Tav e chiunque si opponga alle imposizioni dettate dall’alto. Proprio in questi giorni è cominciato il processo, nel tribunale di Torino, contro i 46 No Tav inquisiti.


Uno di questi, Maurizio Ferrari, trasferito il 16 giugno dal carcere di Milano a quello di Cuneo, sta subendo un pesante accanimento: isolamento (nessun contatto con gli altri detenuti, in cella e all’aria da solo), blocco della posta, nessuna possibilità di ricevere libri o altro materiale, vessazioni continue.


Di fronte a questa situazione è importante dare una risposta concreta: per questo indiciamo un presidio di solidarietà con Maurizio e con tutte le prigioniere e i prigionieri che quotidianamente subiscono l’oppressione del carcere.


SABATO 14 LUGLIO, ORE 16
PRESIDIO FUORI DALLE MURA DEL CARCERE CERIALDO DI CUNEO, VIA RONCATA.
Ora e sempre No Tav

Solidarietà a tutti e tutte i No Tav inquisiti

Maurizio, Juan, Alessio liberi subito!

Contro il carcere e la società che lo crea!

Tutte e tutti liberi!

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Maurizio Ferrari, resistente No Tav prigioniero dal 26 gennaio è stato trasferito dal 16 giugno nel carcere di Cuneo, dove viene sottoposto a regime di isolamento duro, blocco della posta in entrata e in uscita, mancata consegna di libri e letture che gli vengono spediti, aria da solo in un cortiletto di cemento. Sperano di piegarlo con questa totale privazione di relazioni umane, ma sappiamo che il compagno sta resistendo a testa alta. 
Invitiamo tutte e tutti i solidali a inviare telegrammi e lettere per rompere l'isolamento a cui è sottoposto Maurizio, per fare pressione sui suoi aguzzini e sulla direzione del carcere di Cuneo. 

Maurizio Ferrari
C.C. via Roncata 75 12100 Cuneo

giovedì 5 luglio 2012

Teramo: domenica presidio sotto il carcere per Giulia, le altre vittime dell’Operazione Ardire e tutti i prigionieri

da anarchaos

riceviamo e pubblichiamo


Dalle 18.00 presidio fuori le mura del carcere di Teramo, in contrada Castrogno. 
In solidarietà con Giulia, detenuta per l'operazione "Ardire", ed in solidarietà con tutti i detenuti


La società in cui viviamo, tutta, è un carcere a cielo aperto. Dai luoghi di educazione, di lavoro e di culto religioso, fino ad arrivare ai CIE e agli OPG. Per non parlare delle più velate, ma non meno costrittive gabbie morali, stereotipi comportamentali e di “modo di vivere” a cui dobbiamo attenerci. Il carcere è la forma più emblematica, nonché estrema, di coercizione. Lo Stato, con le sue leggi delimita il recinto entro cui possiamo muoverci, stabilendo ciò che è lecito, da ciò che non lo è, il legale dall’illegale. Il possibile dall’impossibile. Chi osa l’impossibile finisce dentro.

Chi con la sua vita, con il suo modo di essere non contribuisce all’interesse statale, è scomodo. Chi non è utile alla società – e al capitale – è un surplus. Dai migranti in cerca di una vita migliore, a chi vive ai margini della società, da chi non ha o non vuole un lavoro, a chi non si adatta agli stereotipi sociali, per tutte queste persone la soluzione è il carcere.

La galera funge da discarica umana degli sfruttati, dei reietti, degli esclusi. Lo scopo della reclusione è il così detto “reinserimento sociale”, un lavaggio del cervello per rientrare nei canoni accettabili per lo Stato. La galera annienta la persona in quanto potenzialmente pericolosa. A volte l’annientamento significa morte. Il suicidio in carcere, gesto estremo di non sopportazione, è aumentato a livelli esponenziali. Testimonianza ne sono i due suicidi avvenuti nel carcere di Teramo lo scorso fine settimana ed il tentato suicidio d’inizio settimana. Di carcere si muore, giorno dopo giorno, o tutto in una volta. Un carcere così detto umano non esiste, non può esistere. Il carcere non può essere riformato, ma solo abbattuto. Perché una società che è essa stessa carcere, e che senza di esso non potrebbe andare avanti, noi la vogliamo solo distruggere. Perché da questa società niente di bello potrà mai venire fuori, perché è la negazione della vita e della libertà.

Per chi la libertà la sogna e la insegue, per tutti quegli individui, per cui la libertà non è solo una parola, ma si concretizza nella lotta contro questo esistente; per coloro che portano avanti l’attacco diretto contro strutture del potere e contro i suoi responsabili, soprattutto per loro il carcere delle volte è la punizione che lo Stato gli riserva. È di qualche settimana fa l’ultimo attacco repressivo dello Stato, che con l’operazione “Ardire” ha portato all’arresto di otto anarchici e anarchiche in tutta Italia, più due compagni già detenuti all’estero. Una compagna, Giulia, arrestata in questa operazione è attualmente detenuta a Teramo, nel carcere di Castrogno. Con la nostra presenza sotto questo carcere vogliamo portare solidarietà a Giulia, a tutti i compagni arrestati e prigionieri dello Stato e a tutte le detenute ed i detenuti costretti ogni giorno dentro queste mura.

Terrorista è lo Stato, terrorista è chi uccide, chi bombarde, chi sfrutta e opprime.

Non chi lotta contro tutto ciò.


LIBERTA’ PER GIULIA, PAOLA, STEFANO, SERGIO, ALESSANDRO, MARCO, GABRIEL, ELISA, KATIA, GIUSEPPE.

TUTTI/E  LIBERI/E

domenica 1 luglio 2012

(it-es-gr) Grecia – Cellula della nuova guerriglia rivendica l’attacco contro l’edificio della Microsoft

da parolearmate

Da: Informa-azione

Apprendiamo dai media greci che verso le 4 del mattino del 27 giugno, un gruppo di tre individui con il volto scoperto ha attaccato la sede ateniese di Microsoft, nel quartiere di Marousi. Dopo aver sfondato la porta a vetri dell’edificio con un furgoncino, con le pistole spinate hanno intimato a un membro della sicurezza privata di allontanarsi e non intervenire, quindi hanno innescato un rogo con bombole di gas e taniche di combustibile.
In seguito si sono dileguati. Nessun ferito e danni per decine di migliaia di euro.
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La cellula Condotte deviate per la propagazione del terrorismo rivoluzionario – Fronte Rivoluzionario Internazionale ha rivendicato l’attacco esplosivo/incendiario contro l’edificio della Microsoft in Grecia; l’artefatto esplosivo consisteva in un furgoncino caricato con 150 litri di benzina che è esploso il 27 giugno all’entrata dell’edificio senza fare feriti o vittime.
Nel comunicato si fa riferimento ai compagni sequestrati per l’operazione Ardire in Italia, ai prigionieri in Grecia ed all’anarchico Mario Lopez, rimasto recentemente ferito in Messico dopo l’esplosione di una bomba che stava trasportando che gli ha provocato bruciature sul corpo
Video: cliccare sull’immagine
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mercoledì 20 giugno 2012

Si fa sul serio


da macerie

Sono le 7 del mattino di martedì 19 giugno quando tre camionette dei Carabinieri, accompagnate da agenti della Digos e del Commissariato di Porta Palazzo, fanno capolino in via Montanaro nel quartiere Barriera di Milano. Sono reduci da due sfratti eseguiti all’alba e senza fatica. Nel primo, in via Pinelli, non hanno incontrato nessuna resistenza. Nel secondo, in corso Vigevano, non hanno trovato proprio nessuno in casa (c’era però un presidio della Lega Nord in solidarietà con la padrona di casa che, per la cronaca, è la moglie di Giorgio Molino, noto anche come “il Ras delle soffitte”).
In via Montanaro, invece, le forze dell’ordine si trovano davanti tutt’altra scena: la famiglia barricata in casa e una cinquantina di solidali in strada davanti al portone, che gridano slogan ed esibiscono cartelli e striscioni. Molti vicini si affacciano alla finestra e osservano la scena. Qualcuno dal picchetto si sposta in corso Giulio Cesare per deviare il traffico davanti alla casa assediata e ostacolare così l’avanzata delle camionette. Nel blocco incappa anche Agostino Ghiglia, noto papavero del Pdl piemontese, che è costretto ad osservare inviperito questi cinquanta “straccioni” che resistono alla polizia. Tutti gli altri passanti invece sono d’accordo con le ragioni della famiglia che resiste allo sfratto e leggono di buon grado i volantini che vengono distribuiti. Dopo un’ora di stallo imbarazzato, mentre giunge la notizia che il picchetto in corso Cosenza è stato caricato dalla celere, l’ufficiale giudiziario comunica alla famiglia che sarà concesso loro un rinvio di ben tre mesi.
Rincuorati dalla vittoria e aumentati di numero, i solidali si muovono in corteo spontaneo lungo corso Giulio Cesare verso via Cuneo: anche lì è atteso un ufficiale giudiziario. I Carabinieri seguono la manifestazione senza intervenire, e dopo aver osservato per un po’ il nuovo picchetto, decidono di andarsene. Arriva l’ufficiale e anche qui concede una proroga. A questo punto i manifestanti si dividono, ci sono altre tre famiglie sotto sfratto che hanno deciso di resistere, e tutte e tre alla fine ottengono una proroga da uno a cinque mesi.
Si sapeva che le istituzioni cittadine avevano preso sul serio il fenomeno della resistenza agli sfratti. Si sapeva che da qualche tempo gli sfratti vengono concentrati in giorni ben precisi, in modo da consentire alle forze di polizia di organizzarsi per fare sul serio. Si sapeva che non sarebbe stato facile. Non sappiamo ovviamente che cosa succederà la prossima volta, quando magari l’attenzione della polizia e dei compagni sarà concentrata in Valsusa. Ma ora sappiamo che organizzarsi insieme per resistere agli sfratti è possibile, davvero.
macerie @ Giugno 20, 2012

lunedì 18 giugno 2012

operazione "ardire"-manifestazione a Perugia sabato 23

da abruzzo.indymedia.


…...”Quando il saggio indica la luna lo sciocco guarda il dito”
In allegato volantino e questionario che le compagne e i compagni di Perugia stanno diffondendo in questi giorni sull'operazione "ardire". Lunedì 18 giugno ci sarà un presidio sotto il carcere di capanne (dove è stato ucciso Aldo Bianzino) dalle 11 alle 19 e sabato 23 giugno MANIFESTAZIONE, sempre a Perugia
ALLARGHIAMO IL PIù POSSIBILE LA SOLIDARIETA'
in fondo al volantino un comunicato di una compagna solidale


*ARRESTATI PERICOLOSI TERRORISTI*


     Ribelli di provincia pronti ad armare la sete di rivoluzione

*Cosa hanno fatto?*

“ha tradito, per interesse personale, tutti i suoi doveri, e fra gli altri quello di rispettare e far rispettare le leggi dello Stato”.

ha dimostrato “preoccupante personalità”, che lo renderebbe capace “di commettere anche gravissimi reati per raggiungere gli obiettivi ai quali è spinto dalla sua smisurata ambizione”

“non ha minimamente esitato (…) a dar corso” a operazioni antidroga “basate su un metodo di lavoro assolutamente contrario alla legge”.

“in scandaloso accordo con i trafficanti ai quali è stato consentito vendere la loro droga in Italia arricchirsi con i proventi delle vendite”

Di questo potrebbero essere stati benissimo accusati i nostri pericolosi terroristi arrestati.

In realtà tutto si riferisce ad una sola persona: il comandante del Ros dei carabinieri GeneraleGiampaolo Ganzer,condannato in primo grado per traffico internazionale di sostanze stupefacenti il 12 luglio 2010.

I presunti terroristi, arrestati in via preventiva nell'operazionecondotta dallo stesso Ganzer, adesso sono in carcere con accuse così terribili da eclissare quelle contro il comandante dell'operazione, diretta dalla PM Manuela Comodi:

-appenderestriscioni ad una fontana

-duescritte sui muri

-imbrattare un bancomat

-avere in casa materiale a loro avviso idoneo alla costruzione di ordigni esplosivi (mollette per appendere i panni, filo di rame, lampadine)

La grottesca operazione “Ardire “ si colloca in un contesto locale e generale che dovrebbe indurre a pensare a cose ben più serie: è sotto gli occhi di tutti come Perugia sia preda delle narcomafie e dei poteri forti con cui questesono colluse. Ancora più evidente è l'erosione di diritti, il furto di futuro e l'assenza di tutele che una crisi globale, provocata da banchieri e speculatori, sta facendo subire a tutte e tutti.

Viene spontaneo chiedersi se l'operazione non sia finalizzata a distogliere l'attenzione dalle esplosive contraddizioni cittadine e a tentare di normalizzare una situazione di forte e legittima conflittualità sociale attraverso la strategia della paura, tra l'altro né nuova né originale.

…...*/”Quando il saggio indica la luna lo sciocco guarda il dito”/*

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Giulia è antifascista
Giulia è animalista
Giulia è una piccola grande donna, una giovane, come tanti, senza futuro
Giulia è libertà
Giulia è il cuore, la gioia e l'aria dell'anarchia
Giulia è ribelle
Brilla come una stella nei miei ricordi di lotta
e affoga come un amore nel mio dolore
Il braccio armato dello Stato ha chiuso nel silenzio molti miei compagni e amici
Giulia è in isolamento nel carcere di Castrogno a Teramo
per l'ennesima montatura giudiziaria, ordita dalla PM Comodi di Perugia ed eseguita
dall'impunito narcotrafficante generale Ganzer dei ROS, entrambi già noti per la famigerata operazione "brushwood", benedetta, all'epoca, dalla presidente della regione PD Lorenzetti.
Giulia è rinchiusa nel carcere di Castrogno a Teramo perchè ha avuto l"ardire" di lottare per la giustizia e la libertà, contro uno stato fascista, la sua repressione, i suoi incalcolabili delitti.
Giulia è rinchiusa nel carcere di Castrogno a Teramo, da dove 6 giorni fà è uscito il militare stupratore di Pizzoli Tuccia.
Un carcere timidamente passato alla ribalta per morti misteriose, pestaggi di detenuti, molti immigrati suicidati dallo stato
un carcere dove 6 anni fà esplose la protesta delle detenute contro le condizioni invivibili dello stesso
Giulia è rinchiusa in quella fogna, mentre stupratori, assassini di operai e di proletari, padroni e stato fanno i porci Comodi loro
Giulia è rinchiusa in quel buco di cemento e nel carcere a cielo aperto chiamato Italia, si muore dissanguati, si muore di lavoro, si muore di paura, si muore di stupro, si muore di repressione....

scusate lo sfogo, magari un po' banale perché anche un poco personale
ma sapete che vi dico?
Quello che costò 2 anni di condanna ai compagni che il 3 giugno 2007 a l'Aquila urlarono legittimi slogans
"la fabbrica ci uccide, lo Stato ci imprigiona, che cazzo ce ne frega di Biagi e di D'Antona"
e aggiungo:
affanculo senonoraquando, il PD, Monti e tutta la cricca di vampiri, banchieri sanguisughe privati e di stato
affanculo i padroni. Vogliono tutto, la nosta libertà, la nostra vita!
non lasciamogli strappare anche i nostri sentimenti
ribellarci è giusto
a cominciare da ogni opportunismo

libertà per giulia, libertà per tutti i compagni prigionieri!

Da L'Aquila, una compagna solidale
PDF Document volantino e questionario delle compagne e dei compagni di perugia

venerdì 15 giugno 2012

Calendario prime iniziative di solidarietà in Umbria con gli arrestati

da anarchaos.

 

ricapitolando da quanto gira via e-mail
 
- sabato 16 volantinaggio dinamico + banchetto Perugia Piazza IV novembre dalla 15 alle 19
- lunedì 18, Perugia, presidio sotto il carcere "Capanne" dalle 11 alle 19 
- martedì 19 ore 17 riunione regionale a Spoleto, presso lo stabile dove si trova l'associazione culturale Casa Rossa e l'USB, via XIV giugno
- sabato 23 MANIFESTAZIONE con CORTEO  a Perugia da Piazzale Bove a Piazza IV Novembre

giovedì 14 giugno 2012

Cardiff, Regno Unito: Azione di solidarietà per gli anarchici detenuti in Turchia

da contrainfo

Alle 05:00 del 12 Giugno è stato posizionato un striscione e sono stati buttati centinaia di volantini da un parcheggio – multipiano nel centro di Cardiff, nell’ambito della giornata internazionale di solidarietà per i nove anarchici imprigionati in Turchia.
Lo striscione scriveva “Libertà ai prigionieri anarchici del Primo Maggio in Turchia”.
I volantini dicevano: “Durante le manifestazioni del Primo Maggio ad Istanbul in Turchia, gli edifici delle banche e delle corporazioni multinazionali sono stati presi di mira da una serie di azioni. Due settimane più tardi, le case di attivisti hanno subito irruzione e contemporaneamente sessanta persone sono state arrestate in relazione a tali azioni. Nove di queste persone rimangono in prigione. Chiediamo l’immediata liberazione di quei nove compagni anarchici in carcere. Solidarietà con gli anarchici in Turchia.”
I volantini sono stati soffiati sopra la città e molte persone li hanno raccolto con interesse. Lo striscione è rimasto nel parcheggio tutta la notte, ma è stato tolto ad un certo punto la mattina dopo.

SOLIDARIETÀ TOTALE!
FUOCO ALLE BANCE E ALLE PRIGIONI

giovedì 31 maggio 2012

Lettera di Eat

DA culmine

da 325
trad. ParoleArmate
Eat (Reyhard Rumbayan) sta scontando 1 anno e 8 mesi di prigione per aver bruciato un bancomat insieme al compagno Billy Augustan, entrambi membri della Long Live Luciano Tortuga Cell – FAI/FRI
**
Cari compagni, “membri” orgogliosi della FAI/FRI Globale, amici della Cospirazione delle Cellule di Fuoco prigionieri, tutti i gruppi e le individualità che dedicano le proprie vite alla fine della megamacchina del controllo e del dominio e tutti gli anarco-eretici.
E’ da un po’ che non scrivo una lettera aperta. Non so, qui tutte le circostanze sono state troppo agitate anche per cercare di concentrarmi e scrivere qualcosa. Un misto di sentimenti personali per i miei cari, il processo, e milioni di idee che alcune volte emergono come una pioggia di stelle. E sono sicuro che a tutti noi mancano le stelle, quei sentimenti soverchianti del nostro universo sconfinato, la sua essenza nichilista. Devo dire che sono fortunato ad essere messo in una gabbia in questa “non” prigione di massima sicurezza. Ma il mio fine qui non è di raccontare storie “noiose” sulle mie condizioni di prigionia, che conosco bene, visto che è solo una prigione fisica, una miniatura della nostra società moderna. Ma non si può dire che non ci sono differenze tra qui e fuori. Una prigione fisica è ancora il peggior posto per una persona libera. Nessuno – non importa quale crimine abbia fatto – dovrebbe stare in prigione.
Sogni di fuoco continuano ad intromettersi nei miei sogni, e tutte le azioni solidali dei compagni da fuori mi danno sensazioni miste di gioia e tristezza. Sto ancora aspettando che quelle cellule informali (indonesiane) e individualità ricomincino davvero ad assaltare i cancelli del paradiso. “La nostra condizione di prigionia” non è una scusa per fermare la rivolta. Per noi che sappiamo che le macchine non dormono mai, e che le stelle nella notte, con la loro magnifica e magica esistenza, sono un motivo bastevole per rubare il Fuoco di Prometeo – e spargere un incendio continuo e in rima in tutto il mondo, il risuonare del fuoco selvaggio di banchieri, politici, caserme, industriali, santoni nucleari ecc. Gettiamo nell’immondizia tutti quegli studi culturali e postmoderni, visto che essi contribuiscono solamente allo scetticismo borghese, quei dibattiti teorici inutili e le analisi senza sbocco del marxismo. Non sto dicendo che i nostri cattivi maestri vanno abbandonati, non sto dicendo – come ha detto una volta Bakunin – “di teoria ne abbiamo abbastanza”. No! I gruppi informali-insurrezionalisti dovrebbero continuare a sviluppare la loro teoria tramite la prassi dell’attacco, cercare i limiti dei gruppi informali d’attacco, sviluppare una comprensione su come colmare lo sconvolgimento sociale con le nostre tendenze individualiste di rivolta. Per quanto mi riguarda, io ho sempre trovato a cercare il filo rosso tra rivolta sociale e individuale. Perché ho una connessione profonda con le lotte sociali, nelle quali non ho mai sacrificato il mio ego individuale di rivolta solo per “far piacere” agli “anarchici sociali” che credono nella strategia a lungo termine, sebbene io sia ancora convinto della possibilità di unire i due poli, che l’anarchismo insurrezionalista debba avere anche una buona relazione con quei gruppi autonomi di persone che vogliono assaltare il paradiso. Facciamola finita con la classica retorica anarchica senza sbocco e con tutti i politici di sinistra una volta per tutte e ricreiamo le dinamiche della piaga internazionalista anarchica di rivolta, per riflettere e sviluppare una strategia d’attacco e ricreare spazi autonomi liberati.
Compagni, sebbene tutto ciò possa suonare troppo come uno slogan, penso sia importante riflettere e ricreare tutto ciò, che il fuoco selvaggio della rivolta anarchica diventi l’arma fatale per ogni dominio che continua a distruggere ogni aspetto della vita, le creature viventi, la nostra madre terra e tutte le incredibili meraviglie del nostro universo senza limiti.
Sorrido ai ribelli indomiti della Cellula Olga (FAI/FRI) e alla loro azione coraggiosa contro quell’imbecille dei santoni nucleari. Abbracci agli anarchici insurrezionalisti della FAI/FRI in Cile, Bolivia, Francia, Germania, Italia, ecc. Spero di abbracciarvi tutti un giorno.
Ad Olga, il tuo isolamento è un altro motivo per ogni incendio nel mondo. Tanto amore per te compagna. A Giorgos Polidoros, Gerasimos Tsakalos, Panagiotis Argirou, Christos Tsakalos, Damiano Bolano, Michalis Nikolopulos, Giorgos Nikolopoulos, Haris Hadjimichelakis, Theofilos Mavropoulos. Se vi capita di vedere le stelle o il sole, ricordate che anche io le sto vedendo insieme a voi e al mio amico Luciano Tortuga, la piaga della rivolta nera non si fermerà e ritirerà mai come i nostri amori e passioni indomabili creeranno il silenzio prima dell’arrivo della tempesta.
Lunga vita all’Anarchia e alla Cooperazione Internazionale degli Anarchici d’Azione
L’egoista insurrezionalista,
Compagno E (FAI Indonesiana)
Lung-Live Luciano Tortuga Cell

mercoledì 16 maggio 2012

Il carcere nel cervello…

da culmine.

Culmine riceve da RadioAzione
E’ oramai chiarissima l’intenzione, da parte dei media, di dare più eco al rumore che causa il ferimento ad una gamba di un dirigente dell’Ansaldo Nucleare che le migliaia di vittime che negli anni il nucleare stesso ha provocato, anche per colpa di gente come Adinolfi. Si chiede a voce forte l’intervento dell’esercito, ma questo non ci meraviglia. La stampa nazionale, ed i media tutti, sono da sempre la voce dei partiti e delle questure. In un clima che inizia a riscaldarsi la voce del governante di turno, del politico o del questurino si alza attraverso le pagine dei quotidiani cercando di creare un clima di terrore generale che possa togliere l’attenzione dagli avvenimenti che stanno caratterizzando questo ultimo anno il “bel paese”.
La cosa più preoccupante non sono tanto i quintali di porcate scritte da pennivendoli con il tappo nel cervello e l’inchiostro nelle vene, ma alcune risposte che arrivano da chi della repressione ne è vittima quotidianamente. Incancreniti nel corpo e nelle idee ad ogni colpo si risponde con il piangersi addosso, assemblee, volantini, di mettere “i puntini sulle i” e il tentare di riorganizzare “unità” che mettono più brividi delle inchieste stesse. Non c’è fiacchezza nelle risposte perché non esistono le risposte stesse; almeno quelle di movimento mentre quelle individuali fortunatamente arrivano spesso. Si parla di distruzione delle carceri ed i primi carcerieri delle nostre idee siamo noi stessi. Ci sono tante cose che hanno sempre bloccato la crescita del “movimento” anarchico da quando si è stabilizzata una certa “pace sociale” creato anche da un anarchismo vecchio. Una su tutte la capacità, o la paura, di autocritica; la seconda è la coordinazione tra “pensiero e azione” che dovrebbe essere spontaneo e non “ ricercando una coerenza”; il pensiero stesso della ricerca di una coerenza è un cancello, un paletto…un ostacolo. Pensare di essere coerente con le proprie idee è la prima forma di “carcere” che creiamo in noi stessi; chi crede seriamente nelle proprie idee si comporta di conseguenza senza sentire alcun peso. Le carceri costruite intorno alle nostre idee devono essere le prime ad essere abbattute se si vogliono abbattere quelle di cemento armato, sbarre e vegliate da cani da guardia in divisa. La “paura” è un sentimento naturale e non deve essere visto come segno di debolezza sia da parte di chi se la vive sia da parte di chi “paura” ne ha di meno. Sentir parlare, e leggere, gli anarchici, oggi, con frasi dell’800 fa venire i brividi; pensare di applicare tesi e concetti, concepiti un secolo fa, serve solamente a far crescere le ragnatele intorno al cervello.
“Il culto dei morti ha, sin dagli albori, frenato l’evoluzione degli uomini. Esso è il “peccato originale”, il peso morto, la palla che l’umanità trascina con sé” (A. Libertad)..
Come ricordavano alcuni compagni in un documento, il movimento anarchico non è, e non deve essere, un movimento che da spettacolo tantomeno terreno fertile in cui immaginari filosofi dell’insurrezione si fanno spazio con la buona dialettica.
“Pensiero e azione”: questo deve essere l’anarchismo, queste devono essere le risposte! La solidarietà deve essere un’arma e non solamente un semplice termine scritto.
Le modalità su come portare avanti le singole lotte le decide il singolo individuo, ma bisogna tenere ben presente che le lotte stesse non si fanno con l’inchiostro e fiumi di parole; l’insurrezione non è una teoria dettata da professorini o filosofi e l’anarchismo non è una fede in cui si confondono le sedi, le sedie e i drappi neri con le chiese, inginocchiatoi, e crocefissi.
I “calamai” non ci sono più, le “penne” non si usano quasi per niente, di “parole” se ne sono fin troppo sprecate ed i “pugnali” raramente avranno la meglio sulle pistole. La libertà non è mai stata regalata a nessuno; non è mai stato un pensiero, ma il sentimento più alto a cui un individuo dovrebbe aspirare…ed ottenere in qualsiasi modo con qualsiasi mezzo che si ritiene necessario contro chi, da sempre, ci ha messo un guinzaglio al collo e le catene a mani e piedi.
SOLIDARIETA’ A TUTTI GLI ARRESTATI
COMPLICITA’ CON I COMPAGNI ANARCHICI!
RadioAzione

lunedì 14 maggio 2012

en-it) CCF – Solidarity to Olga Economidou. Breaking down the myths of prison.

da culmine.

from:  Act For Freedom Now!
boubourAs!/Act for freedom now!
“Turn off the main switch in this dump. Here the beautiful becomes ugly, the choice becomes a habit and the meaningless important. Prison dirties creases and swallows pieces of dreams, desires, thoughts and feelings. Its most permanent residents, the majority of the prisoners are now a part of the appliances of the prison. Bars, yard, cameras, locks, prisoners mix all together and re-enact the world of captivity. Nothing is worthy in here. Come let’s go and don’t look back… Only fire will cleanse this place…”
Prison and its numbered residents. Prison and the degradation of its prisoners. Prison and its myths…
Behind the iron door of prison which closes, there is a captive world which has nothing to envy of the “free” world. Away from the illusions of an alleged value code of the outlaws, a make-believe solidarity between the prisoners and supposed self-organized struggles and revolts, the society of the prisoners is the mirror of the law abiding society. Conservatism, hypocrisy, racism, misery, compromise and snitching, this is the civilization of the prisoners. Remnants of human shadows next to leftover smack and pills. Human rodents, customers of the prisons, decadent misprints of the bosses of this world, who have been exiled to prison as excessive weight of this earth. Most prisoners are guards of themselves.
They have learnt to double-lock themselves in pills, smack, slavery, habits, the passive counting of days for the miserable repetition of their subjugated self. Prisoners justify their role as the waste of an even more sordid society.
We do not intend to become a part of this sad community of human imitations and shadows.
We keep ourselves away from the annoying noise of the mob and we separate those few minorities of the prisoners who do not forget the meaning of freedom.
We meet with those who did not kneeled against captivity, who did not exchange their dignity with powders, and pills, who did not lower the eyes in front of the authorities and the laws, who did not let the prison be built inside them.
As for the rest we will not fall into the trap of humanism and pity. We do not appreciate passive emotions. Whoever surrounds themselves with the motif of resignation or accepts the victimized figure of the “con”, might win over the sensitivity of the philanthropists and sociologists but from us receives only a deep contempt. We are hostage anarchist guerrillas and not just prisoners. To say things as they are is not a result of some informal elitism or discrimination; simply in this way we attack the attempt of the state to hide the existence of the anarchist constant revolt and its hostages.
As anarchist hostages of democracy we never separated ourselves from our values and ideals. We remain enemies of justice and its courts, promoting the self-organization of our action and self-redress far from any kind of mediators.
The undisputed fact that we are against prisons, does not mean that we are in solidarity with all prisoners.
A short while ago in Thebes prisons the service purposely transferred to the wing where our comrade Olga Economidou was, a prisoner which her attitude and her “penal” actions could not have been tolerated by the morals, character and dignity of Olga. As we have mentioned there are prisoners who are as sordid as the society of law abiding citizens. Our comrade acted consciously resulting in finding herself before the prosecutor of the prison, accused of “beating an inmate” and was imposed with a disciplinary transfer. Now she is in the isolation unit of the female prisons of Diavata where she was transferred with a special transfer and where she refused to be subjugated to the humiliating body search.
The precepts of the officer in charge to conform to the body search, invoking the example of other “anarchist” prisoners who have compromised with this correctional measure, fell into the void… We are not all the same… neither do we do the same prison time.
Anyway everyone is not characterized by the political label they have put on them or has adopted on their own, but by their choices and their CONSISTENCY to them.
The prosecutor of Diavata prisons because of her refusal to be strip searched imposed on Olga 10 days confinement to an isolation cell.
We her comrades in the Conspiracy Cells of Fire, are next to her, to her choices which are our choices as well and send her our most warm embrace with our unrepentant commitment… we remain for ever in the battle…
P.S. We also want to express our solidarity to anarchist Rami Syrianos who remaining consistent, he has also refused to succumb to the humiliation of the strip search, which is essentially the humiliation of dignity, and is for a month now in an isolation regime in Nigrita prisons. Rami has
already begun prison food abstention….
ANARCHISTS OF ACTION ALWAYS IN THE BATTLE
FOR THE SPRAEDING OF THE INFORMAL ANARCHIST FEDERATION (FAI/IRF)
AND THE BLACK INTERNATIONAL…
Cell of Imprisoned Members of the C.C.F. – FAI/IRF
And anarchist revolutionary Th.Mavropoulos
* * * * *
CCF – Solidarietà ad Olga Ikonomidou. Per la distruzione dei miti della prigione
trad. ParoleArmate
“Spegni l’interruttore principale in questa discarica. Qui il meraviglioso diventa brutto, la scelta diventa un’abitudine e l’inutile importante. La prigione aumenta le pieghe e inghiottisce parti di sogni, desideri, pensieri e sensazioni. I suoi abitanti più duraturi, la maggioranza dei prigionieri sono adesso parte degli utensili della prigione. Sbarre, telecamere, cortile, serrature e prigioni si mischiano insieme e riproducono il mondo della prigionia. Nulla è degno qui. Andiamo e non guardiamoci indietro… Solo il fuoco pulirà questo posto…”
La prigione e i suoi abitanti numerati. La prigione e la degradazione dei suoi prigionieri. La prigione e i suoi miti…
Dietro il portone d’acciaio di una prigione che si chiude c’è il mondo della prigionia che non ha nulla da invidiare al mondo “libero”. Lontano dalle illusioni di un presunto codice di valore dei fuorilegge, una finta solidarietà tra prigionieri e presunte lotte e rivolte autorganizzate, la società dei prigionieri è lo specchio della legge che domina la società. Conservatorismo, ipocrisia, razzismo, miseria, compromessi e infamate, questa è la civilizzazione dei prigionieri. Rimasugli di ombre umane simili a restanti schiaffi e pasticche. Roditori umani, clienti delle prigioni, tristi brutte copie dei padroni di questo mondo che sono state esiliate in prigione come peso eccessivo di questa terra. Molti prigionieri sono guardie di se stessi.
Essi hanno imparato a ripiegare sulle pasticche, gli schiaffi, la schiavitù, le abitudini, il passivo conteggio dei giorni della ripetizione del proprio io sottomesso. I prigionieri giustificano il loro ruolo di rifiuti di una società ancora più sordida.
Noi non intendiamo divenire parte di questa triste comunità di imitazioni e ombre umane.
Ci teniamo lontani dal rumore fastidioso della massa e distinguiamo le poche minoranze di prigionieri che non dimenticano il significato della libertà.
Ci incontriamo con quelli che non si sono inginocchiati alla prigionia, che non scambiano la propria dignità con la droga e le pasticche, che non abbassano gli occhi davanti alle autorità della legge, che non lasciano che la prigione venga costruita dentro di loro.
In quanto al resto non cadremo nella trappola dell’umanesimo e della pietà. Non apprezziamo le emozioni passive. Chiunque adotti il motivo della rassegnazione o accetti la figura vittimizzata del “fregato”, può far colpo sulla sensibilità dei filantropi e dei sociologi ma da noi riceve solo profondo disprezzo. Noi siamo guerriglieri anarchici in ostaggio e non solo prigionieri. Dire le cose come stanno non è il frutto di un qualche elitismo o discriminazione informale; semplicemente in questo modo attacchiamo il tentativo dello stato di nascondere l’esistenza della costante rivolta anarchica e dei suoi ostaggi.
Come anarchici in ostaggio della democrazia non ci siamo mai allontanati dai nostri valori e ideali. Restiamo nemici della giustizia e dei suoi tribunali, promuovendo l’autorganizzazione della nostra azione e l’autorisoluzione lontana da ogni tipo di mediatori.
L’innegabile fatto che siamo contro le prigioni non significa che siamo solidali con tutti i prigionieri.
Poco tempo fa nella prigione di Tebe una infame è stato condotto nel padiglione dove c’era la nostra compagna Olga Ikonomidou, l’attitudine e le “azioni penali” della prigioniera non sono state tollerate dalla morale, dal carattere e della dignità di Olga. Come abbiamo detto ci sono prigionieri che sono sordidi così come la società dei cittadini ubbidienti. La nostra compagna ha agito consapevolmente e si è ritrovata davanti al procuratore della prigione, accusata di “aver picchiato una prigioniera” e le è stato imposto il trasferimento disciplinare. Adesso è nell’unità di isolamento della prigione femminile di Diavata dove è stata trasferita e dove si è rifiutata di sottomettersi all’umiliante perquisizione corporale.
Le regole dell’ufficiale in comando riguardo alle perquisizioni corporali, che invocava l’esempio di altri prigionieri “anarchici” che hanno ceduto a questa misura correzionale, sono cadute nel vuoto… Non siamo tutti uguali né trascorriamo allo stesso modo il tempo in prigione.
Comunque ognuno non è definito dall’etichetta politica che gli hanno attribuito o che si è attribuito da solo, ma dalle sue scelte e dalla sua COERENZA con esse.
Il procuratore della prigione di Diavata, a causa del rifiuto della perquisizione corporale, ha imposto ad Olga 10 giorni di isolamento.
Noi, suoi compagni nella Cospirazione delle Cellule di Fuoco, siamo vicini a lei e alle sue scelte che sono anche le nostre scelte e le mandiamo il nostro più caldo abbraccio con la nostra scommessa impenitente… restiamo per sempre in battaglia…
PS. Vogliamo anche esprimere solidarietà all’anarchico Rami Syrianos che resta coerente, essendosi rifiutato di sottomettersi all’umiliazione della perquisizione corporale, che è essenzialmente l’umiliazione della dignità, e per questo da un mese è in isolamento nella prigione di Nigrita. Egli ha inoltre iniziato lo sciopero del carrello…
ANARCHICI D’AZIONE SEMPRE IN BATTAGLIA
PER LA DIFFUSIONE DELLA FEDERAZIONE ANARCHICA INFORMALE (FAI/FRI) E DELL’INTERNAZIONALE NERA
Cellula dei prigionieri membri della CCF – FAI/FRI
e l’anarchico rivoluzionario Theofilos Mavropoulos