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lunedì 18 giugno 2012

Incendio in carcere turco, 13 morti

da newnotizie




Un incendio ha devastato gran parte di un carcere turco, situato nella provincia di Sanliurfa, nel sud-est della nazione. Drammatiche le conseguenze:  13 detenuti sono morti soffocati e altri cinque sono stati portati d'urgenza all'ospedale. Secondo i media locali, il fuoco si sarebbe sviluppato poco dopo l'inizio dell'orario notturno. Alcune fonti hanno attribuito la causa dell'incendio ad un ammutinamento all'interno del  carcere, ma il governatore della provincia ha negato una simile ipotesi. In ogni caso, i vigili del fuoco sono riusciti a domare le fiamme solamente dopo un'ora e mezza d'intenso lavoro, evitando così che l'incendio distruggesse la restante parte della prigione.  Nel carcere, in cui sono detenute circa 1000 persone,  ci sarebbero anche diversi prigionieri politici.

 Negli attimi precedenti lo scoppio dell'incendio, si sarebbe verificata una rissa tra detenuti. Pur non perseguendo lo scopo della fuga, i carcerati si sarebbero ribellati per protestare contro le condizioni di detenzione, giudicate del tutto inadatte. Secondo quanto riportato da Al Jazeera, il divampare delle fiamme generato il radunarsi di una vasta folla nei pressi della struttura carceraria, folla che comprendeva anche molti parenti di detenuti.  La polizia   ha bloccato l'accesso al carcere ed allontanato i più facinorosi con degli spray al pepe.

 A.S.

mercoledì 16 maggio 2012

[Turchia] Più di 60 anarchici sotto custodia cautelare dopo il 1 ° maggio

Da lechatnoiremeutier. trad. orizzontelibertario

 Il 14 maggio, prendendo come pretesto gli eventi sorti durante la manifestazione del 1 ° maggio, e in seguito a perquisizioni nelle case e nei centri anarchici, più di 60 compagni sono stati trattenuti dalla polizia di Istanbul. Durante le manifestazioni del 1 ° maggio, il Blocco Anarchico, dichiarando che " Il primo maggio non è un giorno di festa ma una giornata di ribellione", aveva attaccato un certo numero di banche, società internazionali, e negozi e delle imprese del capitalismo, come McDonald, Burger king e Starbucks, cartelloni, pannelli pubblicitari e le telecamere di videosorveglianza che erano sul percorso della manifestazione, con martelli e bastoni.


Tra le persone identificate, vi sono una donna  incinta di 8 mesi che non avevano partecipato alle manifestazioni del 1 ° maggio,  e altri che non hanno partecipato al 1 ° di maggio nel blocco anarchico.
sia dei messaggi scambiati su internet con alcuni compagni anarchici.
Questa operazione è svolta sotto il regime del nucleo anti-terrorismo, nessuna informazione riguardante il nome e il numero esatto delle persone collocate in custodia e le ragioni per la loro custodia sono segnalati dalla polizia. 
La polizia non ha esitato a fare una dichiarazione ridicola affermando che i fermati facevano parte di un gruppo chiamato "gli anarchici".
Di seguito un passo, di un  articolo pubblicato su un sito d'informazione anarchico, << Sebbene non siamo a conoscenza di un gruppo chiamato "gli anarchici, la dichiarazione della polizia tradisce il movente dell'operazione. 
Le dichiarazioni della polizia e dei media fanno ben trapelare il loro intento di criminalizzare il movimento anarchico, non riescono a nascondere la loro preoccupazione che l'anarchismo comincia a mettere radici nelle strade. 
  Il fatto che gli anarchici che hanno partecipato nel 1 maggio sotto bandiere diverse e con maniere differenti portati aventi da diversi gruppi, sono stati criminilazzati ugualmente senza differenza alcuna da un chiaro messaggio sul metodo sbirresco di criminilazzare per neutralizzare.
Non ci vorrà molto a capire che qualsiasi complotto si ordirà non riuscirà a sdradicare il movimento anarchico.
Come parte di questa operazione sono stati anche perquisiti, il caffè anarchico 26A à Taksim e l'associazione "Condivisione e Solidarietà" a Kadikoy. 
Durante la perquisione all'associazione "Condivisione e Solidarietà", gli anarchici che si trovano all'interno hanno resistito all'interno prima di essere arrestati.>>


COMUNICATO STAMPA del Movimento anarchico  rivoluzionario (Devrimci Anarşist Faaliyet) Nella dichiarazione stampa tenuta  a Taksim, "insurrezione, rivoluzione, Anarchia", "La libertà non si ferma", "La custodia, la prigionia,  non ci scoraggiarsi ""
 Il movimento anarchico gruppo rivoluzionario ha tenuto l'assemblea, strotolando lo striscione "L'anarchismo non si imprigiona, liberi tutti ", la discussione ha messo l'accento sull'ondata repressiva che in passato ha attraversato il paese e che in questa occasione si è abbattuta sugli anarchici. 
A questa assemblea all'aperto hanno partecipao anche molte altre organizzazioni rivoluzionarie, ,  gioventù curdo, femministe e studenti.

 Nell'assemblea si è detto che le ricerche sono state condotte simultaneamente in così tante case e luoghi anarchici.
In questa operazione, i nostri compagni sono stati arrestati e picchiati.
 Dopo la dichiarazione sottolinea l'obiettivo dell'operazione: "In un momento in cui l'anarchismo sta iniziando a farsi un movimento più grande in questo paese, l'obiettivo di queste operazioni è quello di intimidire e gli anarchici che stanno lottando. Questa operazione, è una novità storica, infatti è la prima volta che lo Stato turco ha preso di mira gli anarchici e  l'anarchismo "




venerdì 2 dicembre 2011

Turchia: Il Padishah in parlamento, gli studenti in galera

da infoaut.org



  • 9-aralik-ankaraTante sono state le proteste in seguito ai fatti del maggio scorso in cui nella città di Hopa, nella Turchia nord-orientale, l'insegnante in pensione Metin Lokumcu venne ucciso dai gas lacrimogeni della polizia turca durante la visita del primo ministro Erdoğan, impegnato nel tour elettorale del partito AKP. Lokumcu, insieme al popolo di Hopa, lottava per difendere la loro terra e le loro acque dall'espropriazione dovuta alla costruzione di una nuova centrale idroelettrica HES.
    La morte di Lokumcu ha provocato un'onda di proteste in tutto il paese. Nella capitale Ankara la tensione é salita quando il corteo ha cercato di avvicinarsi alla sede dell' AKP, il partito al potere. Con manganelli, gas lacrimogeni, carri armati, cannoni ad acqua e torture la polizia turca ha cercato di liberare le strade dai manifestanti. I duri scontri hanno portato a più di 60 arresti.
    Il 9 dicembre inizierà ad Ankara il processo contro 28 persone che presero parte all'onda di proteste, la maggior parte sono ancora detenuti, tra di loro molti studenti. Il Padishah Erdoğan é spesso in prima fila nel criticare la violazione dei diritti umani e la repressione inflitta da altri paesi (ultimo tra tutti la Siria). Il tentativo di profilarsi come alternativa democratica nel Medio Oriente non é che un'inutile propaganda, la realtà é invece un altra: la Turchia é il paese con più giornalisti in carcere al mondo, più di 500 studenti sono detenuti nelle carceri turche, tanti di questi proprio per aver manifestato contro il regime dell' AKP come nel caso dei manifestanti di Hopa, altri, ma per il diritto all'educazione e alla sanità gratuita. I 28 manifestanti sotto processo rischiano fra i 17 e i 52 anni di prigione, le accuse sono pesantissime, essere “membri di organizzazioni terroristiche armate” e di aver propagato con scopi terroristici (accuse molto spesso usate contro i critici dell'AKP).
    Tanti gruppi e organizzazioni si danno appuntamento di fronte al tribunale di Ankara il 9 dicembre, ricordando a tutti che questo processo riguarda tutti i soggetti che lottano per i beni comuni, contro l'esproprio di terre e fiumi, per la sanità e l'educazione gratuita, che scendono in strada per Metin Lokumcu o per rivendicare diritti... Questo processo, da molti considerato il più importante degli ultimi anni, riguarda tutti e per questo i movimenti della Turchia hanno lanciato un appello di solidarietà internazionale per il 9 dicembre.
    Gli accusati detenuti: Ömür Çağdaş Ersoy, Ozan Gündoğdu, Soner Torlak, Ferat Koyuncu, Göksel Ilgın, Demet Yılan, Tayfun Yıldırım, Uğur Tuna, Hikmet Tanıl, Uğur Uzunpınar, Can Kaya, Nuri Özçelik, Mahir Mansuroğlu, Çağrı Yılmaz, Hamza Doruk Yıldırım, Zafer Algül, Can Türkyılmaz, Kadir Aydoğan, Özgür Atmaca, Ozan Sürer, Eda Dişkaya e Cüneyt Çakır.
    Gli accusati non detenuti: Pelin Bayram, Başak Eylül Şan, Sevgi Sönmez, Mehmet Cem Çıplak, Hazal Kangal, Özge Aydın.

    lunedì 14 novembre 2011

    Turchia – Prigioniero anarchico vegano in sciopero della fame

    da culmine


    Il prigioniero anarchico Osman Evcan sta conducendo uno sciopero della fame dal 4 novembre contro l’insufficiente alimentazione nel regime d’isolamento (F-type), presso il carcere di Kirikkale.
    Osman, in prigione da 20 anni, da 8 anni ha deciso di seguire una dieta vegana, per ragioni etiche e politiche. Osman sta lottando contro le carenze dell’alimentazione carceraria all’interno del carcere di alta sicurezza di Kirikkale.

    Sia in Turchia che in altri paesi è stata avviata una campagna in sua solidarietà, maggiori informazioni con una pagina anche in inglese su: osmanayemek.tumblr.com

    L’indirizzo di Osman:
    Osman Evcan
    F Tipi Kapalı Cezaevi
    Oda No: B-8 71480 Hacılar/Kırıkkale
    TURKEY