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sabato 11 agosto 2012

Belgio-Gand - Nella notte del 6-7 agosto, siamo andati per le strade e abbiamo attaccato due edifici dipingendo messaggi di solidarietà in tutta la città.

Da http://actforfree.nostate.net/ trad. orizzontelibertario

Nella notte del 06-07 agosto, siamo andati per le strade di Gand (Belgio) in memoria di Mark Duggan e in solidarietà delle persone rimaste in carcere dopo la seguente insurrezione.  

Abbiamo attaccato due edifici e con vernice spray lasciato messaggi di solidarietà in tutta la città.  

Uno degli edifici è un centro amministrativo del "de Lijn", società che organizza il trasporto pubblico.   

Essi sono attivamente coinvolti nelle deportazioni, infatti oltre al loro compito di conducenti pubblici, detengono all'interno del mezzo di trasporto le persone senza documenti per poi consegnarle alla polizia.  
Per tutte le vite che distruggono, abbiamo rotto le vetrate del loro centro amministrativo e lanciato bombe di vernice. L'altro edifico è una banca che abbiamo imbrattato di vernice. Consideriamo le banche come il simbolo del capitalismo, quindi questa attacco non ha bisogno di molte spiegazioni, oltre i due edifici, parti della città sono state coperte di messaggi.


Het Belfius-kantoor in de Normaalschoolstraat werd beklad met lila, groene, gele en blauwe verf.
Tutto questo è stato fatto per amore, rabbia e solidarietà per le persone che sono ancora in carcere e per coloro che erano e saranno in futuro  fuori per le strade .

 FUOCO A TUTTE LE CARCERI FUOCO A TUTTE LE  FRONTIERE FUOCO  A TUTTE LE BANCHE!

BTW, non ci importa dei tuoi supertrams!
 

alcune individualità ;)

domenica 5 agosto 2012

Occupazione del consolato francese a Bruxelles: Giustizia per Mohamed Nureddin basta omicidi di frontiera!

Da actforfree.nostate.  trad. orizzontelibertario.


Il nostro amico e compagno, Noureddin Mohamed, è morto nel centro di Calais nelle prime ore di Sabato 7 Luglio 2012. Nureddin 28 anni. Originario del Nord Darfur, Sudan, era stato a Calais per più di quattro anni. Egli era ben conosciuto e amato a Calais, e lascia molti amici in lutto. E' morto  a soli circa 200 metri dalla Sub-Prefettura (ufficio governativo) dove gli era stato recentemente concesso un permesso di soggiorno in Francia come rifugiato.

Quella notte, Nureddin era stato con un gruppo di amici nel centro della città. Ma in una notte normale, in Calais, se sei nero o hai un aspetto da "straniero", vivi un costante pericolo di molestie e aggressioni da parte della polizia. A Calais, la CRS, ( Compagnies Républicaines de Sécurité ), pattuglia le strade giorno e notte con ordini specifici di fermare chi si presenta come un migrante, e di arrestare chiunque non possa mostrare dei validi documenti.  Nonostante una recente sentenza della Corte d'appello contro tale polizia razzista, non è cambiato nulla.

Come raccontano gli amici di Nureddin, una volta lasciato un bar vicino alla strada principale Rue Royale, sono stati nuovamente fermati aggressivamente dalla polizia. Pochi minuti dopo era morto. Alle 3:30, il suo corpo fu trascinato fuori del canale.

 Noi non crediamo che la sua morte è stato un incidente. E non crediamo alla versione ufficiale, diffusa a pappagallo dalla stampa locale. Secondo la polizia, Nureddin ha rubato un telefono cellulare ad una donna, i suoi amici lo hanno inseguito, e Nureddin saltò nel canale dove è annegato.  Nureddin non era un ladro, e non aveva mai fatto nulla di simile e ne si può credere che egli sia semplicemente "saltato". La polizia non hanno fornito alcuna prova della loro storia, se non la parola delle tre persone che si suppone abbiano inseguito Nureddin.

Gli  Attacchi razzisti contro i migranti sono fin troppo comuni a Calais, a volte da parte di gruppi fascisti locali, così come dagli stessi poliziotti. Qualunque cosa sia accaduta quella notte, la morte Nureddin merita un'indagine adeguata. Invece, il caso è stato chiuso immediatamente, e la polizia si sono rifiutati di eseguire l'autopsia. Mercoledì 11 luglio, lo zio Nureddin ha presentato una richiesta ufficiale al pubblico ministero di indagine contro gli ignoti per omicidio. Secondo il legale, questa domanda significa che le autorità dovrebbero ora eseguire l'autopsia e riaprire l'inchiesta. Non vi è stata alcuna risposta ufficiale.

La  Storia di Nureddin solleva tristi parallelismi con la morte di un giovane eritreo, Ismael, il cui corpo è stato trovato sul fondo di un altro canale il 22 dicembre. La polizia ha immediatamente chiuso il caso, additandolo come  suicidio, senza alcuna evidenza di questa conclusione. Dal 2002 oltre 100 migranti sono morte in Calais a causa della violenza  del regime e, rendendo la storia Nureddin è ben lungi dall'essere l'unica. Non vi è alcun conteggio accurato di quanti migranti sono morti a Calais, le loro morte sono state ignorate, i fatti coperti  o del tutto non dichiarati.

 Ogni giorno della settimana dopo la morte di Nureddin, gli amici, la famiglia, e i loro sostenitori hanno tenuto manifestazioni per chiedere giustizia. Martedì 10 luglio circa 60 persone - non solo del Sudan, ma  afgani, eritrea, francesi, e altri - hanno dimostrato al di fuori della stazione di polizia centrale. Sono stati accolti da una dimostrazione di forza di cui circa 20 poliziotti in tenuta antisommossa CRS, con le pistole flashball, che bloccate tutte le strade intorno alle zone, dato che le persone stavano uscendo.  Lasciandoli poi andare con un ultima provocazione infatti uno degli ufficiali della polizia dopo disse "fate attenzione a non cadere in acqua". Finchè gli omicidi non saranno confermati o comunque indagati, sarà aperta la caccia ai migranti. Perchè i poliziotti di Calais sanno di poter molestare continuamente i migranti con l'appoggio delle istituzioni.


Imperterriti, il giorno successivo i membri  della comunità del Darfur da Parigi e dal Belgio sono andati a unirsi a un'altra manifestazione davanti al municipio. Portavano cartelli con le immagini di Nureddin, chiedendo "Vogliamo conoscere la ragione per la morte di nostro fratello." La mobilitazione continua, e le dimostrazioni di solidarietà si sono succedute a Londra, Berlino e Düsseldorf, in Germania, dove 12 attivisti No Borders hanno occupato il consolato francese, mentre fuori si teneva la dimostrazione di un gruppo di oltre 35 persone con un band di samba locale. L'occupazione e la dimostrazione sono finite dopo 4 ore. 

 Chiediamo per le azioni internazionali e la solidarietà per il nostro amico caduto.

 Jusitce per Nureddin Mohammed! Non dimenticate mai! Nessun perdono !




 

lunedì 16 luglio 2012

Praga: Lo squat Villa Milada, brutalmente sgomberato dalla polizia


da es.contrainfo. trad. orizzontelibertario.

Villa Milada era uno spazio occupato usato sia come spazio di riunione politica a Praga ma anche come luogo più importante della scena underground indipendente. La sua storia ha inizio il primo maggio del 1998.

Tre anni fa, l'ultimo gruppo che occupava lo spazio dovette resistere al tentativo di sfratto da parte di polizia privata con la collaborazione delle forze sbirresche locali, il progetto si concluse il 30 giugno del 2009.

Sabato 30 Giugno, 2012, una trentina di  persone ha occupato l'edificio di Villa Milada per commemorare il triste anniversario, montando un concerto improvvisato con gruppi punk hardcore.

 Le autorità erano consapevoli che si trattava di un singolo evento. Quindi, non si trattava, di un tentativo di rioccupazione della Villa, ma  di un azione simbolica per dimostrare quale sia l'approccio dello Stato rispetto agli edifici abbandonati e la repressione verso le culture alternative.

 Eppure, gli sbirri hanno reagito alla dimostrazione con un massiccia presenza di polizia e scatenando un attacco contro gli spettatori del concerto, che ha provocato numerosi feriti e una decina di fermi.

 Almeno, venti persone sono state brutalmente picchiate e umiliate psicologicamente, all'interno dell'edificio, lontano da telecamere e testimoni, mentre altri sette attivisti si nascosti dietro il camino sul tetto della palazzina di quattro piani, temendo per la loro sicurezza fisica rimanendo in un luogo pericoloso per ore.

 Dopo lunghe trattative  e qualche stupido tentativo d'intidimidazione, della polizia ceca, rivolto alle decine di solidali che si erano riuniti all'esterno della villa, gli occupanti si sarebbero decisi a scendere dal tetto, solo quando la polizia avesse permesso di riprendere le loro cose all'interno delle stanze .


Nel primo pomeriggio di domenica 1 luglio, si resero conto che la polizia aveva rotto tutte le attrezzature, ad esempio computer portatili, altoparlanti, amplificatori e chitarre elettriche.

 Il proprietario dell'edificio ha minacciato di aprire una causa contro gli attivisti, che rischiano pesanti accuse.









Praga: La okupa Villa Milada, desalojada brutalmente por la policía
Villa Milada era una conocida okupa tanto por ser vivienda como espacio de reunión política en Praga y fue un de los espacios más importantes de la escena independiente underground. Su historia comienza el Primero de Mayo de 1998.
Hace tres años, el último grupo de okupas que la formaban resisitieron al violento desalojo de guardias de seguridad privada, que la asaltaron con la estrecha colaboración de la policía local, hasta que el proyecto llegó a su fin el 30 de junio de 2009.
El sábado, 30 de junio de 2012, una treintena de personas ocupó el edificio de Villa Milada para conmemorar el triste aniversario, montando un concierto improvisado con bandas de hardore punk.

per continuare la lettura in spagnolo http://es.contrainfo.espiv.net/2012/07/16/praga-la-okupa-villa-milada-desalojada-brutalmente-por-la-policia/

Roma: undici anni dopo manifestanti condannati

Da es.contrainfo.

Come riportato inizialmente da linkusten.indymedia, il 13 luglio del 2012, la prima sezione della Corte di Cassazione ha confermato, parzialmente, il duro verdetto contro i dieci attivisti accusati.

 Processati per la partecipazione agli scontri di piazza durante il G8 tenuto a Genova nel 2001, due persone sono state condannate a pene fino a 15 anni di carcere. Tre hanno ricevuto una riduzione della pena, riduzione compresa tra 9 mesi/ 1 anno, cinque possono invece chiedere un riappello contro le condanne, mentre per i primi cinque le condanne  sono definitive e non possono essere riesaminate in nessun altro tribunale.


Tutti i manifestanti sono stati processati e condannati per lo stesso reato, cioè "devastazione e saccheggio", il potere giudiziario ha quindi applicato un comma presente nel Codice Rocco, che risale all'epoca del fascismo.



 

Alberto Funaro: 10 anni (già in carcere)
Ines Morasca 6 anni e 6 mesi
Marina Cugnaschi: 12 anni e 3 mesi (già in carcere)
Vincenzo Vecchi: 13 anni
Francesco Puglisi: 15 anni

Di seguito sono riportati sui ricorsi cauzione in attesa di ufficio:

Carlo Arculeo: 8 anni
Carlo Cuccomarino: 8 anni
Luca Finotti: 10 anni e 9 mesi
Dario Ursino: 7 anni
Antonino Valguarnera: 8 anni


Roma: Once años después de la cumbre del G8 en Génova, manifestantes sentenciadxs a prisión
Ni olvido Ni perdón
Según informaron inicialmente en linkusten.indymedia, el 13 de julio de 2012, la sección primera del Tribunal Supremo de Casación (el tribunal superior del sistema judicial italiano) confirmó, parcialmente, el duro veredicto contra lxs diez activistas acusadxs.
Procesadxs por las batallas callejeras contra la cumbre del G8 en Génova en julio de 2001, dos personas han sido sentenciadas a penas de hasta 15 años de prisión. Tres han recibido reducción de entre nueve meses y un año en sus sentencias de varios años; asimismo, cinco pueden volver a apelar sus condenas -en cuanto a lxs demás, el fallo no se puede impugnar en ningún otro tribunal.
Todxs lxs manifestantes fueron juzgadxs y condenadxs por el mismo delito, es decir, “destrucción y saqueo” (aparentemente, más grave que el “delito” de perturbar la paz), así que en realidad el poder judicial aplicó el llamado Codice Rocco, un párrafo que se remonta a la época del fascismo.
Os agradeceríamos mucho que nos facilitaráis algún tipo de contrainformación de primera mano.
Pancarta solidaria de compas anarquistas en la puerta principal de la Escuela Politécnica en la calle Patission, Atenas.
A continuación, las sentencias detalladas:
Alberto Funaro: 10 años (ya está en prisión)
Ines Morasca: 6 años y 6 meses
Marina Cugnaschi: 12 años y 3 meses (ya está en prisión)
Vincenzo Vecchi: 13 años
Francesco Puglisi: 15 años
Los siguientes están en libertad bajo fianza a la espera de las apelaciones de sus cargos:
Carlo Arculeo: 8 años
Carlo Cuccomarino: 8 años
Luca Finotti: 10 años y 9 meses
Dario Ursino: 7 años
Antonino Valguarnera: 8 años
Más información (en inglés):
- Roma, Italia: Sentencias finales del Tribunal Supremo de Casación para las fuerzas policiales envueltas en la carnicecía de la escuela Diaz en la cumbre del G8 de Génova en 2001
- Atenas, Grecia: Texto del colectivo anarquista “Círculo de Fuego” en solidaridad con lxs luchadorxs de Génova procesadxs.







giovedì 5 luglio 2012

(it.es.)Brutale repressione della polizia contro i lavoratori e vicini di Ciñera (Leon)

da grupoamoryrabia     trad.   orizzontelibertario

Quando pensavamo che tutte le violenze avevano raggiunto il loro punto estremo, quando credevamo che i pestaggi brutali condotti dalla Polizia di Stato sugli adolescenti a Valencia avevano superato i limiti etici e che non avrebbero avuto ripetizioni, si invece andati in contro ad un aumento della repressione, raggiungendo con il giorno di ieri livelli di dittatura e stato di polizia.


Oggi per la quarta volta consecutiva, alle proteste minerarie, se la prendono con la stessa popolazione come nei giorni precedenti. Con gli stessi, che hanno cercato di reprimere nel sangue e nel fuoco, con il terrorismo sbirresco, ma ancore una volta feriti ma coraggiosi sono riusciti a resistere, con una calma che inorgoglisce:
al popolo della Mountain Leonesa mi riferisco a Ciñera.

Nel giorno di oggi, dopo l'inizio di un taglio nel N-630, la polizia in antisommossa è entrata con l'ordine di sgombrare la zona. Subito compirono gli ordini, ed imitando i torturatori di molte dittature sotto la scusa dell' "obbedienza dovuta", distruggevano tutto e tutti.

video : http://www.twitvid.com/6ZMLL 



...Auto con i vetri infranti dai proiettili di gomma, gli stessi sparati sulle finestre sulle porte della case, entrati all'interno delle abitazione senza un mandato...questa è la triste immagine che si presenta della Cinera militarizzata.

Ecco un  ampio dossier  di immagini inviate da Ciñera, per darvi un idea della brutalità senza limiti dei creatori del terrore: IL GRS





Maggiori informazioni, immagini e filmati:


http://ienaridensnexus.blogspot.it/2012/07/repressione-brutale-della-polizia.html




 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

INFORME: Brutal represión policial contra los trabajadores y vecinos de Ciñera (León)


HeridoCuando pensábamos que todos los extremos habían sido superados, cuando creíamos que las brutales palizas efectuadas por la Policía Nacional a adolescentes en Valencia habían superado los límites éticos y que no se iban a repetir, nos encontramos con un aumento cada vez mayor de la represión que en el día triste de ayer ha alcanzado cotas de auténtica dictadura y Estado policial.

Hoy por cuarta vez consecutiva, ante las protestas mineras, han vuelto a cebarse con la  misma población que ya hicieron en días anteriores. Con la misma a la que han tratado de aplastar a sangre y fuego, con terrorismo policial, pero que, de nuevo, malherida pero valiente, ha vuelto a resistir el envite con una calma que enorgullece: me refiero a ese pueblo de la Montaña Leonesa: me refiero a CIÑERA.

En el día de hoy, tras iniciarse un corte en la N-630, los antidisturbios entraron con la orden de ir "a saco". Y así cumplieron las órdenes, imitando a los torturadores de muchas dictaduras que bajo el paraguas de la "obediencia debida" arrasaban con todo y con todos.

 Vídeo durante los enfrentamientos.  http://www.twitvid.com/6ZMLL

Encima,contento.....





























































































































Coches con las lunas rotas de los pelotazos, vecinos apalizados, rotura de cristales y puertas, lanzamiento de pelotas de goma a las casas, entrada en el interior de propiedades privadas sin orden judicial.... Esa es la triste estampa de una Ciñera policial.

Aquí les dejo un amplio dossier de imágenes enviadas por vecinos de Ciñera, junto a enlaces de medios de prensa para que se hagan una idea de la brutalidad sin limites de los creadores de terror: El GRS.

Más información, fotos y videos:


http://jsmutxamel.blogspot.com.es/2012/07/informe-brutal-represion-policial.html

martedì 22 maggio 2012

(it-en) Cile - Tre anni dopo la morte del rivoluzionario anarchico MAURI

Da actforfree trad. orizzontelibertario



Nelle prime ore del 22 maggio 2009 a Santiago del Cile, anarchico guerriglia urbana MAURICIO MORALES è morto quando la bomba che portava nel suo zaino, preparata per la scuola di formazione dei poliziotti antisommosa cileni, e' scoppiata troppo presto. 
In ricordo del compagno morto, ne le lacrime ne la sofferenza sono appropriate.
Ciò che è appropriato è la continuazione della lotta sovversiva con tutti i mezzi, contro ogni autorità e la sua civiltà.
"Mio buon amico,  se allontanarsi da questa guerra ha fatto sì che molti di noi siano rimasti senza eta' e  immortali anche io vorrei rimanere indietro. Ma un migliaio di morti sono appesi sopra le nostre teste, non possiamo  scappare.
SO LET'S GO THEN "






 

 

 

Chile – Three years after his death OF ANARCHIST REVOLUTIONARY MAURI

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POSTER FOR MAURICIO MORALES

  from Anarchist Comrades Athens – Greece

HONOUR ALWAYS TO ANARCHIST REVOLUTIONARY MAURICIO MORALES

 In the early hours of the 22nd of May 2009 in Santiago Chile, anarchist urban guerrilla MAURICIO MORALES died when the bomb he was carrying in his backpack, meant for the training school of the Chilean riot cops, blew up early.

In memory of the dead comrade neither memorial or tears of distress are appropriate. What is appropriate is the continuation of the subversive struggle with all means, against all authority and its civilization.

“My good friend, if getting away from this war meant that we would remain ageless and immortal I would also stay behind. But a thousand deaths are hanging over our heads; we cannot avoid them or run away.

SO LET’S GO THEN”

Translated with respect and love by  Act for freedom now!/boubourAs





 

giovedì 17 maggio 2012

(it-es)Amburgo, Germania: azione diretta contro la schiavitù salariale

Da  grupoamoryrabia. trad.  orizzontelibertario.

Nella notte del 29-30 aprile, scoppiarono le finestre dell'agenzia di collocamento nel quartiere Eimsbüttel città di Amburgo. 
Lavoro? Il lavoro porta via tutta la passione della  vita, la riduce in termini di  produzione e di consumo, ti ruba il tempo per sognare e vivere. 
Si lavora per un padrone, per una società, per lo Stato ... Io non potrà mai lasciare che la mia vita sia scandati dai tempi del metronomo del  lavoro!

 Non è che ci vogliano vedere morti, ma preferiscono trovarci  schiavi del lavoro.Finchè, una volta o l'altra, si presentano per ristabilire il loro presunto ordine. Come nel caso di Schwundeck Christy, che è stato ucciso dai poliziotti in uno stabilimento  a Francoforte, solo perché non si sarebbe sottomesso alle intimidazioni come sempre.
Solidarietà!, Holger Wiemann, che è stato condannato a 3,5 anni di prigione per un incendio sul luogo di lavoro nella città di Wuppertal, essendo incazzato con questo centro.

 Non tolleriamo più! Non c'è niente da aspettare, prendiamo il controllo delle nostre vite!

La solidarietà con coloro che erano falsamente accusatidall'azione intrapresa da noi





Hamburgo, ALEMANIA: Acción directa contra la esclavitud asalariada

 
La noche del 29 a 30 abril, se reventaron las ventanas de la agencia de trabajo en el barrio Eimsbüttel de la ciudad de Hamburgo.
¿Trabajo? El trabajo te quita toda la pasión de tu vida, la reduce en la producción y el consumo, te roba el tiempo de soñar y vivir. Trabajas por un padron, por alguna empresa, por el Estado… ¡No voy a dejar jamás mi vida ser dictada por el trabajo!
No es que nos quieren ver muertos, sino que prefieren vernos ser esclavos del Trabajo. Sin embargo, una u otra vez, se dispara para restablecer el orden.
Como en el caso de Christy Schwundeck, que fue asesinada por los maderos en un centro de trabajo en Frankfurt, solo porque no quería someterse a las intimidaciones de siempre.
Fuerza para Holger Wiemann, que ha sido condenado a 3.5 años de prisión, porque incendió un centro de trabajo en la ciudad de Wuppertal, estando cabreado con dicho centro.
¡No lo vamos tolerar más! ¡No hay nada que esperar, vamos a tomar las riendas de nuestras vidas!
¡Solidaridad con lxs que fueron acusadxs falsamente por la acción asumida por nosotrxs!