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martedì 14 agosto 2012

Atene: Striscione contro i pogrom razzisti

da it.contrainfo

Rispondendo all’appello del network di traduzioni conto-informative Contra Info per 10 giorni d’azioni dirette contro la depressione, alcuni compagni hanno preso l’iniziativa individuale d’appendere uno striscione contro gli arresti e le deportazioni di massa degl’immigrati che stanno avendo luogo in tutta la Grecia, e soprattutto ad Atene.
Negli ultimi giorni avviene uno dei più grandi pogrom di massa nella storia della Grecia contemporanea. Storicamente, lo Stato e il capitale, quando hanno bisogno di difendere i loro interessi ed aumentare il loro potere ed influenza, si rivolgono contro costruiti nemici interni, creando capri espiatori in modo da rafforzare lo stato di polizia e la repressione. Dai regimi fascisti e gli esiliati, fino alla moderna democrazia borghese ed i centri di detenzione degl’immigrati, le tattiche rimangono le stesse.
Di conseguenza, contro gli ultimi pogrom della polizia, Martedì 7 Agosto, abbiamo appeso inizialmente uno striscione all’ingresso della Scuola di Difesa Nazionale, nel parco del Pedion di Areos, in una zona nel centro di Atene frequentata da immigrati con le loro famiglie, e dove la polizia abbia di recente effettuato diversi arresti. Come previsto, dopo un po, e siccome il palazzo appartiene all’esercito greco l’ufficiale della guardia dell’edificio ha insistito di abbassare lo striscione siccome questo è un’atto illegale e punibile dalla legge(sic).
In seguito, abbiamo appeso lo striscione in una scuola centrale nel quartiere di Gizi al centro di Atene, in una zona dove greci ed immigrati convivono in armonia.
Avendo come scopo di risvegliare la società sui pericoli del fascismo, abbiamo scritto il seguente:
“All’inizio vennero per i comunisti. Non ho parlato perché non ero uno di loro. Poi vennero per gli ebrei. Ora per gl’immigrati. Fra poco verranno per me e non sarà rimasto nessuno per protestare.”

Nessuna vita è illegale!
Né col fascismo né con la democrazia
Abbasso il statalismo
Viva l’anarchia!

domenica 12 agosto 2012

Haldiki, Grecia: Slogan e graffiti per la libertà

da es.contrainfo

Que le den a las Olimpiadas de Londres 2012
Liberi tutti
Liberta per Luciano Pitronello
FRI
Liberta per l'umanidad. Viva l'uguaglianza
Siamo molto incazzati
Dalla Grecia al Cile fino, in Inghilterra, una cosa è chiara:  que le den a la policía.

Participando alla chiamata di Contrainfo, scrivendo alcuni slogan per la libertà e anchedei grafitti che dimostrano le nostre intenzioni e le nostre condizioni psicologiche
Le nostre azioni hanno avuto luogo in diverse parti del Halkidiki (Grecia settentrionale)
Finchè esiste il denaro, ci sarà disuguaglianza.
  Finchè esiste lo Stato , ci sarà repressione.
 
Solidarietà con i combattenti per la libertà, e con i  guerriglieri armati e anarchici e libertari!
 
 Utopisti e anarchici ovunque.

mercoledì 8 agosto 2012

Grecia: 6.400 immigranti detenuti dalla polizia nella più grande operazione di pogrom nel centro di Atene finora

da it.contrainfo.

Nei giorni scorsi, la polizia ha condotto la più grande operazione di pogrom nel centro di Atene finora. Secondo le informazioni rilasciate, 1.500 persone sono state arrestate dalla polizia nei primi due giorni dell’operazione (2-3 Agosto) ed altre 4.900 solo nel terzo giorno (4 agosto). L’operazione ha avuto luogo ad Atene e ad Evros, al confine con la Turchia al Nord Est. Almeno 1.630 persone sono state arrestate e sono pronte ad affrontare la deportazione.
Con un tocco Orwelliano, l’operazione di pogrom razzista è stata chiamata “Xenios Zeus” – l’antico dio simbolo dell’ospitalità e protettore dei viaggiatori stranieri. La repressione ha continuato Domenica, 5 Agosto. Sembra che l’ultima operazione è centrata attorno la Piazza Omonia, nella zona di Monastiraki, Pedion di Areos e Piazza Vathis, tutte zone del centro di Atene. Come riporta Occupied London, la polizia ha fermato, ha perquisito ed ha trattenuto tutti gl’immigranti nel loro percorso, indipendentemente dal fatto se erano o meno in possesso d’un documento valido.

lunedì 6 agosto 2012

Grecia: scontri tra polizia e il movimento contro la miniera d'oro

da infoaut.org


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Aggiornamento delle 18:20: I manifestanti sono riusciti a raggiungere l'albero in cima al monte come annunciato. Tra gas lacrimigeni CS, pallottole di gomma e provocazioni poliziesche il corteo inizia lentamente a tornare a valle

“Noi abitanti della zona di Ierissos riuniti nell'assemblea popolare di martedì 31 luglio abbiamo deciso che scaleremo il monte Kakavos per difendere i boschi, l'acqua e la nostra vita”.
Ed oggi 5 agosto la scalata è iniziata al grido di “si parla di utili e di perdite, noi parliamo di vite umane!”. E' una della manifestazioni organizzate dal movimento NO Gold Mining che da anni nella penisola delle Calcidi si batte contro il progetto della Hellas Gold, agenzia satellite della canadese Eldorado Gold. Comprare le montagne, sottrarre le terre alla popolazione, devastare i boschi, inquinarne le acque e costruire una grande miniera d'oro è l'obiettivo che la Eldorado Gold (un nome un programma!) è determinata ad ottenere anche in barba alle flebili resistenze della legislazione locale e nazionale. La strategia politica è: “la miniera d'oro porterà lavoro!”, ma lo slogan non ha sortito l'effetto sperato: nessun consenso da queste parti ad un progetto che letteralmente ti ammazza di lavoro.
Per contrastare le resistenze della popolazione, che mai creduto alle promesse dell'azienda canadese rispondendogli sempre con un secco “NO!”, è iniziata la battaglia sia legale che... militare. La strategia dell'azienda è farsi concedere e sequestrare ettari di territorio per realizzare dei così detti sondaggi tenico-scientifici, militarizzarli anche con squadre di sicurezza privata e lentamente accaparrarsi porzioni di montagna. Il movimento NO Gold Mining ha fin da subito denunciato la strategia utilizzata dall'impresa e dall'indotto di speculatori organizzando diverse manifestazioni, assemblee e momenti di contro-informazione che con il tempo hanno reso il movimento una determinata resistenza popolare che vive anche grazie al sostegno della solidarietà di parte della società greca. Oggi il movimento con la2_22-preview scalata del monte era determinato a mostrare alle autorità che militarizzano le montagne della regione e all'impresa Hellas Gold che quelle sono terre che non gli appartengono... e così è stato! In tantissimi fin dalle prime ore della mattina si sono radunati a valle e poi hanno iniziato la lunga marcia scandendo slogan ed esponendo striscioni. Intorno alle 13h e a pochi metri dalle istallazioni per i sondaggi, diverse decine di poliziotti in assetto antisommossa hanno iniziato a sparare lacrimogeni CS. L'aria divenuta subito irrespirabile non ha impedito ai manifestanti di continuare la marcia rallentata dagli incendi provocati poreia_2dai candelotti lanciati anche dentro i boschi, e domati dai No Gold Mining. Davanti alla determinazione della manifestazione la polizia non ha esitato a sparare anche bombe assordanti e per la prima volta nella storia della Grecia sono stati utilizzati proiettili di plastica. Mentre i No Gold Mining si stanno ricompattando emerge chiaro e netto dalle Montagne delle Calcidi il rifiuto più intransigente di abbandonare il proprio territorio alla speculazione e alla devastazione ambientale; al ritornello del “la miniera d'oro porta lavoro!” qui non ci crede nessuno... e c'è da riconoscerlo che nella Grecia in crisi è già una straordinaria vittoria e una miniera di lotte e resistenze sociali per il futuro.

Su twitter @fulviomassa

il COMPAGNO ANARCHICO SOKRATIS TZIFKAS in isolamento nella prigione DIAVATA

Da http://actforfree.nostate.net/     trad orizzontelibertario

Il 3 agosto il compagno Tzifkas, durante il suo ritorno al carcere Diavata (dopo un breve trasferimento in un ospedale a Salonicco ) dopo aver rifiutato di farsi perquisire le cavità corporee, è stato condotto al procuratore della prigione dove è gli è stata imposta  una sentenza disciplinare. In questo momento egli è nell'unità di isolamento delle carceri Diavata.


Ci sarà un aggiornamento con qualche novità.
FUOCO ALLE CARCERI

domenica 5 agosto 2012

CCF – Continuazione del secondo giudizio del “caso Halandri”. 20, 25 e 26 luglio

Venerdì 20 luglio
I compagni non si sono presentati a quest’udienza che era dedicata completamente al discorso pubblico del PM. In questa maniera hanno dimostrato il loro disprezzo verso il procedimento e verso lo stesso PM.
Al principio del loro disertamento il pm ha commentato l’assenza dei compagni dicendo: “non mi hanno onorato con la loro presenza”.
Ha continuato con un sermone/delirio in favore della democrazia e del fatto che “tutti devono sottomettersi alle sue leggi”. Ha terminato proponendo di dichiarare i compagni colpevoli dei fatti dei quali sono accusati.
Mercoledì 25 e giovedì 26 luglio
Sono incominciati i discorsi degli avvocati della difesa.
Come ha segnalato uno degli avvocati, i quattro compagni della Cospirazione delle Cellule di Fuoco avevano differenziato la loro posizione dal discorso “di difesa” degli avvocati, poiché non riconoscono l’autorità del tribunale e non porgono scuse.
Ha spiegato che in questo modo i discorsi pubblici pronunciati dagli avvocati andranno ad esprimere solo questi stessi e non la posizione anarchica della CCF. Naturalmente, tutti gli avvocati hanno rispettato le scelte e la posizione dei quattro compagni, inoltre hanno rispedito le accuse dichiarando che “il terrorista è lo Stato”. Si sono anche riferiti particolarmente al fatto di assumere la responsabilità politica. Gli avvocati hanno ricalcato che il fatto di assumere la responsabilità politica è diverso dall’assumere la responsabilità penale.
Qui dobbiamo sottolineare che nelle loro dichiarazioni i membri della CCF hanno lasciato chiaro che per loro l’assumere la responsabilità politica significa anche difendere attivamente tutti gli attacchi della CCF. Al di là di questo, considerano che la teoria e la pratica non possono essere separate e per questo non hanno mai affermato di essere “perseguitati per le loro idee” ma per le loro decisioni di prendere le armi ed attaccare le strutture del Potere e della sua società con tutti i mezzi: con testi, con i fuochi, con le molotov, con le bombe, con le armi… E’ la scelta che hanno fatto, quella di prendere parte all’insurrezione permanente anarchica. Una scelta per la quale continuano senza pentirsi. Una scelta che conservano viva anche dal carcere con i loro testi, libri, con la loro posizione di fronte al sistema penitenziario, il loro tentativo di fuga, il loro rifiuto alle scuse nel processo…
Inoltre, come avevano dichiarato i/la compagni/a della CCF: “Siamo anarchici di prassi. Le idee e le teorie che non osano diventare pratiche, continuano ad essere chiacchiere codarde alimentate da scuse e coscienze inattive. Non ci stanno perseguendo penalmente semplicemente per alcune pulite teorie anarchiche impresse in un pezzo di carta, ma per la nostra SCELTA di cui parlano le nostre idee anche per mezzo della fiamma che incendia la miccia dello stoppino che abbraccia la molotov, della canna di un’arma ancora calda…”
Questo giudizio rimarrà sospeso fino a mercoledì 5 settembre.
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Trasferimenti
Come ci si aspettava, lunedì 30 luglio i 4 compagni processati nel secondo giudizio del “caso Halandri” (Christos Tsakalos, Damiano Bolano ed i fratelli Mihalis e Giorgos Nikolopoulos) sono stati portati dal carcere ateniese di Koridallos alle prigioni che “corrispondono” loro. Qui potete trovare la lista delle carceri in cui si trovano attualmente i 9 membri della CCF ed il compagno Theofilos Mavropoulos, anche se chi vuole scrivere loro può utilizzare l’indirizzo del gruppo di appoggio (www.saspf.squat.gr):
Post Box 51076
T.K. 14510 Nea Kifisia
Athens
Greece
sinomosiapf[chiocciola]yahoo.gr

mercoledì 1 agosto 2012

Grecia - L'Anarchico Christos Stratigopoulos rilasciato su cauzione

Da actforfree

Oggi 30 luglio la decisione del giudice di Patrasso (Grecia Occidentale) è stato quello di lasciare che il compagno anarchico Christos Stratigopoulos libero su cauzione.


Il processo è stato rinviato a 5 novembre 2012

LA SOLIDARIETA' E' LA NOSTRA ARMA

FUOCO AL CARCERE


 

 

 

 

 

Greece – ANARCHIST CHRISTOS STRATIGOPOULOS RELEASED ON BAIL

| 1 Comment
 Today 30 July  the decision of the court of patras (Western Greece) was to let anarchist comrade Christos Stratigopoulos free on bail .

The trial  has been postponed to November 5 / 2012                                     

SOLIDARITY IS OYR WEAPON
FIRE TO THE PRISON





martedì 3 luglio 2012

Grecia: Grande operazione di repressione a Salonicco

da contrainfo


Il 2 Luglio 2012, una vasta operazione di polizia è stata lanciata su tutta la città di Salonicco, con incursioni in due case occupate, perquisizioni domiciliari e massicce detenzioni preventive ( persone che siano state catturate anche nelle loro abitazioni private, e su molte strade, e solo dopo alcune ore sono state rilasciate dai dipartimenti della polizia), e con arresti. Finora sono riportarti 25 arrestati, ed è possibile che saranno accusati di crimini.
In particolare, le forze di polizia hanno preso d’assalto lo spazio anarchico Nadir alle 6:30 circa, detenendo persone all’interno dell’edificio. I sbirri di seguito hanno preso d’assalto anche l’occupazione Orfanotrofio, detenendo anche persone da lì.
I mezzi d’informazione greci hanno immediatamente collegato questa repressione a delle indagini della polizia in merito ad eventi che hanno avuto luogo negli ultimi mesi in questa città del nord della Grecia.
Al diavolo i mercenari della polizia ed i media dominanti… Siamo ben consapevoli del fatto che la magistratura e la polizia serviranno lealmente qualsiasi propaganda dominante, all’interno d’una guerra crescente contro il nemico interno.
Tuttavia, non possiamo evitare di menzionare che questi cosiddetti “eventi degli ultimi mesi” potrebbero realmente far riferimento a dei gravi conflitti tra individui e/o collettivi di Salonicco che sono ( almeno in teoria, o secondo osservatori esterni ) affiliati allo stesso spazio politico, ma hanno adottato tendenze ed approcci diversi, il più delle volte uno contro l’altro (anche con comunicati pubblici in alcuni casi). Ci sono molti fatti deliberatamente lasciati “in silenzio” per quello che riguarda un apparente conflitto interno all’interno degli spazi attivi dell’ampio movimento libertario della città di Salonicco, e questo dibattito potrebbe anche non essere mai analizzato pubblicamente. Ma possiamo riflettere sul pericolo più profondo che si cela dietro tali discordie, ora che la repressione ha colpito duramente, ed apparentemente l’operazione poliziesca colpisce compagni di entrambe le “parti” di questo tipo di conflitto.
Cerchiamo di dimostrare il nostro sostegno non negoziabile per gli arrestati, prima di passare ad una autocritica di fatto. Solidarietà prima e sempre, libertà per tutti i compagni.

domenica 1 luglio 2012

(it-es-gr) Grecia – Cellula della nuova guerriglia rivendica l’attacco contro l’edificio della Microsoft

da parolearmate

Da: Informa-azione

Apprendiamo dai media greci che verso le 4 del mattino del 27 giugno, un gruppo di tre individui con il volto scoperto ha attaccato la sede ateniese di Microsoft, nel quartiere di Marousi. Dopo aver sfondato la porta a vetri dell’edificio con un furgoncino, con le pistole spinate hanno intimato a un membro della sicurezza privata di allontanarsi e non intervenire, quindi hanno innescato un rogo con bombole di gas e taniche di combustibile.
In seguito si sono dileguati. Nessun ferito e danni per decine di migliaia di euro.
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La cellula Condotte deviate per la propagazione del terrorismo rivoluzionario – Fronte Rivoluzionario Internazionale ha rivendicato l’attacco esplosivo/incendiario contro l’edificio della Microsoft in Grecia; l’artefatto esplosivo consisteva in un furgoncino caricato con 150 litri di benzina che è esploso il 27 giugno all’entrata dell’edificio senza fare feriti o vittime.
Nel comunicato si fa riferimento ai compagni sequestrati per l’operazione Ardire in Italia, ai prigionieri in Grecia ed all’anarchico Mario Lopez, rimasto recentemente ferito in Messico dopo l’esplosione di una bomba che stava trasportando che gli ha provocato bruciature sul corpo
Video: cliccare sull’immagine
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martedì 26 giugno 2012

Grecia: Aggiornamenti sugli anarchici rivoluzionari Giannis Skouloudis (scarcerato) e Sokratis Tzifkas

da contrainfo

Giannis Skouloudis è stato scarcerato nel pomeriggio di Venerdì 22 giugno 2012.
Il compagno era stato sottoposto in custodia cautelare nelle carceri minorili di Avlona dal 13 Ottobre, 2010. In seguito alla decisione del tribunale il 26 marzo 2012, per Giannis Skouloudis, Sokratis Tzifkas, Babis Tsilianidis, Dimitris Dimtsiadis e Dimitris Fessas per quanto riguarda il caso di incendio doloso sui veicoli della società di energia elettrica pubblica (DEI), Skouloudis è stato condannato a 5 anni e 5 mesi di reclusione. Aveva già scontato i 2/5 della sua pena detentiva, perciò avrebbe dovuto essere rilasciato dalla prigione in pochi giorni. Tuttavia, il Consiglio giudiziario ha ritardato la sua decisione rispettiva, così ha concesso l’uscita del compagno solo dopo tre interi mesi passati.
Ricordiamo che “i 4 di Vyronas” (Tsilianidis, Dimtsiadis, Tzifkas, Fessas) sono attualmente in custodia cautelare, in seguito di ulteriori accuse contro di loro.
Sokratis Tzifkas è incarcerato nelle prigioni di Diavata dal momento che sia cominciato il processo per il caso di incendio doloso dei veicoli di DEI, nel Marzo del 2012. Attualmente, egli non è autorizzato a ricevere libri (letteratura, ecc) per posta, mentre tutte le lettere che vengono inviate a lui, come nel caso di molti altri prigionieri sono in primo luogo “controllate” nel quartier generale della polizia di Salonicco (GADTH).
Per questo motivo, una casella postale è stata istituita per coloro che desiderano comunicare con Sokratis Tzifkas: Postal Box/Τ.Θ. 8, CAP/Τ.Κ. 57300, Halastra, Salonicco-Grecia.

lunedì 25 giugno 2012

Grecia - Recenti sabotaggi antielettorali, anticapitalisti e contro la sorveglianza elettronica

da informa-azione

Rivendicazione dell’incendio di un’urna elettorale ad Exarchia.


Rivendicazione dell’incendio di un’urna elettorale ad Exarchia, Atene, la sera delle elezioni del 17 giugno.

Tutto, intorno a noi, sembra svolgersi lungo alternative binarie coercitive: memorandum/anti-memorandum, dracma/euro, fascismo/antifascismo. Forse anche fra di noi é necessario prendere posizione, in queste circostanze estreme. Non dimentichiamo nemmeno per un attimo l’unica vera alternativa: Rivoluzione oppure compatibilità con l’esistente.

Rifiutiamo il consenso, i loro dilemmi, la pace sociale. La sicurezza riguarda i profitti del capitale, locale ed internazionale; la libertà riguarda tutti gli altri. Lo stato ed il capitale, i fascisti ed i banchieri non sono sono forze invisibili. Hanno nomi ed indirizzi. Farebbero meglio a cominciare a contare quanti giorni di vacche grasse gli restano.

Guardiamo indietro, alle dure lotte degli anni appena passati. Come potrebbero entrare in un’urna le barricate ed i fuochi del 12 febbraio? Come potrebbero entrare in quell’urna le voci che gridavano “Basta”, voci che salivano dai pochi proletari che mantenevano la dignità, in periodi di timore per i salari e di subordinazione? Come potrebbero le lotte entrare in quell’urna, le lotte combattute città per città, quartiere per quartiere, contro le merde di Alba Dorata [i nazi, NdT]? Come potrebbero entrarci i nostri fratelli e le nostre sorelle, quelli che non sono più al nostro fianco, ma pure ci restano vicin*, anche dalle celle del regime?

In questi tempi estremi, in cui non c’è spazio per le esitazioni, noi cerchiamo di realizzare l’impensabile e facciamo entrare tutto ció nell’urna. Il litro di benzina che abbiamo versato nell’urna del dicittesimo seggio elettorale di Exarchia, alle elezioni del 17 giugno, sono i nostri mille voti, sono le nostre mille scommesse per una guerra indomabile.

Prima di tutto e sempre, la rivoluzione.


P.S. un saluto a pugno chiuso per la compagna Olga Oikonomidou


fonte: http://blog.occupiedlondon.org/2012/06/18/responsibility-claim-for-the-burnt-ballot-box-in-exarcheia/






Rivendicazione dell’incendio all’ufficio dell’avvocato Tzouganatos.

Lo sviluppo fa scorrere il sangue... “Cambiamenti strutturali, grandi riforme strutturali, investimenti e sviluppo, sviluppo, sviluppo”. In poche parole, la creazione di “zone economiche libere”, con salari bassi, diritti del lavoro inesistenti, distruzione della natura e profitti enormi per i capitalisti ed i loro rappresentanti politici.

Lì accanto ci sono anche diverse aziende di sicurezza/eserciti privati, composti di proletari/schiavi sottomessi testa e corpo. “Arriveranno degli investitori e noi avremo pane da mangiare”, pigolano molte persone da poco, che strisciano come vermi per ottenere un tozzo di pane dai padroni. Nel quadro delle “grandi riforme”, le prime e le più importanti di queste sono le privatizzazioni. La svendita di tutte le strutture pubbliche e sociali.
Il padrone é impazzito... Dopo che sono stati abbandonati alla propria sorte, dopo che l’offerta di servizi é diminuita e dopo che si sono trovati indebitati a causa della corruzione di ogni sorta di persone schifose. Per portare a termine, comunque, le privatizzazioni, c’é bisogno di consulenti legali e tecnici. Uno di questi é Dimitris Tzouganatos, professore di diritto.    
Proprio questo sorcio ha prestato la sua consulenza per la privatizzazione del Casinó di Parnitha, per la modesta somma di 60.000 euro. Alle 19.45 di mercoledì 13 giugno, abbiamo incendiato l’ufficio di avvocato di Tzouganatos, al terzo piano di via Sina 32, in pieno centro di Atene, con un potente ordigno incendiario. 
La nostra azione, completamente riuscita, é stata passata sotto silenzio dai media, dietro ordine degli sbirri. Ció non ci impedisce di cercare continuamente nuovi obiettivi e colpirli senza pietà.
Solidarietà ai combattenti sociali dell’Organizzazione Rivoluzionaria 17 Novembre e quelli accusati di partecipare alle organizzazioni rivoluzionarie Lotta Rivoluzionaria e Cospirazione delle Cellule di Fuoco, così come alle dozzine di combattenti che sono imprigionati nelle celle della democrazia.

Partecipando alle elezioni, voi non vi scaricate della vostra responsabilità individuale di cambiare la vostra vita di ogni giorno – e la vita in generale. Creiamo ovunque dei consigli rivoluzionari.

Nessuna pietà per i nazionalisti, che finiscano sottoterra o in rianimazione.

Organizzazione “Tolleranza zero”

fonte: http://actforfree.nostate.net/?p=10032





Rivendicazione del sabotaggio di telecamere di sorveglianza nella città di Volos.

Durante il mese appena trascorso [maggio, NdT], abbiamo distrutto 14 telecamere di sorveglianza private nella zona di Volos.

Le telecamere di sorveglianza sono il supporto tecnico del dogma securitario. Sono l’attuazione pratica dell’orwelliana società del Grande Fratello. Esse devono imporre, in maniera insidiosa e sottile oppure aperta ed ostentata, l’accettazione del controllo e della sorveglianza, della legge e dell’ordine. Se le telecamere pubbliche/statali sono un dispiegamento del potere dello Stato, di un sistema che vuole ardentemente espandersi come un cancro ad ogni sfera e campo della vita, le telecamere private (di case e negozi) sono la prova che lo Stato/il sistema ci é riuscito, almeno in una certa misura. In altre parole, se é odioso, ma ce lo si puó aspettare, che le telecamere di sorveglianza siano l’ennesimo strumento di dominazione, é disgustoso e servile che esse siano usate anche dai suoi sudditi. La tolleranza e l’indulgenza [nei loro confronti, NdT] – specie in tempi come quelli che stiamo vivendo – danno una boccata d’ossigeno alla dominazione e rubano la vita a quelli che lottano contro il Potere.

Né la società né il Popolo sono immagini sacre davanti alle quali ci inginocchiamo accendendo candele votive. Quando essi, coscientemente o meno, giocano il ruolo dello Stato, completando il suo lavoro, devono essere trattati nella maniera adeguata. L’iniziativa individuale o collettiva, gli sforzi di azioni di attacco per la distruzione del Nulla che predomina continueranno ad emergere e diffondersi.

E se, a causa di questi atti, qualcuno ha paura di perdere le sue  comode – per lui – catene di schiavo, bisogna dire che la riproduzione della violenta normalità autoritaria terrorizza ogni giorno più persone – o almeno ci prova. 

Il rafforzamento dell’oppressione é, secondo noi, una relazione reciproca riprodotta fra il dominio e la società nel suo complesso, che é impregnata di comportamenti autoritari. La viltà e l’inerzia della massa sono necessarie al dominio per mantenere lo sfruttamento. I padroni hanno ottenuto schiavi e persone sottomesse che baciano la mano con la quele essi li picchiano.

Quello che proponiamo é l’attacco totale contro l’esistente. Riconosciamo il nostro nemico non solo nell’apparato dello stato, ma anche nella società esistente. I limiti fra i due sono abbastanza indistinti. Il Potere ha pervaso ogni parte della società. Il Dominio si é installato nelle coscienze. Noi ci opponiamo a tutto il complesso di relazioni, attitudini ed istituzioni formali od informali, espresse in ogni campo della vita quotidiana, che in maniera attiva o passiva perpetuano l’esistente. La nostra offensiva ha come obiettivo la normalità, la servitù volontaria, l’infamia e le coscienze in divisa; i padroni ma anche i loro leccapiedi, l’egoismo e l’arrivismo all’interno del capitalismo, l’inerzia e l’indifferenza come posizioni di vita, le mentalità ed i comportamenti razzisti e sessisti.  

Nulla di più disgustoso ed insidioso di un onesto cittadino che corre dietro un rapinatore di banca, nulla di più odioso della spia volontaria che fa il numero di telefono della polizia antiterrorismo dopo essere stato “testimone oculare” di un attacco armato od un’esplosione messi in atto da un’organizzazione rivoluzionaria, o addirittura ha notato un comportamento sospetto. Siamo pieni di rabbia nei confronti dei padroncini che sembrano tutti dei monsignori e dimostrano il proprio potere sui loro salariati nel modo più arrogante; rabbia e disgusto verso “l’onorevole eroe della classe lavoratrice”, che torna a casa dal lavoro e sfoga la sua frustrazione su moglie e figli; contro ogni tipo di patriota greco-nel-cuore che darà la caccia agli ambulanti immigrati clandestini; contro ogni immigrato “legale” che cerca di farsi un posto fra la piccola borghesia greca, riproducendo comportamenti che anch’egli ha subito in passato, ma ora scatenati contro immigrati “clandestini”.

Siamo pieni di rabbia e disgusto nei confronti delle armate di servi volontari...

Noi, per quanto ci riguarda, abbiamo scelto di stare dalla parte della Rivoluzione; dalla stessa parte dei nostri compagni imprigionati, membri della Cospirazione delle Cellule di Fuoco. É passato quasi un anno dagli ultimi arresti di membri dell’organizzazione in Nea Ionia, a Volos, quando abbiamo fatto l’esperienza di un’operazione dell’antiterrorismo, con l’assistenza dei porci subordinati locali, e già procuratori ed investigatori montano una serie di processi contro di loro. La democrazia si vendica, sfoderando contro di loro giudici, sbirri, procuratori, secondini, giornalisti. Di fronte a quest’orda, i membri delle CCF mantengono una posizione dignitosa, integerrima e fiera. 

Questa loro posizione ci riempie di coraggio ed inesauribile volontà di continuare la lotta. Con scioperi della fame, un tentativo di evasione, il costante rifiuto di umilianti perquisizioni, portando avanti dialetticamente l’internazionalizzazione della guerriglia e della solidarietà attraverso il progetto della Federazione Anarchica Informale / Fronte Rivoluzionario Internazionale, essi dicono che niente é finito, tutto continua, senza arretrare di un millimetro.

Compagni della Cospirazione delle Cellule di Fuoco, vi mandiamo un cordiale saluto e la nostra solidarietà pratica. La nostra solidarietà va anche agli altri indagati nella stessa inchiesta, all’anarchico rivoluzionario Theophilus Mavropoulos e a tutti coloro che sono inquisiti per la loro attività sovversiva.



P.S. Mentre scriviamo queste righe, la compagna, membro delle CCF, Olga Oikonomidou é rinchiusa in una cella d’isolamento munita di una telecamera di sorveglianza, nella prigione di Diavata, in conseguenza di un trasferimento disciplinare dovuto al suo rifiuto di sottomettersi all’umiliazione della perquisizione a nudo.


Demoliamo tutte le prigioni ed il regime d’isolamento imposto ai nostri compagni!


Collaborazione per il sabotaggio ed il vandalismo

fonte: http://en.contrainfo.espiv.net/2012/06/17/greece-responsibility-claim-for-sabotage-of-cctv-cameras-in-the-city-of-volos/

giovedì 7 giugno 2012

Grecia: Libertà per anarchico Andrea Mazurek, da 3,5 anni imprigionato in attesa in seguito ad un processo con accuse prefabbricate

da it.contrainfo

André è uno dei migliaia di partecipanti ribelli nella rivolta del Dicembre ’08. La data del suo processo d’appello si sta avvicinando.
Lunedì, 11 Giugno 2012, Corte d’Appello di Atene, Via Loukareos.
Richiamo di raduno di solidarietà con André, ultimo prigioniero della rivolta del Dicembre ’08.
Qui Andrea stesso presenta una serie di circostanze che hanno portato al suo arresto e carcerazione (testo originale in polacco)
Manifesto di solidarietà in polacco
Indirizzo attuale in carcere:
Αντρέ Μαζούρεκ / André Mazurek
Filaki Larissas, B Pteriga (Larissa Prison, 2 ° Braccio)
Larissa 21110, Ελλάδα/ Grecia
Lettera di Andrea Mazurek dal carcere

Dopo 3,5 anni

Per 3,5 anni sono un prigioniero nelle carceri greche, più precisamente dal 2008-11-12 durante i conflitti che seguirono l’assassinio di Alexandros Grigoropoulos ad Exarchia. Mi chiamo Andrea Mazourek e mi trovo in Grecia dal 2007, precisamente dal mese di Maggio. Sono venuto dalla Polonia ed a causa di ignoranza della lingua greca ero impiegato a lavori saltuari, così e mentre ero 1,5 anni qui, ho sentito, come tutti noi, l’assassinio di Alexis, e in questo modo ho ritenuto opportuno a scendere nel centro di Atene e unire la mia rabbia con tutti gli altri che erano scesi in strada per lo stesso scopo.
L’11-12-2008 mentre camminavo con altre persone sull’angolo delle vie Solonos e Stournari verso l’Università del Politecnico siamo circondati dai maiali della squadra antisommossa ( M.A.T. ) e da sbirri in borghese, i quali hanno cominciato a picchiarci, ci hanno arrestato, ci hanno portato alla stazione centrale della polizia di Atene ( G.A.D.A. ) e da lì, mentre ero già diventato per due volte un sacco da pugilato, ci hanno condotto in detenzione al settimo piano dell’edificio. La mattina dopo e venuta un’impiegata dall’ambasciata Polacca per contribuire al lavoro di indagine dei poliziotti, in seguito all’interesse su di me da parte dell’autorità polacche per la mia azione sovversiva. L’ambasciata Polacca ha riportato erroneamente alla stampa che  sono arrivato in Grecia per partecipare ai conflitti della rivolta…
Poi il giorno successivo, ossia il 12-12-2008 mi hanno portato davanti al giudice istruttore che mi ha annunciato le accuse, tentato omicidio, esplosione, fabbricazione e possesso di esplosivi, senza neanche le possibilità di difendermi, visto che il traduttore era un arabo! che parlava il greco e polacco in modo rotto, e non veniva dall’ambasciata. Gli Stati mostrano come possono collaborare bene di fronte al nemico interno…Le richieste del giudice istruttore di trasferirmi in ospedale dopo la fine della procedura non sono mai state realizzate. Dopo il mio arrivo alle carceri di Korydallos i secondini si sono precipitati su di me gridando che bruciavo le loro auto e mi hanno messo in un raggio dove nessuno parlava polacco per aiutarmi ad essere trasferito all’ospedale. Ogni volta che chiedevo un medico mi veniva dato un semplice antidolorifico ( DEPON ). Una settimana dopo mi hanno annunciato che avevo un’altro mandato di cattura in Polonia…
Di settimana in settimana il tempo è passato e le ferite sono state chiuse, ma la rabbia è rimasta in me per tutti quei 3,5 anni che sono un’ostaggio delle celle democratiche. L’11-6-2012 verrò processato presso la Corte d’Appello di Atene in via Loukareos dal momento che sono già condannato ad 11 anni di reclusione. Per questo motivo chiedo la vostra solidarietà, se e con il modo in cui la consideriate necessaria…
Dichiaro inoltre che non ho dimenticato tutti quelli che mi hanno colpito, mi hanno messo in carcere e continuano a negarmi la mia libertà, mentre l’assassino di Alexandros, Saraliotis, è stato rilasciato e da più di un’anno circola libero!
Daremmo di nuovo appuntamento nelle strade con tutti coloro che non hanno dimenticato, hanno bruciato e rotto le vetrine dell’ipocrisia di questo mondo invecchiato, hanno combattuto e continuano a combattere. Non posso essere al loro fianco, continuate per tutti coloro che sono in carcere e non sulle strade, continuate per Alexandros Grigoropoulos.

LA SOLIDARIETÀ E L’ARMA DEL POPOLO, GUERRA ALLA GUERRA DEI CAPI

Andrea Mazurek, prigioniero alle carceri di Larisa.

venerdì 1 giugno 2012

Ioannena, Grecia: Per l’operazione di sgombero contro gli immigrati del 26/05/2012

da contrainfo

Il testo che si sente nel video riguarda gli eventi che sono avvenuti durante l’operazione di sgombero effettuata il 26 maggio, in particolare lungo gli edifici del vecchio ospedale Hatzikosta, dove si trova l’occupazione Antiviosi (Antibiotico). Esso include anche scene dalla liberazione di 6 immigrati, che sono stati “sigillati” dai poliziotti all’interno di uno degli edifici in cui abitavano. Si prega di diffonderlo…
Breve introduzione: Per 15 anni gli edifici del vecchio ospedale “Hatzikosta” erano stati abbandonati. Con il tempo la zona ha cominciato a prendere una vita da parte di immigrati e anti-autoritari, coprendo in questo modo le esigenze basilari della vita e delle esigenze politiche, culturale e sociale. Con grande sforzo e lavoro collettivo gli edifici sono stati riqualificati. Questo processo non è completato definitivamente. Tuttavia, la comunità di persone bisognose che usa gli edifici crea lentamente le strutture anti-gerarchiche dell’auto-organizzazione auto-gestione delle nostre vite, gettando nel cestino le divisioni razziali, le istituzioni di mediazione, la repressione e il potere.
Questo e il testo che si sente nel video:
Alle ore 7 di Sabato mattina un corteo di veicoli si prepara a circondare il campus del vecchio Hatzikosta. Procuratori, poliziotti di grado superiore in giacca e cravatta, giornalisti, una squadra antisommossa “verde” da Salonicco, una “blu” dalla città di Grevenà, una “blu” e una squadra di sbirri OPKE da Ioannena, una decina di macchine della polizia borghese, tutta la squadra  DIAS in allerta (alcuni anche con le loro motociclette personali), motorini  con poliziotti in borghese, il gruppo con i cani, tre furgoni per il trasferimento degl’immigrati, un grande furgone per i trasferimenti giudiziari, macchina dei pompieri, squadre di operai di lamiera e di pittura. Il governatore e il sindaco dispersi, mentre il prefetto ci ha concesso l’onore di passare di nascosto con il suo jeep… questo vuol dire presenza di uomini della politica.
Un’abominevole custodia che è venuta per turbare la nostra comunità, ad arrestare i nostri compagni e amici, a distruggere la casa dei nostri vicini, sperando in questo modo di alimentare l’affamata e lobotomizzata dalla televisione folla razzista.
Durante l’operazione (che durò 14 ore) si sono sigillate le case dei nostri vicini. Durante questo periodo l’occupazione Antiviosi ( Antibiotico ) si trovava sotto un regime di ostaggio peculiare dai poliziotti. Le figure più vergognose del giorno erano le squadre degli operai. A parte dei loro capi, i quali hanno guadagnato dei soldi, lavoratori non assicurati, senza alcuna traccia di coscienza di classe, alcuni dei quali immigrati albanesi, hanno sigillato con lamiere le case di altre persone per ottenere una paga di 30 euro che molto probabilmente la spenderanno alla banca per il proprio mutuo. Altrettanto vergognosi tutti i membri della Croce Rossa e dell’organizzazione dei medici, ambedue alloggiati all’interno del campus, i quali non si sono fatti vedere nemmeno per un minuto. Piuttosto, la loro sensibilità agli immigrati e alle persone finisce quando la videocamera di SKY si spegne o quando i loro misericordiosi donatori ricchi si arrestano. Da vicino anche il chiasso giornalistico, pronto a riprodurre le notizie rilasciate dalla polizia.
Da tempo ormai si costruisce la propaganda che gli immigrati costituiscono un problema sociale, sanitario e politico. L’unico problema che noi riconosciamo è il razzismo dilagante che impedisce lo sviluppo delle relazioni di solidarietà e di uguaglianza tra le persone. Che costruisce separazioni basate su identità culturali, razziali e religiose.
Un ultima nota ma molto importante: durante il sigillo degli edifici, 6 immigrati sono stati “sepolti” in uno di essi. Non possiamo credere che il cane della polizia non è stato capace a scoprirli durante l’ispezione degli edifici. A quanto pare una loro morte lenta di fame o di sete è adatta ai progetti che abbia il potere per tutti e tutte noi siamo in eccesso. I immigrati  sono stati liberati da noi appena i poliziotti hanno lasciato il posto.
PS : Qualcuno sarebbe così gentile da informarci il costo esatto dell’operazione del 26 Maggio 2012? In realtà, se tutti quei soldi erano spesi   per farmaci e medicazioni per l’ospedale, non sarebbe meglio?
La solidarietà fra gli oppressi e gli sfruttati sarà destinata a condannare in fallimento ogni piano dello stato.
Il razzismo non ha posto nelle nostre vite, le nostre comunità, nei nostri quartieri.
In Grecia, Senegal, Sudan, Marocco, Pakistan, Turchia, Albania.
Il NEMICO è il fascismo, le banche, i ministeri, il potere.

Entriamo nelle case vuote!

Compagnie e compagni dalla fortificazione antirazzista dell’occupazione Antiviosi

martedì 29 maggio 2012

Una lettera per chiedere solidarietà, dalle carceri greche…



 da baruda (polvere da sparo)




 



Lettera di Andrè Mazurek, detenuto da 3 anni e mezzo a Larissa (Grecia) dopo la rivolta del dicembre 2008.
 Condannato a 11 anni.
 Dal sito OccupiedLondon

Sono ormai più di tre anni che mi trovo rinchiuso nelle prigioni greche, più precisamente dall’ 11/12/2008 e gli scontri che seguirono all’assassinio di Alexandros Grigoropoulos ad Exarchia, Atene.
 Mi chiamo Andrea Mazourek e vivo in Grecia dal 2007, più precisamente da maggio 2007. Io sono polacco e non conoscendo bene la lingua, ho lavorato qui in diversi posti di lavoro precari. Mentre vivevo qui da 1 anno e mezzo ho saputo dell’assassinio di Alexis e insieme agli altri ho manifestato per le strade di Atene tutta la mia rabbia.


Foto di Valentina Perniciaro _ Le notti in cui i MAT assediavano il Politecnico, dicembre 2008_

L’11 dicembre 2008, all’angolo tra via Solonos e via Sturnari, mentre camminavo con gli altri verso il Politecnico, siamo stati circondati dai maiali del MAT (squadre anti-sommossa della polizia) e poliziotti in borghese che hanno iniziato a picchiarci, ci hanno arrestato e portato nella questura di Atene, dove, dopo essere stato trasformato per un altro paio di volte in un sacco da boxe, ci hanno portato alle celle di detenzione del 7° piano.
 La mattina successiva un dipendente dell’ambasciata polacca è venuto ad aiutare i poliziotti nei loro interrogatori.
 L’ambasciata polacca ha falsamente riferito ai media che sono venuto in Grecia per partecipare all’insurrezione … Poi, il giorno dopo, mi hanno portato davanti al giudice che  mi ha contestato i reati di tentato omicidio, esplosione, fabbricazione e possesso di esplosivi ; e mi ha messo in custodia cautelare senza nemmeno avere la possibilità di discolparmi, dal momento che il traduttore che mi avevano assegnato era un arabo che conosceva poco sia il greco che il polacco, e non era stato mandato dall’ambasciata.
 Gli stati cooperano perfettamente di fronte al “nemico interno” … Il giudice ha richiesto di mandarmi in un ospedale dopo la conclusione del procedimento ma questo non è successo. Dopo il mio arrivo nella prigione di Korydallos, le guardie carcerarie si sono scagliate su di me gridando che avevo bruciato le loro auto e mi hanno messo in un reparto dove nessuno parlava polacco, e invece di mandarmi in ospedale mi hanno dato un analgesico. Una settimana dopo, mi annunciano che c’è un altro mandato di arresto per me in Polonia …
 Di settimana in settimana il tempo passa e le ferite sono guarite, ma la rabbia cha continuato a vivere dentro di me per tutti questi 3 anni e mezzo in cui  sono tenuto prigioniero nelle celle  della prigione democratica. L’11 giugno la Corte d’Appello mi ha condannato a 11 anni di prigione ed è per questo che vi chiedo solidarietà, se e in qualsiasi modo lo riterrete adeguato …
 Dichiaro inoltre che non ho dimenticato nessuno di quelli che mi hanno picchiato, mi hanno messo in carcere e continuano a privarmi della mia libertà, mentre l’ assassino Saraliotis [uno dei poliziotti che ha sparato ad Alexis] è stato rilasciato dopo un anno e ora va in giro libero.
 Ci ritroveremo nelle strade, ancora una volta, con tutti coloro che non hanno dimenticato, che hanno rotto e bruciato le vetrine che coprono l’ ipocrisia di questo vecchio mondo, che hanno combattuto e continuano a combattere. Possono impedirmi di essere lì con voi, ma voi potete continuare per tutti coloro che sono nelle carceri e non sulle strade, e proseguire per Alexandros Grigoropoulos.

La solidarietà è l’arma del popolo,
 GUERRA CONTRO LA GUERRA DEI PADRONI
 Andre Mazurek, detenuto nel carcere di Larissa

Altro sulla Grecia QUI, dalla rivolta per Alexis in poi…