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martedì 27 marzo 2012

Roma: cariche della polizia contro operai Alcoa


da http://la-malatesta


Oggi, 27 marzo 2012, circa 500 operai dell'Alcoa del Sulcis in Sardegna sono scesi in corteo a Roma per l'incontro tra sindacati, governo e l'azienda che ha deciso di chiudere e di abbandonare i suoi dipendneti.
Gli operi dell'Alcona con cori, petardi, piccole cariche hanno raggiunto il Ministero dello Sviluppo economico dove si svolge l'incontro. A segnare la loro determinazione, a fine corteo, i lavoratori hanno dato fuoco alle tessere elettorali.
FORZA!
 
resoconto da Contropiano
 

Da questa mattina a Roma per difendere il proprio posto di lavoro in concomitanza con un incontro al Ministero dello Sviluppo, circa 350 operai dell'Alcoa arrivati dalla Sardegna hanno prima sfilato in corteo e poi hanno tentato di forzare i blocchi dei Carabinieri.
Sono a Roma da questa mattina alcune centinaia di lavoratori dell'Alcoa di Portovesme, da tempo ormai impegnati in un interminabile braccio di ferro con l'azienda, con l'Enel e con i diversi governi che si sono finora succeduti a Roma per difendere il loro posto di lavoro. A rischio ci sono circa 900 dipendenti del colosso dell'alluminio.

Prima hanno sfilato in corteo per le vie del centro bloccando il traffico e poi si sono seduti davanti al Ministero dello Sviluppo Economico, ed hanno a lungo sbattuto ritmicamente a terra i caschi da lavoro, attirando l'attenzione dei passanti con i loro fischietti. Al loro arrivo gli operai hanno anche usato alcuni fumogeni e petardi, ma non ci sono stati incidenti con la Polizia schierata in assetto antisommossa.

All'interno del dicastero in Via Molise è in corso l'ennesimo tavolo sulla vertenza aziendale tra il ministro Passera, il presidente della Regione Sardegna Ugo Cappellacci, le organizzazioni sindacali concertative e la Cub.

Gli operai, più di trecento partiti dal Sulcis, protestano contro la multinazionale statunitense dell'alluminio che vuole bloccare la produzione agli inizi di aprile e cedere gli impianti. I sindacati chiedono all'Enel di abbassare i costi delle forniture elettriche, troppo alti e ben superiori ai prezzi di mercato, in modo da rendere l'azienda appetibile per i potenziali compratori. Mentre i lavoratori sono ancora a Roma in via Molise nello stabilimento del Sulcis i sindacati hanno proclamato 4 ore di sciopero.

Visto il prolungarsi dell'incontro, la mancanza di notizia e la gravità della situazione in tarda mattina un gruppo di lavoratori ha cercato di forzare il blocco dei Carabinieri in assetto antisommossa schierati all'ingresso del ministero. Il tentantivo di irruzione è stato impedito, e i militari hanno risposto con violente cariche per disperdere i manifestanti che però hanno cominciato a lanciare oggetti sugli agenti e in alcuni casi hanno anche usato le aste delle bandiere. Poco prima alcuni operai avevano bruciato le loro schede elettorali e una bandiera italiana proprio davanti all'ingresso del ministero di Via Molise.

La Polizia è intervenuta di nuovo per bloccare il tentativo da parte dei lavoratori di bloccare il traffico automobilistico in Via Veneto, e ne sono nati nuovi tafferugli.

giovedì 24 novembre 2011

Napoli: Proteste dei precari, cariche e fermi di Polizia

da osservatorio sulla repressione

Scontri, questa mattina a Napoli, tra manifestanti e forze dell'ordine davanti alla Questura partenopea in via Medina. Qui era arrivato il corteo non autorizzato organizzato da parte di centinaia di lavoratori del progetto Bros, dell’Astir e dell’Arpac dopo il blocco stradale di questa mattina davanti alla sede dell'assessorato all'Ambiente della Regione Campania. I manifestanti si erano spostati poi in piazza Borsa ed avevano raggiunto via Medina dove si sono verificati gli scontri con le forze dell'ordine in assetto antisommossa. A poca distanza era anche in corso una manifestazione del Sindacato Lavoratori in Lotta i cui aderenti ieri avevano occupato il Duomo.
I lavoratori Astir ed Arpac sono impegnati nel campo delle bonifiche ambientali e lamentano il mancato pagamento di stipendi da quattro mesi oltre alla non erogazione dei buoni pasto da dieci mesi. Inoltre sottolineano di non avere garanzie sulle erogazioni delle prossime mensilità e della tredicesima. I loro timori riguardano anche il futuro produttivo delle aziende che, a giudizio dei portavoce dei lavoratori, non hanno commesse che garantiscano la prosecuzione delle attività. E così questa mattina, in concomitanza con la visita a Napoli del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, disoccupati e lavoratori degli enti a rischio hanno portato di nuovo la loro protesta nel centro della città.
Quattro lavoratori, al termine degli scontri con i celerini, sono stati portati in Questura per essere identificati ed eventualmente denunciati. Una donna, secondo quanto riferiscono alcuni portavoce dei manifestanti, è stata portata via da via Medina con un'ambulanza dopo essersi sentita male.

mercoledì 3 agosto 2011

Napoli: Polizia carica presidio lavoratori Astir. Una donna in ospedale

da osservatorio sulla repressione

Da una parte i lavoratori che non vengono pagati da due mesi e che rischiano il posto, dopo che sono già partite 38 lettere di licenziamento. Dall'altra una squadra di forze dell'ordine in tenuta antisommossa, difendono l'ingresso di Palazzo Santa Lucia. I lavoratori premono, urlano, sono in preda all'esasperazione, vogliono incontrare il governatore Caldoro. Parte il corpo a corpo con le forze dell'ordine, ci sono respingimenti. Nel disordine una donna, Elisabetta Castiello, batte la testa su un pilone del marciapiedi. Il colpo è forte, la donna sviene. Portata in ambulanza al Loreto Mare, viene dimessa qualche ora dopo con una diagnosi di trauma cranico, prognosi di 5 giorni. Nella ressa resta vittima anche Annunziata Ordone, il labbro superiore gonfio e sanguinante. "Ci hanno caricato" dicono i manifestanti. Per la polizia, invece, si è trattato di una "manovra di alleggerimento". Pochi metri più in là, in corrispondenza del cantiere del monte Echia, due lavoratori osservano la scena da una gru, dall'altezza di 20 metri. Si sono arrampicati poche ore prima.
Momenti difficili per la vertenza Astir. La protesta si spegne soltanto alle sei del pomeriggio, quando i manifestanti ottengono la promessa di un incontro domani in prefettura. Solo allora abbandonano il presidio davanti a Palazzo Santa Lucia e i due operai scendono dalla gru. "Scendiamo perché crediamo nell'impegno di un incontro - dice Ciro Di Gennaro, 52 anni, assunto alla Astir nel 2003, è un ex Lsu - chiediamo risposte, dobbiamo sapere qual è il nostro futuro".

domenica 29 maggio 2011

Figli di cane


Noi figli di cane non ci aspettavamo altro che questo, ad esser onesti.
Salari sotto al minimo, lavori neri e lavori sporchi, padroni arroganti.
Semplicemente condannati dalla biologia sociale, ma spavaldi di fronte alle crisi di capitale, eravamo già qui
- BELLI PRECARI -
molto prima che si venisse a sapere che sarebbe diventata la moda di questa nostra generazione.
Ce l’avevano detto, e l’hanno ripetuto allo sfinimento
- maestri, professori; e poi sbirri, magistrati.. chiunque. -
che avremmo pagato cara la nostra irriducibilità alle convenzioni del potere,
e alle convenienze degli opportunismi, calibrati appositamente sulle scelte individuali che si compiono nel corso della vita.
Ce l’avevano detto che non sarebbe stata facile,
che Gino, Aldo e Roberto ci avrebbero sempre guardato dall’alto.
Che i loro padri avrebbero pagato poco il tempo di vita della nostra giornata,
che vale nulla o poco di meno.
Ci hanno sempre detto tutte queste cose,
e siamo qui pronti da decenni,
a sputare astio sociale e a ruttar rivolte ogni volta che tira una brezza.
Quello che non sapevamo, noi figli-di-cane,
è che nelle file dei malpagati avvremmo trovato così tanti,
ma proprio tanti dei nostri coetanei, anche quelli con natali apparentemente migliori.
E vediamo decine di Aldo, Gino e Roberto che ingoiano merda a tempo determinato,
proprio quella merda che i loro genitori avevano preparato per noialtri.
Quando si mangia poco e male c’è una gran ressa persino nelle mense peggiori, sembra.
Benvenuti nel mondo reale, cari fratelli, e benvenute sorelline, tra la feccia.
Mi spiace vedervi afflitti e delusi, avete tutte le ragioni di lamentarvi.
Non era apparecchiata per voi questa tavola misera, non era per voi questo pane salato.
Era tutto pronto da secoli, che si trova sempre un figlio di cane pronto a farsi fottere.
Ma mai avremmo potuto immaginare che questa gran moda del precariato avrebbe resettato la volera sociale a tal punto!
Tutti figli-di-cane, pronti ad ingoiar merda e a risicare il soldo solo per campare.
La Ricchezza è un genitore oculato, che chiama i figli per nome.
La Miseria è una mamma affettuosa, che non nega carezze a nessuno.