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lunedì 9 luglio 2012

Perù - Notizie sulla lotta antiminiera e sulla repressione assassina a Cajamarca

da informa-azione.

riceviamo e diffondiamo:

La polizia questa settimana ha ucciso 5 persone  durante le proteste contro la miniera Yanacocha nelle provincie di Celendin e Bambamarca nella regione di Cajamarca nel Nord del Perù.
Da un anno campesinas e campesinos insieme a cittadini di Cajamarca e dei dintorni lottano contro il progetto aurifero “Conga” della compagnia miniera Yanacocha di proprietà della Newmont Mining Corporation (Canada), Compañía de Minas Buenaventura (Perù) e della Corporazione Finanziaria Internazionale (IFC).  Il progetto Conga prevede l’estrazione di oro da due laghi nella zona altoandina di Cajamarca e la distruzione di altri due laghi che verranno utilizzati come deposito di residui, questi 4 laghi costituiscono la sorgente dei pricipali fiumi della zona.
Da un mese a questa parte nella regione di Cajamarca era stato dichiarato un paro indefinido, un periodo di proteste e di veglia continua ai laghi per impedire l’inizio dei lavori della compagnia, lo stato ha sempre mostrato la sua sottomissione a Yanacocha e inviato in più occasioni polizia e militari per reprimere le proteste. Gli abitanti della regione e soprattutto delle provincie che verranno colpite direttamente dal progetto non si sono fatti intimidire e hanno continuato la loro lotta , a Celendín i primi di maggio un contingente della polizia nazionale è stato cacciato dalla città dai manifestanti. Il giorno 3 luglio la polizia è arrivata a Celendín con l’ordine di sparare ai manifestanti che tentavano di attaccare la municipalidad per dimettere l’alcalde che aveva dato il suo appoggio al progetto Conga e al presidente Ollanta Humala. La violenta repressione ha provocato la morte di tre persone José Silva Sánchez (35), Eleuterio García Díaz (40)  e  C.M.A di 17 anni, altre 30 sono rimaste ferite. Secondo la stampa nazionale che appoggia il governo e la violenza della polizia due poliziotti sono stati feriti con armi da fuoco usate dai manifestanti.
È stato dichiarato lo stato di emergenza per 30 giorni nelle provincie di Celendin Huangayoc e Cajamarca (sospensione dei diritti di libertà personale, riunione, circolazione, inviolabilità del domicilio e molti altri) questo garantisce  la totale libertà alla polizia e la giustifica per ulteriori violenze. Nonostante ciò il 5 luglio le proteste sono continuate in tutta la regione e così anche la repressione, la polizia ha infatti ucciso altri manifestante a Bambamarca.
Secondo i comunicati radio che arrivano dalla regione gli abitanti di Cajamarca sono decisi a resistere e lottare per difendere la loro acqua e le loro terre.

Inivitiamo alla diffusione di informazioni e alla solidarietà con la popolazione di Cajamarca.

venerdì 1 giugno 2012

Aggiornamento sui compagni arrestati in Bolivia

da culmine


Il 31 maggio s’è tenuta a La Paz un’udienza equivalente alla nostra convalida dei fermi a carico dei 4 anarchici arrestati il 29 ed accusati di aver costituito una cellula anarchica “terroristica”. In realtà, il 29 sono stati ben 9 i domicili di altrettanti compagni ad esser stati sottoposti a perquisizione.
Con l’udienza di oggi per due di essi, Henry e Nina, è stata decretata la carcerazione preventiva; mentre gli altri 2, Victor e Renato, hanno ottenuto la carcerazione domiciliare.
Dalle accuse emergerebbe che il gruppo avesse contatti non solo con altri gruppi anarchici latinoamericani, ma anche europei.
Si stanno diffondendo appelli e comunicati solidali con i compagni perseguitati, dichiarando la loro totale estraneità alle accuse di terrorismo.
maggiori informazioni su:    http://anarquiacochabamba

martedì 29 maggio 2012

Stato di emergenza in Perù, i minatori protestano per l'inquinamento delle acque

da ecoblog

Pubblicato da Marina
stato di emergenza in perù
In Perù è scattato lo stato di emergenza nella provincia di Espinar dichiarato dal presidente peruviano Ollanta Humala per 30 giorni, dopo che minatori e forze dell’ordine sono arrivati allo scontro. Sono morte due persone e 40 sono i feriti. Le proteste sono state innescate dall’inquinamento delle falde acquifere e di due fiumi e le manifestazioni sono iniziate 8 giorni fa contro la multinazionale svizzera Xstrata ritenuta responsabile dello scempio ambientale. Sotto accusa le estrazioni di rame dalla miniera di Tintaya.
La versione del governo peruviano però è diversa. Secondo Jorge Merino ministro dell’Energia e delle Miniere:
La protesta guidata dal Comune Provinciale di Espinar in Cusco, per richiedere un aumento del contributo della compagnia mineraria Xstrata a Tintaya dal 3% al 30% non è razionale. piuttosto è necessario capire che ci sono sistemi per incentivare lo sviluppo. Se l’acqua non è potabile la responsabilità è del comune.
A Cusco sono disponibili solo due ore di acqua al giorno eppure, lamenta il ministro Merino:
Il bilancio del Comune è di 121 milioni di sol. La centrale idrica costa 40milioni di sol e il governo ha contribuito per il 50%. Non c’è alcuno motivo per non costruirla.
Via | RSI, Elcomercio, RPP
Foto | Pachamamaradio

martedì 22 maggio 2012

Buenos Aires – Attaccata la casa degli anarchici / foto

Ascenderemo il pendio con la forza dei muscoli ed il barlume del pensiero, assieme a tutti quelli che hanno una mente fertile, sana, aperta ed un cuore palpitante verso qualsiasi azione buona e leale.
Siamo consci delle enormi difficoltà che dobbiamo affrontare, ma ci spinge una forza segreta che, assieme a tante speranze, si alimenta nell’anarchia.
E per la realizzazione di questa nostra aspirazione confidiamo sempre più nelle forze e nell’entusiasmo dei compagni di buona volontà”.
Dobbiamo far sì che se si insiste nella menzogna, questa termini in una verità (come i tanti che credono nell’esistenza di dio, per esempio). Fino ad ora abbiamo preferito non entrare in quel mondo impersonale, frivolo e speculativo che tante volte internet mette in evidenza.
Non vogliamo far parte di un gioco cibernetico/mediatico, né tanto meno accusare né diffamare. Ma viste le circostanze e su consiglio di compagni vicini e necessità di altri compagni geograficamente più lontani, diffondiamo a mo’ di riassunto gli ultimi avvenimenti nella Casa Anarquista di calle Brasil 1551, a Buenos Aires.
Iniziamo dall’autunno, quando si sono presentati nuovi compagni. Abbiamo ricevuto la visita da compagni di diverse parti del mondo e della regione, aderendo e sostenendo il lavoro che si svolge nella casa.
Finalmente, sono stati riparati i danni del tetto eliminando totalmente le infiltrazioni. Sono stati restaurati diversi mobili (più di 30 sedie sono state recuperate), si sono iniziate a dipingere alcune pareti, sono stati rimesse a punto alcune zone della casa che erano abbandonate (adesso disponiamo di un laboratorio per gli attrezzi, per esempio), sono stati collocati i vetri in alcune finestre che ne erano carenti.
Si stanno consultando l’archivio e l’emeroteca in relazione a diversi lavori e ricerche e sono stati avviati i lavori di riparazione e tutela di materiali preziosi (come la sostituzione delle casse di cartone con quelle di plastica, più convenienti per la conservazione). Continuiamo a ricevere ed a catalogare pubblicazioni che ci inviano i compagni dall’estero.
La libreria funziona regolarmente, ricevendo diversi titoli da case editrici affini. Sono stati inviati in affidamento dei libri a compagni di Córdoba, Montevideo, La Pampa, Neuquén. Sono state realizzate delle donazioni di libri a compagni e spazi affini che da anni hanno posti di rivendita di materiale anarchico.
Quanto alla vera e propria biblioteca anarchica, questa è stata trasferita in uno spazio con maggior esposizione, sono iniziati i restauri di libri di grande importanza, sono stati incorporati nuovi titoli di interesse. E’ iniziata anche la classificazione, assieme al riordino dei libri di letteratura, sociologia, naturismo, ecc., con l’intenzione di allestire una biblioteca generale di grande utilità per il movimento e per il quartiere.
S’è costituito il gruppo editoriale del bollettino “El Guiño”e già ne sono stati stampati due numeri, apportando una visione anarchica ai problemi del quartiere.
Si continuano a portare avanti i seminari su tematiche come l’autodifesa, discussioni, riunioni di riflessione, ecc. Prossimamente terremo delle giornate di attività varie, proiezioni di cinema sociale, attività informative e solidali con i compagni prigionieri, ecc.
S’è iniziata una campagna di grande diffusione per le iniziative anarchiche del 1° maggio, sono stati diffusi centinaia di volantini e attacchinati migliaia di manifesti in diversi punti della città, invitando a “riaffermarsi e scambiare idee per avanzare nella lotta per l’anarchia” per una iniziativa che era progettata per sabato 19 maggio.
La notte di giovedì, 17 maggio, abbiamo visto il fuoco che avanzava verso la nostra libreria a pochi metri da documenti e collezioni di libri molto preziosi per il nostro movimento, proprio mentre un gruppo attaccava la Casa de los anarquistas.
Erano verso le due di notte quando hanno collocato 3 ordini incendiari con un meccanismo a tempo, uno su ogni finestra ed un altro sulla porta.
Eravamo pronti e rapidamente siamo usciti per spegnere il fuoco. Le fiamme erano alte diversi metri ed il fumo s’è rapidamente diffuso nella biblioteca. E’ stato per l’impegno dei compagni e delle compagne che il fuoco non è riuscito ad entrare nella casa. Alcuni vetri sono andati in frantumi ed alcuni mobili sono stati danneggiati, ma noi non abbiamo subito lesioni.
Non ci sorprende più nulla in questo mondo di miserie, sappiamo che ad esser attaccati non sono una casa, uno spazio, ma le idee, le idee anarchiche quando si proiettano in una pratica concreta.
Forse era questo lo scopo, far sì che abbandoniamo le attività che portiamo avanti. E’ più che evidente che questa gente non ci conosce affatto. Le attività continuano, la casa e le nostre idee continuiamo a difenderle con i nostri corpi ed il convincimento di un mondo nuovo.
Il giorno successivo, venerdì 18, un compagno ed una compagna che senza dormire (per via del gran lavoro che c’è costato per riordinare, pulire e riparare i danni) casualmente si sono imbattuti con una persona che si scherniva dell’incendio con frasi come “vi dovrebbe accadere tutti i giorni”, e in maniera faceta scherzava all’idea che sarebbe potuto morire qualche compagno/a. A questo punto la compagna ha reagito sferrandogli un paio di colpi fino a che non sono intervenuti degli agenti in borghese che hanno mostrato il loro distintivo. Per questo motivo, i due compagni si sono rapidamente allontanati da quel luogo. In seguito, questo stesso individuo s’è messo a camminare davanti alla nostra casa continuando con le provocazioni e per questo è stato insultato. Ripudiamo in maniera decisa la diffamazione alla quale fanno ricorso queste persone, che fanno della “menzogna” il loro principale elemento di costruzione del loro discorso.
A nessun compagno è mai passato per la testa l’idea di sospendere l’iniziativa del 19. L’iniziativa s’è tenuta con un grande afflusso. C’è stata la proiezione elaborata dai compagni, in cui si narrava l’importanza e la continuità della pratica e del contenuto rivoluzionario nelle idee dal 1° maggio 1886 fino all’attualità. Si sono costituiti 4 gruppi simultanei di dibattito in cui sono stati discussi in modo attento e attivo punti come “l’efficacia nella propaganda anarchica”, “la nostra opposizione alla società attuale”, “strumenti e mezzi” e “diverse forme organizzative per la lotta”. Sono stati stabiliti dei vincoli fraterni con nuovi compagni ed altri che s’erano allontanati dalla casa. Daremo continuità e condivideremo le ansie della gran quantità di compagni che hanno mostrato il loro interesse. Nel corso dello svolgimento dell’iniziativa, senza turbarci nei nostri obiettivi, sono giunte due volanti della polizia federale in risposta ad una DENUNCIA per “presunti rumori molesti” e “l’ingresso di persone sospette” in una scuola (?).
Da quando abbiamo recuperato la casa, per la pratica anarchica, per il movimento anarchico, aneliamo all’attivismo ed alla militanza, cercando di rafforzare, con i nostri mezzi e fini, gli obiettivi concreti e le relazioni fraterne/rivoluzionarie.
Il nostro lavoro è esigente al massimo: cercare la pratica libera, il mutuo appoggio, la solidarietà, l’azione diretta, la cooperazione e la lotta permanente contro l’autorità ed il suo sistema sociale, che mantiene quest’attuale stato di sfruttamento, consumo e miseria. Ci unisce il rafforzamento delle idee e l’imposizione in questa lotta senza tregua contro lo Stato/Capitale. Questa è la motivazione per abitare la casa di calle Brasil 1551.
Le nostre attività sono e saranno alla vista di tutti i compagni.
Ripetiamo che le nostre pretese sono solo organizzative, nel senso di riprendere la forza più grande sia a livello qualitativo che quantitativo. E’ per questo che non si tratta di agglutinare, bensì di render efficace il lavoro rivoluzionario anarchico.
Compagni proseguiamo, conoscendoci in questo bene comune in cui ci troviamo, in questo amore condiviso, in questa passione che cresce, rafforzando i legami dell’anarchia, senza fretta ma senza pause.
Diffondiamo la pratica e la teoria.
Siamo azione diretta.
Sostenendo ed alimentando.
Creando ma non possedendo.
Tentiamo l’anarchia a Brasil 1551, per le strade o dove ci troviamo.

martedì 15 maggio 2012

(it-es)São Paulo: la "Giustizia" brasiliana continua a lanciare la gente in strada

Da es.contrainfo. trad.orizzontelibertario.

Le 17 famiglie che vivono nella casa occupata nella strada Aparecida de Abreu Benvinda 191 Leme, nel distretto di Santana nella capitale paulista, ha ricevuto un ordine di sfratto dall'edificio abitato per quasi 9 anni.

 Tra le persone che minacciano di gettare in strada, ci sono 15 bambini e 3 donne incinte, di cui uno è autistici e un altro sordomuto. Inoltre, due anziani che vivono nella casa occupata soffrono di disabilità visiva.

Mentra la "giustizia" è una delle istituzioni più repressive senza volto, le persona che ne svolgono le funzioni in sua vece hanno un nome, sono persone che hanno scelto consapevolmente di esercitare le loro cariche disumane. In questo caso, che decise lo sgombero della casa occupata è il Giudice Carolina Cardoso Martins Clemencio Duprat.

Sebbene i proprietari "legali£ dell'edificio debbano  200.000 reales di tasse alla prefettura, come accade con il caso di migliaia di case abbandonate in tutta la città, le autorità se ne fregano delle  loro leggi proprie e  anticipano lo sfratto famiglie

  

                                    Solidarietà con i nostri fratelli e sorelle in Brasile!

São Paulo: La “justicia” brasileña sigue echando gente a la calle

Las 17 familias que viven en la casa okupada de la calle Benvinda Aparecida de Abreu Leme 191, en el barrio de Santana de la capital paulista, recibieron una orden de desalojo del edificio que habitan desde hace casi 9 años.
Entre la gente a la que se amenaza con echarla a la calle, hay 3 mujeres embarazadas y 15 niñxs, de lxs cuales un/a es autista y otrx, sordomudx. Además, dos de las personas mayores que habitan en la casa okupa sufren de deficiencia visual.
Si bien la “justicia” es una de las más represivas instituciones sin rostro, quienes llevan a cabo sus asquerosas tareas son personas con nombre, que optaron conscientemente por ejercer sus cargos inhumanos. En este caso, el monstruo que determinó el plazo de evacuación de la casa hasta el 22 de mayo de 2012 es la jueza Carolina Martins Clemencio Duprat Cardoso.
A pesar de que los propietarios “legales” del edificio deben 200.000 reales de impuestos a la perfectura, tal y como acontece con el caso de miles de casas abandonadas en toda la ciudad, las autoridades se cagan en sus propias leyes y avanzan en el desalojo de las familias.

¡Solidaridad con nuestrxs hermanxs en Brasil!


venerdì 11 maggio 2012

es.it) Uruguay – Compagno anarchico arrestato per scontri con i crumiri il 1° maggio

da culmine


chi difende un crumiro difende lo sfruttamento
por  periodicoanarquia
mayo 11, 2012
En la madrugada del miércoles 8 de Mayo habían sido detenidos dos compañeros, uno de ellos en su lugar de trabajo y el otro en su casa. Fueron trasladados al Departamento de Operaciones Especiales y en la mañana del Jueves 9 hasta el Juzgado, donde declararon.
Uno de ellos quedó libre, mientras que el compañero David fue procesado con prisión por agredir un taxi que estaba trabajando el 1˚ de Mayo.
La sentencia sería de entre tres meses y tres años de prisión, según el juez se manifieste en el lapso de los próximos diez días y se lo acusaría de violencia privada y por daños materiales a vehículos.

Pero lo que el Estado condena no es sólo eso, lo que se condena es la agresión contra los alcahuetes de sus patrones ya que a los poderosos no les conviene para su mundo de explotación, lo que se condena es la ruptura con las condiciones de vida que el Estado y el capital imponen.
Y a la vez generar miedo a todos aquellos que se les ocurre no agachar la cabeza o mirar para otro lado, los que no se resignaron, los que no aceptan este modo de vivir.

Es por esto que hacemos un llamado a solidarizar, que se sepa que ningún compañero está sólo.
    Viernes 11 de Mayo: Concentración en la Plaza Libertad a las 16 hs. por la libertad del compañero anarquista David.
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da  periodicoanarquia
11 maggio 2012
All’alba di mercoledì 8 maggio sono stati fermati due compagni, uno di essi sul suo posto di lavoro ed un altro a casa. Sono stati trasferiti al Departamento de Operaciones Especiales e la mattina di giovedì 9 sono stati condotti in tribunale per la formalizzazione delle accuse.
Uno di essi è stato rimesso in libertà, mentre il compagno David è stato condannato per direttissima per l’aggressione di un tassista che stava lavorando il 1° maggio.
La condanna potrebbe andare dai 3 mesi ai 3 anni di carcere, tutto dipende dalla decisione del giudice che sarà resa nota tra una decina di giorni per le accuse di violenza privata e danneggiamento materiale di veicoli.

Ma quel lo Stato condanna non è solo questo, il compagno è stato condannato per l’aggressione di lacchè dei padroni, visto che ai potenti non conviene per il loro mondo di sfruttamento. Ad esser condannata è la rottura, la messa in discussione delle condizioni di vita imposte dallo Stato e dal capitale.
E magari si vuol generare paura a tutti quelli che osano non chinare la testa o volgere lo sguardo dall’altro lato, quelli che non si rassegnano, che non accettano questo modo di vivere.

E’ per questo che rivolgiamo un appello a solidarizzare, che si sappia che nessun compagno è solo.
Venerdì 11 maggio: Presidio in Plaza Libertad alle ore 16, per la libertà del compagno anarchico David.

mercoledì 24 agosto 2011

Colombia: Un sogno collettivo che diventa realtà – Centro sociale e culturale libertario

da contrainfo

Ci hanno sempre detto che le cose non possono cambiare, il mondo è così e non si può tornare indietro, e sforzarsi e lottare per il cambiamento è una perdita di tempo. Questo pensiero è solo l’ esempio di una mentalità colonizzata. Ci si rende conto come è la nostra società in cui è vietato il pensiero critico e l’ agire è un crimine. Questa è la logica in cui si muove il mondo e la nostra città non ne è immune, sempre ci dicono “non si può”, “se non lavori non mangi”, “non hai futuro”, “finirai senza un peso dove cadere morto” Ma la fiamma della resistenza accesa dai combattenti per la libertà perdura come il sole e ancora arde nei nostri cuori.
Nella città di Medellin, da moltii anni, differenti realta’ individuali e collettive svolgono attività politiche e culturali, incontri, fiere, conferenze e hanno creato vari spazi dove sono state messe in pratica le idee anarchiche, confluenza di azioni e cospirazioni che alimentano il sogno della rivoluzione e la ricerca di libertà all’ interno di un contesto violento e repressivo.
Questo cammino non è stato facile. La perseveranza e l’ essere uniti ci hanno permesso di continuare la lotta e rafforzarci come movimento. Così nasce la proposta di articolare nella città, a partire dalla diversità di pensiero e di azione anarchica, un progetto di organizzazione che permetterà l’autonomia di ogni collettivo e individuo. Il Coordinamento Anarchico locale realizzato con due chiari obiettivi da un lato rafforzare il movimento anarchico locale e dall’altro continuare ad agire con altre parti e organizzazioni sociali in resistenza.
Questo apprendimento organizzativo ha permesso di evidenziare alcune difficoltà proprie dell’organizzazione, compresa la mancanza di uno spazio fisico. Quindi dall’ aprile 2011, si è aperto una casa e si è  fondato il Centro Sociale e Culturale Libertarioi. Uno spazio autonomo, autogestito, senza finanziamenti statali o istituzionali, un progetto senza scopo di lucro. Solo fini sociali e politici per continuare l’ articolazione, la diffusione, l’ organizzazione e il rafforzamento del movimento anarchico in città. Questo è uno dei frutti più succosi della nostra unità e lotta libertaria, un sogno collettivo che diventa realtà.
Ora il CSCL è uno spazio sociale, politico e comunitario dove interagiscono persone, idee, pensieri e azioni tramite dibattiti, conferenze, gruppi di studio, gruppi di discussione, laboratori, mostre, cineforum, ecc. E ‘anche uno spazio aperto a nuove proposte a condizione che abbiano affinità politiche con ciò che viene proposto qui. Siamo un grande collettivo, siamo l’ unione di gruppi e singoli, ognuno con la propria autonomia e il proprio modo di fare. Le decisioni e il coordinamento dello spazio avvengono tramite assemblea, dove vengono presentate e approvate nuove proposte.
Lo spazio libero e autonomo si apre alla comunità e a chiunque desidera lavorare per un nuovo mondo e in libertà. La casa è aperta da lunedi a lunedi dalle 13:00 alle 18:00. Al momento abbiamo il centro di documentazione anarchica Mauricio Morales Duarte, aperto da lunedi a lunedi 14:00-18:00 e la cucina solidale Ted Kaczinsky ogni venerdì 12:30-14:00.
Ti invitiamo a cospirare, distruggere e costruire un mondo nuovo nei nostri cuori.
Centro sociale e culturale libertario
Medellin, Valle del Aburra, Pianeta terra.