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venerdì 13 gennaio 2012

Melbourne: contrattacco contro la violenza dei controllori

da http://culmine.

da: 325.nostate.net
trad. tomo
Lunedì pomeriggio [19.12.11] un giovane che viaggiava su un treno Upfield nell’ora di punta è stato spinto all’estremo nel tentativo di scappare al terrore e alla punizione dei controllori e della legge.
Nei suoi sforzi di sfuggire sia alle botte dei maiali sia ai loro lacchè della metro non gli è rimasta altra scelta se non quella di tentare di tornare sulla Piattaforma 2 della Stazione Nord di Melbourne dal treno già in movimento o di affrontare le multe, l’umiliazione e la violenza fisica e psicologica che si presenta inevitabilmente ogni volta che una persona viene arrestata o rinchiusa dagli sbirri. Dobbiamo riconoscere che le azioni degli sbirri e dei controllori hanno creato queste circostanze che hanno messo la vita di quest’uomo in pericolo
Sfortunatamente il suo tentativo di fuga non è andato a buon fine.
Fortunatamente è ancora vivo.
Dopo essere stato sottoposto ad un lungo intervento chirurgico ha ora perso parte di una mano per la caduta secondo i reportage dei principali media.
Il sangue di quest’uomo, la paura e il dolore macchiano non solo le mani di coloro che lo stavano cacciando attraverso quel treno e su quella Piattaforma ma sulle mani di tutta la feccia di controllori che pattuglia arrogantemente i nostri treni e le nostre stazioni quotidianamente, il cui scopo è quello di forzare la nostra mano nella nostra tasca e tirar fuori i nostri miseri salari in modo da poter attraversare i percorsi di questa città – verso i nostri amici, familiari, al cibo e naturalmente al nostro lavoro dove dobbiamo vendere le nostre vite per comprare la nostra legalità.
Abbiamo scelto di non attendere che si verifichino altre tragedie sulle nostre linee ferroviarie e nelle nostre stazioni ma sentiamo la necessità di agire immediatamente per esprimere la nostra solidarietà con tutti gli evasori di biglietti, fuggitivi dalla legge e di affermare chiaramente che i controllori, “veri” sbirri ed “agenti dei servizi di protezione” sono il nostro nemico quotidiano che dobbiamo evitare tutti, superare in astuzia ed in velocità.
La Stazione Nord di Melbourne è un luogo ovvio da attaccare in quanto è stata la scena di questo terribile incidente. Nonostante la vostra sorveglianza, coperti dalla notte lasceremo fuoriuscire la nostra rabbia, manderemo in frantumi i vostri concetti di immunità. Devono essere ritenuti responsabili.
Tirano sospiri di sollievo per il fatto che non hanno ucciso l’uomo di lunedì, ma solo perché temono le proteste pubbliche, e di perdere il loro lavoro – non perché gliene freghi qualcosa della sua vita. Il misfatto sembra una persona senza biglietto? O una persona che caccia quella persona fino quasi ad ucciderla per una multa?
Contro “gli agenti dei servizi di protezione”, sbirri e controllori che pattugliano i nostri spazi pubblici.
Per risposte immediate alle inevitabili future misure di potere da tutte le forme di autorità.
Solidarietà al nostro amico ricoverato che potremmo non incontrare mai.
Solidarietà a tutti i liberi viaggiatori.

martedì 27 dicembre 2011

Australia: autorizzata la caccia ai canguri a partire dal 2012

da http://www.greenme.it/

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Martedì 27 Dicembre 2011 13:08    Scritto da Francesca Mancuso

canguri_sterminio
In Australia è in atto un vero e proprio sterminio di canguri. A denunciarlo sono state le associazione animaliste e gli ambientalisti australiani che hanno puntato il dito contro il Ministro dell'Ambiente, Tony Burke. Quest'anno, infatti, il governo avrebbe dato il via libera per l'abbattimento di oltre 400mila animali.
Questi ultimi sarebbero stati uccisi sia per utilizzarne le pelli sia per il commercio delle carni, il cui trattamento, a detta del Ministro offre posti di lavoro e un fiorente mercato. Ma il prezzo da pagare a nostro avviso è troppo alto. Il canguro infatti sebbene non sia attualmente a rischio estinzione, sta passando davvero un brutto periodo visto che altri animali, non presenti all'origine in Australia, starebbero aumentando velocemente.
L'Australian Alliance for Native Animal Survival, altra associazione animalista, sta pensando di chiedere aiuto alla Corte Federale contro il NSW Kangaroo Harvest Management Plan, approvato il 21 dicembre scorso dal governo, in vigore dal 2012 al 2016.
Mark Pearson, direttore esecutivo di Animal Liberation, che sostiene la campagna, ha spiegato che un avvocato costituzionale, un avvocato amministrativo e un avvocato specializzato in questioni indigene si sono riuniti a Melbourne per pianificare la situazione.
Dal canto suo, qualche giorno fa il ministro Burke, ha ribadito che lo sterminio dei canguri sarebbe comunque controllato e attuato secondo attende condizioni: “E' un settore in crescita che crea posti di lavoro sostenibili e da utilizzare anche per l'ambiente”.
Ma il problema da affrontare, secondo gli animalisti, sarebbe un altro. Alcune specie non autoctone si starebbero moltiplicando a dismisura, si parla di una vera e propria invasione di conigli e di topi, di cui il governo sembra non essersi fatto carico.
Intanto il 1°gennaio entrerà in vigore il piano che permetterà a circa 850 tiratori autorizzati di andare a caccia di canguri. E una parte di essi sarà destinato all'Unione europea. Negli ultimi 10 mesi fino alla fine di ottobre di quest'anno sono stati commerciati ben 325.438 canguri.
Un'altra obiezione mossa dagli animalisti è stata quella secondo cui il governo non avrebbe tenuto conto delle volontà della popolazione indigena. Gli australiani dovrebbero essere consultati prima di una decisione che tocca il simbolo stesso del paese.
E la CSIRO (Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation), in una dichiarazione inviata al Dipartimento del Ministro Burke, ha spiegato: “Uccidere i canguri è ora visto soprattutto come un mezzo per sostenere un settore commerciale”.
E adesso cosa accadrà? Ce la faranno gli animalisti e gli ambientalisti a porre un freno a questo sterminio autorizzato che avrà luogo per i prossimi 5 anni?
Francesca Mancuso

venerdì 28 ottobre 2011

Melbourne – Attaccato il Ministero degli Affari Indigeni

da http://culmine.noblogs.org

325
trad. Cenere
Mercoledì notte abbiamo attaccato la sede del deputato Jenny Macklin, del Australian Labour Party, ministero per gli affari indigeni. Abbiamo fatto ciò perché il governo australiano è un governo di occupazione e responsabile della colonizzazione degli indigeni di questo paese. Le nostre azioni sono solidali con gli indigeni che sono stati invasi, che hanno perso la terra, che sono stati costretti con la violenza a lasciare le loro zone d’origine, le loro famiglie, le loro culture e linguaggi sono stati danneggiati irreversibilmente, e quelli che ancora subiscono ondate di attacchi da parte del nostro governo coloniale, ovvero da questo ufficio degli “Affari indigeni”.
Abbiamo realizzato questo attacco anche perché da non cittadini indigeni di questo paese siamo costretti in una situazione dove materialmente beneficiamo della colonizzazione degli indigeni. Abbiamo imparato a rifiutare la realtà delle origini del nostro benessere materiale – siamo il “paese fortunato”. Il mito della fortuna distorce la realtà di guerra e occupazione sulle quali sono costruite le nostre vite. Siamo nati in una società che ci dice che questa attività coloniale è una buona cosa, che è “per noi”, che è “per loro”. Questa cultura capitalista e materialista è “buona”. E’ “vantaggiosa”.
Che ognuno merita il “grande sogno australiano” costruito sulle spoglie della guerra coloniale. Ma il sogno è un mito. Agiamo perché vogliamo rompere la monotonia di questa esistenza. Non crediamo che il comfort materiale sia la sola qualità che rende una vita “buona”. Agiamo perché non crediamo nella superiorità culturale del capitalismo, e rifiutiamo la logica missionaria dell’assimilare gli indigeni al fine di dargli una vita “migliore”. Non crediamo che una vita basata solo sul consumo che è sprovvisto delle vere emozioni, della comunità, individualità e gioia sia un modo di vivere “migliore”. Questa società è noiosa. E’ vuota, fallimentare, insoddisfacente. E’ costruita su una rete di bugie, dolori e sofferenze, ossessionata da ricordi quasi cancellati di modi vita che abbiamo perso.
Rigettiamo questa cultura del rifiuto. Rigettiamo una società che ci dice che dobbiamo accettare le categorie dateci dalla società, che siano di “oppressi” o “oppressori”, “colonizzati” o “colonizzatori”. Siamo contro la colonizzazione. Siamo contro l’assimilazione del mondo in una cultura capitalista supremazionista bianca. Chiunque resiste ogni giorno al sistema in infiniti modi, dall’apparente e insignificante come ogni volta che qualcuno ruba a Woolworths, non compra il biglietto del treno, spegne la tv perché è stufo delle cazzate; ai cortei, agli scontri nelle strade. Questo è un modo che abbiamo scelto non solo per resistere ma per intensificare la nostra resistenza e le nostre vite. Tramite questa azione reclamiamo la nostra dignità e chiaramente dichiariamo il nostro rifiuto all’essere “obbedienti” cittadini della coloniale Australia.
Unaustralians