Da contrainformate trad. orizzontelibertario
enviado al mail de Hommodolars.
Da una visione semplicistica, unilaterale e delimitata, sosteniamo che il problema fondamentale durante il processo sociale didattico-istruttivo, chiamato educazione, sia la mercificazione e il profitto dello Stato e delle aziende private che calpestano il diritto costituzionale dell'educazione gratutita. Cosi facendo lo stato emargina la stragrande maggioranza dei bambini e degli adolescenti senza risorse economiche da "investire" nello studio, poichè utilizzate per soddisfare le loro esigenze "di base" e che gli nega l'opportunità di acquisire le conoscenze fondamentali per realizzare il sogno di una "qualità di vita" migliore. Chiaramente, l'educazione su questa terra è elitaria, classista e discriminatoria, che la parità dei diritti è una farsa e che solo pochi "fortunati" possono essere quelli che possono entrare nell'università.
Infine, potremmo difendere selvaggiamente quanto già detto, però non ci interessa vedere solo l'esteriorità di questo mondo che impone valori come l'avidità, l'egoismo, la concorrenza brutale, , l'autoritarismo, con il fine dell'arricchimento. Poiché non siamo, né vogliamo essere, un gruppo che cerca di fare politica, attraendo sostenitori, inculcando un ideologia, con discorsi democratici e populisti, preferiamo dire le cose come sono senza correggerli ne deformandoli.
Il problema economico non è il problema principale ne l'unico, altri problemi si fondono tra loro e si possono notare al centro del processo educativo (o "processo di meccanizzazione e di addomesticazione per il mercato del lavoro). Parliamo dell'evidente imposizione dell'apprendimento, di disprezzo per la creatività umana, per l'opinione individuale, per la critica, per la ricerca di informazioni alternative per la produzione di conoscenza. Nelle aule si obbligano gli studenti a ricordare fatti morti, nomi, date, luoghi, elementi che hanno l'unico scopo di far superare un maledetto esame, che secondo tutti il mondo deciderà il ruolo sociale a cui verrà relegato il futuro cittadino. Si parla di scienza, fenomeni fisici, chimici, biologici e anche sociali, chiusi in una classe, prigionieri, di questioni che non li interessano, costringeti però ad ascoltare, a tacere, creando una sorta di dominio a livello mentale.
I contemporanei: questo è il nostro tempo, questa è la nostra vita e muore di minuto in minuto ... sprecare le ore, i giorni, i mesi, gli anni è questa la nosta vita, quella che viviamo in maniera ripetitiva meccanica da automi ? Saremo complici di questo ordine sociale dove disprezziamo per la mancanza di denaro, saremo complici di questo ordine sociale in cui si uccide in cui si automatizza l'educazione sotto la pressione dei curriculi. Vivano i bambini splendidamente sapendo che il superamento degli esami e l'accumulo di carte non significa nulla!
Se si ritiene che queste parole sono tue, che anche per te è indispensabile cambiare la situazione attuale, fuori dai partiti, dalle ideologie.
La trasformazione della nostra società sarà la costruzione di una vita appassionata. Cambiare vita, cambiare il mondo contemporaneamente!
Contatto: lazosmundiales@gmail.com
Proclama leída al final de la marcha, en las puertas de la Dinama:
Porque se encuentra en peligro,
porque hay una sola pero no esta sola,
porque es de todos y es de nadie,
porque si no la defendemos la destruyen,
porque si hacemos silencio somos cómplices,
hemos decidido defenderla rompiendo el silencio.
Somos parte de una misma lucha, una misma resistencia que se yergue en todo el mundo. Hermanos nuestros son los que en cualquier lugar están siendo presos, perseguidos y asesinados. También desplazados como se da hoy en Bella Unión con Ney Tedhy, expulsado ya hace más de un año de la tierra que trabajaba y habitaba. Como dicen los compañeros de UTAA: la tierra es para quien la trabaja y vive en ella.
Nos cercan las forestales, nos explotan los patrones, nos contaminan con los transgénicos y sus fumigaciones, nos envenenan el agua, nos contaminan el aire y nos quieren convencer de consumir cosas que no necesitamos. Pero van a caer.
Repetimos, la tierra no se está muriendo, la están matando. Los responsables tienen nombre y sabemos a qué intereses responden. Queremos un mundo sano, libre y sin relaciones mediatizadas, lo estamos construyendo y no pedimos permiso. Dando a la tierra parte de lo que nos entrega, atacando a lo que nos ataca.
El capital nos invade con sus megaproyectos, nosotros le oponemos a eso un mundo heterogéneo que defiende la vida en libertad. Somos firmes, Aratiri y cualquier otro megaproyecto megaminero es contaminación, destrucción y muerte.