
Sono arrivati a Madrid, dopo la lunga marcia, in piena notte, accolti da migliaia di persone.
Tutti i minatori delle Asturie, di Aragona, Castilla y Leon, Castilla-La
Mancha e Andalusia, ma anche molti solidali da ogni punto del paese, si
son ritrovati oggi nella capitale del potere politico ed economico
spagnolo,
per combattere contro la chiusura delle miniere di carbone, unica fonte di reddito per tutta quella zona del paese.
Un taglio del 63% degli aiuti al settore: questo il piano killer del
governo che passerà così da 310 a 111 milioni il finanziamento preciso,
anche in barba all’accordo strategico precedente firmato tra sindacato e
padronato.

Un vero e proprio attentato al lavoro di migliaia e migliaia di persone, tra miniere e indotto,
che infatti stanno difendendo a denti stretti il loro salario, con ogni mezzo a disposizione.
Dall’uso sistematico e continuo dei blocchi stradali, delle barricate,
agli scontri senza remore con gli apparati speciali delle forze di
sicurezza,
che da settimane militarizzano le regioni ad altra concentrazione mineraria.
Più di 500 autobus, accolti da una grande ovazione della piazza.
L’accoglienza è stata decisamente diversa da parte della polizia che
dopo le prime cariche non ha esitato ad usare anche proiettili di gomma;
El Pais parla già di 7 arresti ed una 40ina di feriti, avvenuti quasi
tutti su Paseo de la Castellana, grande arteria del centro città, sede
del ministero dell’industria, dove è partita la prima sassaiola contro
le forze dell’ordine che ha fatto poi partire le cariche della polizia
antisommossa.
Ci aggiorniamo tra poco.
SOLIDARIETA’ AI MINATORI SPAGNOLI!
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la repressione si abbatte sulla lotta dei minatori]