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giovedì 21 giugno 2012

Terremoto: dopo un mese nulla è cambiato


13077-terremoto-emilia1A un mese del terremoto, nella calma più apparente siamo ancora in piena emergenza. La terra non smette di tremare decine di scosse che si susseguono ogni giorno e un estate che si preannuncia molto difficile, condita da promesse e inutili illusioni che la governance locale e nazionale offrono alle persone colpite dal terremoto.
La lotta a cui fare fronte nei prossimi giorni, settimane e mesi è proprio contro le futili promesse che la politica, supportata dai media, sventola verso le persone terremotate, perché a un mese esatto dalla prima scossa le cose nelle terre della bassa non sono cambiate, aumentano le esigenze e la rabbia verso chi dovrebbe con i fatti concreti e non con parole trovare soluzioni.
Girando per le terre della bassa ci si può accorgere come “lo stato” sotto forma di protezione civile, sia incapace di arrivare a tutti i paesi creando zone di serie A e zone di serie B, facendosi vedere solamente per onore di cronaca per poi sparire; si cominciano ad emettere le prime ordinanze per lo sgombero delle tendopoli autogestite, tendopoli che sono una naturale presa di coscienza delle popolazioni colpite dal sisma che memori dei fatti dell’Aquila, non abbandonano le proprie case avendo una fiducia pari allo zero verso la stessa Protezione Civile e le istituzioni in generale.
Tendopoli autogestite e ampiamente auto sufficienti grazie agli aiuti che da tutta Italia arrivano e continuano ad arrivare; aiuti che preferiscono questo tipo soluzione piuttosto che quelle istituzionali, aiuti che stanno danno risposte serie alle persone sia dal punto di vista del materiale che di primi progetti finanziati da raccolte fondi.
Un esempio è la tendopoli autogestita di Mirandola all’interno della campagna “ dal basso alla bassa”partita da un iniziativa di due centri sociali: il Guernica e il Laboratorio Crash. Partita con una semplice raccolta di materiale per aiutare le popolazioni colpite dal sisma, giorno dopo giorno ha avuto una risposta nazionale che nessuno si aspettava tanto che all’interno della tendopoli, è stato aperto il tendone polivalente, inaugurato una settimana fa completamente autogestito dalle persone del campo, riuscendo se pur tra mille difficoltà a dare prime risposte alle esigenze minime alle persone costrette dormire fuori di casa. Risposte che non vanno solo a esaudire quelle della popolazione di Mirandola, ma dell’ intera bassa, persone da tutti i paesi vengono a ritirare e lasciare materiale, raccontando la loro situazione e ringraziando, spargendo la voce del lavoro e del ruolo che questo punto ha all’interno dei territori della bassa: un punto di riferimento.
Il sisma che ha colpito la bassa non ha creato solo problemi alle persone, ma ha cominciato a sollevare una serie di problematiche ambientali e politiche che col passare dei giorni stanno prendendo sempre più importanza. Una su tutte è la tematica del progetto del deposito del gas di Rivara, passando alle più fresche come lo smaltimento delle macerie, le minacce ai lavoratori di tornare al lavoro nonostante gli edifici danneggiati per arrivare alla diatriba del decreto che rende libero lo stato da ogni possibile responsabilità economica per gli eventi sismici.
Il progetto del gas è subito saltato alla ribalta, dopo che da anni il comitato che lotta contro questo progetto, i “NO GAS”, denunciano come queste terre siano sismiche ( come volevasi dimostrare) e che nonostante si siano prese posizioni post terremoto, le voci che girano sempre più frequentemente è che la ditta, la Ers, voglia tornare alla carica.
Il mondo del lavoro ha contato la maggior parte dei morti sotto i capannoni caduti come castelli di sabbia dopo le due grosse scosse e ora si trova ad affrontare il problema delle aziende che cominciano a pensare di spostarsi in altri siti produttivi, rischiando di fatto di peggiorare la situazione delle genti della bassa.Una situazione che comincia ad essere affrontata dai lavoratori colpiti da sisma con picchetti e proteste, come alla L’Oece plastic solo per citarne una. Un azienda come tante, dichiarata inagibile dal comune di cavezzo e che vede in questi giorni lo smantellamento dei macchinari per il loro spostamento e cambio di sito produttivo; tutto questo però sta venendo contrastato dai un centinaio di lavoratori, incerti per il loro presente e per il loro futuro, che fuori dai cancelli stanno impedendo lo smantellamento del posto di lavoro, denunciando la propria situazione, e come nonostante il posto sia inagibile, al suo interno vengono portati avanti i lavori di smantellamento dei macchinari da parte di lavoratori esterni.
Il cerchio poi si chiude con le prime contestazioni alle istituzioni che hanno fatto visita alle terre della bassa, istituzioni sempre meno credibili dopo le tante promesse e i pochi fatti.
Tutto questo dopo un mese, un mese che a leggere i giornali locali e nazionali sembra che tutto stia ripartendo e che tutto vada bene. La realtà è ben diversa e sono le narrazioni che arrivano dalla gente della bassa a darcene conferma, confermando che ancora una volta è “dal BASSO che si riparte verso la BASSA”.
Pubblichiamo la lista aggiornata degli aiuti che servono maggiormente:
- latte in polvere
- latte a lunga conservazione
- tonno
- carne in scatola
- zucchero
- caffè
- fagioli, piselli, mais
- shampoo e docciaschiuma
- rasoi usa e getta
- spazzolini da denti
- schiuma da barba
- asciugamani
- salviette multiuso

venerdì 8 giugno 2012

Roma - Comunicato su occupazione e sgombero di alcuni casolari

riceviamo e diffondiamo questo comunicato su una recente occupazione nel comune di Tolfa, a nord di Roma, e il suo repentino sgombero:

Qualche giorno fa abbiamo occupato tre casali in un terreno nella campagna romana, non troppo distanti e ben collegati con la città. Dopo quattro giornate di condivisione e autogestione la sbirraglia locale contenta ed incredula di poter entrare in azione, ha ristabilito la normalità.
Giustizia è fatta: uno spazio abbandonato da 25 anni torna a morire.

Un'occupazione in provincia perché anche qui gli attacchi dello stato sono sempre più evidenti, dalle discariche ai mega parchi di antenne radiofoniche, dalle imponenti aree industriali alle ecologiche distese di pannelli solari o pale eoliche. Tuttavia lontano dagli echi dei motori e delle sirene resistono atteggiamenti solidali e pullulano soluzioni autogestite, illegali o illegalmente autogestite. Pensiamo che tutto ciò rappresenti un terreno fertile per l'incontro tra individualità diverse e per la condivisione di strategie di lotta contro ciò che ci opprime quotidianamente.

Vivendo nel presente le relazioni che immaginiamo in un mondo liberato, vogliamo sperimentare  forme di vita basate sull'autoproduzione e lo scambio, lontane il più possibile dai ritmi frenetici che tentano di imporci.
L'idea non è certo quella di creare il micro mondo che balli il più possibile al limite delle relazioni di sfruttamento, in quanto non c'è modo di soffocare le individuali rabbie che ciascuno di noi coltiva nei confronti di ogni forma di autorità.

Così come il capitalismo è riuscito a limitare le relazioni tra le persone, è riuscito anche ad alienarci da noi stessi, a partire dalle sempre più ridotte possibilità che riusciamo a immaginare. In un sistema in cui il sapere viene venduto nelle scuole e nelle università, tutto ciò che ne resta fuori non è necessario conoscerlo; in un sistema basato sull'irrefrenabile produzione, sul continuo sviluppo tecnologico e la devastazione della terra, tutto ciò che è differente non è utile; in un sistema in cui le relazioni sono mediate da diverse forme di polizia, tutto ciò che è autogestito e orizzontale è una forma di un conflitto.

Sappiamo bene che uno sgombero è una parte del percorso di ricerca di un simile spazio, è solo un buon momento per studiare le prossime mosse.

Probabilmente incontreremo nuove difficoltà, ma che queste ci scoraggino è altamente improbabile.

Che rinunciamo a questa corsa, è impossibile.


fonte: informa-azione

martedì 5 giugno 2012

Per chi vuole andare dai terremotati emiliani

da anarchaos.

Ciao a tutti!
giusto due cosine per chi è in procinto di partire per Modena e paesini o che vorrà andare..
Ieri (sabato 2 giugno) in un pò di amici e amiche siamo stati a Mirandola e San Martino dove abbiamo collaborato con delle tendopoli di gente autogestita.
A Miradola è stato installato una sorta di punto di raccolta e smistamento da cui partire e cucinare (ci sono tre fuoconi e bomboe del gas con gazebo e tedone per raccolta cibo).
Da lì poi si pensava di muoversi di volta in volta verso i punti più bisognosi (per esempio Carpi dove nei parchi i mercenari della protezione civile et simila non son o nemmeno passati)
A Mirandola il punto è in via Favorita, nel parco in fondo alla via.
La gente è stata presa benissimo dal nostro supporto e tutti hanno manifestato la volontà di restare indipendeneti dalla protezione civile, anche se si pensa che fra poco i bastardi procederanno col ricatto stile L'Aquila: "o entri nei nostri campi o non entri nelle liste di ricostruzione casa!"
Bisognerà vedere la gente come reagirà…l'importante ed esserci.
Il cibo arriva in grosse quantità più volte al giorno perchè ci sono un botto di volontari indipendenti che hanno affittato camion e furgoni e arrivano là da tutta Italia.
FONDAMENTALE SMENTIRE LE VOCI MESSE IN GIRO CHE I VOLONTARI SINGOLI NON POSSONO ENTRARE DA NESSUNA PARTE O DANNO SOLO FASTIDIO: C'E' PIENA AGIBILITA' NELLE TENDOPOLI AUTOGESTITE E SI PUO' FARE TANTISSIMO!
Il punto a Mirandola è ovviamente un punto provvisorio dove ci si è installati MA CI SIAMO GIA' DATI UN MINI CALENDARIO PERCHE' CI SIA SEMPRE QUALCUNO DI NOI (almeno fino a martedì) PERCIO' FATE RIFERIMENTO A QUEL PUNTO SE PENSATE DI SCENDERE. (calendario non solo per il cibo ma attività di svago, cineforum per bimbi, musica etc…chi ha creatività da diffondere ben venga! le giornate sono lunghe e le notti pure!)
Oggi (domenica 3) molti compagn* andavano a Carpi nei parchi dove i migranti sono TOTALMENTE ABBANDONATI a se stessi. Siamo riusciti ad avere dei contatti con la gente delle campagne che non è ancora stata minimamente supportata o soccorsa. che sarebbero scesi stamattina lì alla FAVORITA per prendere un pò di roba da mangiare e tutto ciò che gli serve.
Quando i mercenari si porranno minacciosi a voler sgomberare queste esperienze (e si dice già in giro che fra una settimana/dieci giorni potrebbe arrivare una classica ordinanza) sarà fondamentale non lasciare sole queste persone di fronte alla violenza di Stato…
Mi pare tutto…
L'AUTOGESTIONE ANCORA UNA VOLTA ENTUSIASMA GLI ANIMI DELLA GENTE CHE LA SCOPRE!

lunedì 4 giugno 2012

Terremoto - Appena tornati da Modena

FONTE: informa-azione


riceviamo e diffondiamo:
Ciao a tutt*!
giusto due cosine per chi è in procinto di partire per Modena e paesini o che vorrà andare..

Ieri (sabato 2 giugno) in un pò di amici e amiche siamo stati a Mirandola e San Martino dove abbiamo collaborato con delle tendopoli di gente autogestita.
A Miradola è stato installato una sorta di punto di raccolta e smistamento da cui partire e cucinare (ci sono tre fuoconi e bomboe del gas con gazebo e tedone per raccolta cibo).
Da lì poi si pensava di muoversi di volta in volta verso i punti più bisognosi (per esempio Carpi dove nei parchi i mercenari della protezione civile et simila non son o nemmeno passati)

A Mirandola il punto è in via Favorita, nel parco in fondo alla via.

La gente è stata presa benissimo dal nostro supporto e tutti hanno manifestato la volontà di restare indipendeneti dalla protezione civile, anche se si pensa che fra poco i bastardi procederanno col ricatto stile L'Aquila: "o entri nei nostri campi o non entri nelle liste di ricostruzione casa!"
Bisognerà vedere la gente come reagirà...l'importante ed esserci.

Il cibo arriva in grosse quantità più volte al giorno perchè ci sono un botto di volontari indipendenti che hanno affittato camion e furgoni e arrivano là da tutta Italia.

FONDAMENTALE SMENTIRE LE VOCI MESSE IN GIRO CHE I VOLONTARI SINGOLI NON POSSONO ENTRARE DA NESSUNA PARTE O DANNO SOLO FASTIDIO: C'E' PIENA AGIBILITA' NELLE TENDOPOLI AUTOGESTITE E SI PUO' FARE TANTISSIMO!

Il punto a Mirandola è ovviamente un punto provvisorio dove ci si è installati MA CI SIAMO GIA' DATI UN MINI CALENDARIO PERCHE' CI SIA SEMPRE QUALCUNO DI NOI (almeno fino a martedì) PERCIO' FATE RIFERIMENTO A QUEL PUNTO SE PENSATE DI SCENDERE. (calendario non solo per il cibo ma attività di svago, cineforum per bimbi, musica etc...chi ha creatività da diffondere ben venga! le giornate sono lunghe e le notti pure!)

Oggi (domenica 3) molti compagn* andavano a Carpi nei parchi dove i migranti sono TOTALMENTE ABBANDONATI a se stessi. Siamo riusciti ad avere dei contatti con la gente delle campagne che non è ancora stata minimamente supportata o soccorsa. che sarebbero scesi stamattina lì alla FAVORITA per prendere un pò di roba da mangiare e tutto ciò che gli serve.

Quando i mercenari si porranno minacciosi a voler sgomberare queste esperienze (e si dice già in giro che fra una settimana/dieci giorni potrebbe arrivare una classica ordinanza) sarà fondamentale non lasciare sole queste persone di fronte alla violenza di Stato...

Mi pare tutto...

L'AUTOGESTIONE ANCORA UNA VOLTA ENTUSIASMA GLI ANIMI DELLA GENTE CHE LA SCOPRE!