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mercoledì 22 agosto 2012

Continua lo sciopero dei minatori sudafricani, nonostante il massacro degli sbirri e le minacce dei padroni


Da anarchaos
fonte il manifesto

La miniera di platino Lonmin di Marikana, in Sudafrica, resta ferma. E la tensione resta alta nella regione mineraria a nord-ovest di Johannesburg, teatro del conflitto che la settimana scorsa ha fatto 44 morti di cui 34 massacrati giovedì dalla polizia, episodio che ha richiamato i momenti peggiori dell'apartheid.
La miniera non ha ripreso la produzione, ha comunicato ieri l'azienda. E non poteva: solo il 27% dei minatori addetti ai pozzi ha accettato di presentarsi al lavoro. Dunque tre quarti dei rock drill operators, gli addetti a far esplodere rocce decine di metri sottoterra, non hanno accettato l'ultimatum dell'azienda, che domenica minacciava di licenziare chi non fosse tornato al lavoro ieri (ma poi ha spostato l'ultimatum a oggi, martedì).
«Aspettarsi che torniamo indietro è un insulto. Molti nostri amici e compagni di lavoro sono morti, e ora vogliono che torniamo al lavoro», diceva ieri un minatore, Zachariah Mbewu, al reporter del settimanale Mail and Guardian: «Se l'azienda non ci dà quello che chiediamo torneremo sulla montagna», concludeva, intendendo la collina di roccia che sovrasta la miniera, dove i minatori in sciopero sono rimasti accampati la scorsa settimana. «E' un lavoro così duro, e una paga così misera. E' come andare a morire», dice un altro lavoratore, Thulani, all'agenzia Reuter. Sono loro, i 3.000 addetti al lavoro più duro e pericoloso nei tunnel sotterranei che il 10 agosto hanno dichiarato lo sciopero, costringendo l'azienda a fermare l'intera miniera (che impiega 28mila persone). I tecnici stimano che senza almeno l'80% dei rock drill operators non si può riprendere la produzione.
Il presidente Jacob Zuma, che ha dichiarato una settimana di lutto nazionale, domenica ha nominato una commissione interministeriale di indagine: include quasi tutto governo (i ministri delle risorse minerarie, del Nord-ovest, della polizia, affari interni, sicurezza dello stato, difesa, sviluppo sociale, governance tradizionale, lavoro, delsanità, e quello della presidenza a coordinare il gruppo). Ieri sono andati a Marikana «per assistere famiglie e comunità colpite dai disordini». Ma non sarà facile far calare la tensione.
Ieri una gran folla, tra cui un centinaio di donne arrivate dalle baraccopoli di Marikana, era davanti al tribunale in un sobborgo di Pretoria dove si tenuta la prima udienza per i 260 minatori arrestati durante lo sciopero. Le accuse vanno da atti di violenza a omicidio o tentato omicidio; ieri i magistrati hanno confermato il fermo, in blocco, in attesa di indagini (mentre gli atti venivano tradotti nelle numerose lingue degli operai, molti immigrati da regioni lontane del paese). I cartelli erano eloquenti: «rilasciate i lavoratori», «i lavoratori sono innocenti».
I cronisti hanno potuto raccogliere nuove testimonianze di una rabbia profonda. La donna che è arrivata dalla regione del Capo, cinque figli, se il marito non guadagna chi li sfamerà? o il minatore che racconta di lunghe giornate di lavoro, «a volte stiamo 14 ore sottoterra, ma non ci pagano lo straordinario», e di una paga che non basta per affittare una casa e quindi vive in una baracca.
Tra questi lavoratori hanno trovato risonanza le parole dell'ex leader della Youth Lugue (la Lega giovanile) dell'African National Congress, Julius Malema, che sabato in un infocato discorso a Marikana ha chiesto di nazionalizzare le miniere. Non solo: ha detto che i minatori muoiono «per difendere gli interessi di Cyril Ramaphosa», l'ex dirigente della Num durante la lotta anti-apartheid che oggi siede nel consiglio d'amministrazione di Lonmin. Malema, espulso di recente dall'Anc per le sue posizioni estreme (e la sua scalata al potere interno), ne ha approfittato per chiedere le dimissioni del presidente della repubblica («Zuma dice che la polizia deve usare il massimo della forza. … è responsabile del massacro della nostra gente»).
Tutti i dirigenti politici e dell'opposizione ieri sono andati in «sopralluogo» a Marikana, prima del dibattito parlamentare straordinario convocato oggi. Zuma ha ripetuto il suo appello alla «pace, stabilità e ordine» e «unirsi contro la violenza», senza «accuse e recriminazioni». Ma la crisi aperta dal massacro di Marikana chiederà qualcosa di più.
L'operato della polizia è sotto i riflettori. Per quanto i minatori fossero armati e minacciosi la risposta «va oltre ogni limite», commentava ieri il Mail and Guardian: il massacro segna «uno spartiacque nelle politiche post-apartheid», e rivela che la polizia continua a essere improntata alla politica «sparare per uccidere». Non solo: accusa il governo del Anc di non aver saputo trasformare né la polizia, né la vita politica e la governance.
Certo, c'è chi sostiene il contrario: «Quella \ è una zona di guerra, e lacrimogeni o proiettili di gomma sarebbero stati del tutto inefficaci», scrive un esperto di sicurezza sul giornale Rapport. Gli fa eco la capo della polizia, Riah Phiyega: rivolta agli ufficiali ieri ha detto «non avete nulla di cui essere spiacenti».

lunedì 30 luglio 2012

Distrutta fabbrica indiana, bruciato un dirigente

da anarchaos.org

Apprendiamo dalla stampa che a Manesar, India, gli operai della Maruti Suzuki (gruppo in avvicinamento alla FIAT) hanno bruciato vivo il direttore del personale durante violenti scontri in cui sono state date alle fiamme anche diverse postazioni della fabbrica.
La rivolta è nata da un maltrattamento del dirigente ad un operaio: il direttore lo ha offeso sul piano dell'inferiorità di casta. In breve tutti gli operai hanno abbandonato il loro posto, brandito utensili e strumenti a mo' di spranghe e hanno attaccato preposti, colletti bianchi e dirigenti. Più di cento di questi personaggi sono finiti all'ospedale.
Danni per la bellezza di 15-18 milioni di euro. La produzione per ora è sospesa.
La fabbrica accusa il sindacato di aver agevolato il "sequestro" del personale. Per ora sono almeno cento gli arrestati, accusati di omicidio e incendio doloso.
alcuni amici di Ned Ludd

mercoledì 11 luglio 2012

Minatori asturiani: arrivano a Madrid, insieme alle pallottole di gomma

da baruda


Sono arrivati a Madrid, dopo la lunga marcia, in piena notte, accolti da migliaia di persone.
Tutti i minatori delle Asturie, di Aragona, Castilla y Leon, Castilla-La Mancha e Andalusia, ma anche molti solidali da ogni punto del paese, si son ritrovati oggi nella capitale del potere politico ed economico spagnolo,
per combattere contro la chiusura delle miniere di carbone, unica fonte di reddito per tutta quella zona del paese.
Un taglio del 63% degli aiuti al settore: questo il piano killer del governo che passerà così da 310 a 111 milioni il finanziamento preciso, anche in barba all’accordo strategico precedente firmato tra sindacato e padronato.
Un vero e proprio attentato al lavoro di migliaia e migliaia di persone, tra miniere e indotto,
che infatti stanno difendendo a denti stretti il loro salario, con ogni mezzo a disposizione.
Dall’uso sistematico e continuo dei blocchi stradali, delle barricate, agli scontri senza remore con gli apparati speciali delle forze di sicurezza,
che da settimane militarizzano le regioni ad altra concentrazione mineraria.
Più di 500 autobus, accolti da una grande ovazione della piazza.
L’accoglienza è stata decisamente diversa da parte della polizia che dopo le prime cariche non ha esitato ad usare anche proiettili di gomma;
El Pais parla già di 7 arresti ed una 40ina di feriti, avvenuti quasi tutti su Paseo de la Castellana, grande arteria del centro città, sede del ministero dell’industria, dove è partita la prima sassaiola contro le forze dell’ordine che ha fatto poi partire le cariche della polizia antisommossa.
Ci aggiorniamo tra poco.
SOLIDARIETA’ AI MINATORI SPAGNOLI!
UNA CRONACA DELLA GIORNATA: QUI
PER SEGUIRE LA DIRETTA DALLA PIAZZA: QUI
[Leggi: la repressione si abbatte sulla lotta dei minatori]

lunedì 11 giugno 2012

Basiano (MI): manganellate e fermi sui lavoratori in lotta


Qualcuno inizia ad alzare la testa,
a non accettare di tornare a casa, di farsi licenziare senza alzare la voce, senza ribellarsi, senza fargliela almeno sudare un po’ questa sopraffazione costante, continuata, indegna.
Siamo nel milanese, a Basiano, davanti ai cancelli dei capannoni della Gartico Scarl…
e le immagini parlano chiaro, malgrado le parole delle agenzie stampa riportino come sempre quel che vogliono, con il loro lessico non più sopportabile,
con quel distacco colpevole e accusatore.
E’ diverso tempo che un centinaio di lavoratori sta lottando per difendere il proprio posto di lavoro, con un presidio permanente in opposizione alla decisione dell’azienda di cambiare cooperativa per il servizio di facchinaggio:
a cercare qua e là un po’ di notizie sull’Alma Group di Peschiera Borromeo sembra palese che questo cambiamento e quindi la decisione successiva di 89 licenziamenti sia dovuta proprio alle proteste che i lavoratori portavano avanti contro delle condizioni di lavoro insostenibile.
E quindi tutti a casa.
E se ti ribelli a questo, con un presidio permanente davanti ai cancelli del posto di lavoro che t’ha sbattuto la porta in faccia la risposta successiva, arrivata puntuale questa mattina,
sarà l’arrivo dello Stato, dei suoi plotoni, di lacrimogeni e manganelli.
26, ventisei feriti
18, diciotto lavoratori fermati.
Anche qualche carabiniere tra i feriti e un blindato danneggiato dal lancio d’oggetti: la sola notizia consolante,
che ci lascia aperta la speranza (aaaah che brutta parola) che ci sia ancora la forza, la possibilità e magari anche la capacità di difendere il proprio diritto alla vita e al futuro,
il diritto di non esser sfruttati,
il diritto di non dover sempre chinar la testa,
il diritto di alzarla ogni tanto,
alla faccia dei manganelli, dei padroni, dei plotoni.
SOLIDARIETA’ AI LAVORATORI FERITI.
RILASCIO IMMEDIATO DI TUTTI I LAVORATORI FERMATI.
LE LOTTE NON SI ARRESTANO.

giovedì 7 giugno 2012

I minatori in lotta cacciano la polizia da un paese delle Asturie

da infoaut.


asturieI minatori asturiani, in sciopero selvaggio, dichiarato ad oltranza dopo le pesanti cariche ricevute sotto il Ministero dell'Impresa a Madrid il 31 Maggio scorso, sono riusciti a respingere e cacciare gli agenti antisommossa che tentavano di impedire un picchetto autostradale. Si tratta dell'autostrada N-630, all'altezza di Ciñera de Gordón, piccola località a metà strada circa tra Oviedo e Leòn, bloccata a partire dalle 10 e mezzo di stamane. Le forze dell'ordine si erano assestate fuori dal centro urbano della località, a seguito delle critiche per le pesanti azioni commesse ieri, con inseguimenti folli all'interno di centri abitati, e hanno deciso infine di andarsene a causa della resistenza a tutto campo, sia nell'autostrada che ai bordi del paese. La fuga delle forze dell'ordine è stata festeggiata con un lungo applauso della popolazione locale che ha espresso così solidarietà e vicinanza ai minatori in lotta.
Sempre nel paese continua da ore il blocco della circolazione dei treni della Renfe (Red Nacional de los Ferrocarriles Españoles). Un altro gruppo di minatori ha bloccato la A-6, all'altezza di Villamartìn, e da Laciana, altro cuore pulsante della lotta asturiana contro i tagli e lo smantellamento dei diritti imposti dal Governo Rajoy. Qui è previsto nelle prossime ore un corteo in solidarietà ai detenuti di Santa Cruz, in prigione dal 21 maggio scorso a seguito della prima ondata di blocchi selvaggi. Blocchi e picchetti che, promettono i minatori, non daranno nessuna tregua a chi reputano incapace di gestire la crisi economica se non con continue manovre di austerità e agevolazioni agli istituti di credito.

venerdì 1 giugno 2012

Bell’Asturia!

da notavliberi.

Posted: maggio 31st, 2012 | Author: | Filed under: General | No Comments »
Il potere è logistico - bloccare tutto dappertutto!
...uno spunto già praticato in valle!
Secondo giorno di sciopero nelle Asturie. I minatori continuano a bloccare le strade con le barricate per protestare contro il taglio di fondi nel settore attuato dal governo conservatore di Mariano Rajoy. Ieri in Spagna a Campomanes, vicino a Oviedo, circa 400 minatori hanno bloccato verso mezzogiorno l’autostrada A66 (Asturias-León) per protestare contro i tagli del governo nel loro settore. I manifestanti hanno bloccato l’autostrada in ambo i sensi e sono stati affrontati dalla polizia, che avrebbe sparato alcuni proiettili di gomma per disperdere la folla. Non si ha notizia di feriti. I minatori hanno bloccato anche un’altra strada più piccola, parallela alla A66. Altri otto si sono barricati per protesta a circa 3mila metri sottoterra, in una miniera di carbone a Santa Cruz del Sil, vicino a León (nel nord della Spagna), e hanno detto che continueranno la loro protesta anche nei prossimi giorni. Partita da Chianocco, passando per Oviedo, la pratica del blocco e dell’autorganizzazione si diffonde ad alta velocità, anche nelle altre lotte. Se il potere è anche materiale, la strategia del blocco va ad attaccare il suo fianco debole, la circolazione e la logistica. Portare la valle ovunque, rendere la lotta contaminante.

Da Chianocco a Campomanes... portare la valle ovunque!
fonte: http://www.ilpost.it/2012/05/30/le-proteste-dei-minatori-in-spagna/spanish-civil-guards-fire-rubber-bullets-6/

giovedì 29 marzo 2012

Spagna: Huelga General!

da .infoaut.



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    Nel silenzio più totale del media mainstream di casa nostra, la Spagna è sttraversata oggi da uno dei più massicci scioperi generali della storia recente. Una giornata contraddistinta da picchetti per obbligare gli esercizi commerciali a tener chiuso, blocchi del traffico, manifestazioni imponenti e scontri con la polizia.
    Fortuna che ci sono i media indipendenti!
    Qui di seguito l'approfondimento e le dirette mattutine di Radio Blackout e un po' di foto pescate in rete (da Madrid e Barcellona).

    Quest’oggi sciopero generale storico in tutto lo Stato Spagnolo. Sindacati e lavoratori in piazza contro una riforma del lavoro dettata da Bruxelles e approvata da Rajoy. Una riforma che rende più facili e a buon mercato i licenziamenti, taglia i salari e aumenta l’orario di lavoro, permette alle imprese di licenziare anche se non sono in crisi e senza dover giustificare il provvedimento, annulla la negoziazione collettiva, estende la precarietà a praticamente tutti i giovani lavoratori. Dopo mesi di manifestazioni nello Stato Spagnolo e di scioperi nei territori dove le minoranze nazionali si sono dotate di forze sindacali più combattive e conflittuali, la giornata di oggi vede uno sciopero generale di carattere storico. Basta dare uno sguardo alle cronache dei quotidiani iberici per rendersi conto di un clima di rabbia e di mobilitazione senza precedenti. Non si contano i consigli di fabbrica che hanno aderito al blocco odierno. Blocco che in alcuni territori – Paesi Baschi, Catalogna, Asturie – è stato pressochè totale, visto che praticamente tutte le sigle sindacali promuovono la giornata di lotta al di là delle differenze politiche e di analisi, e che anche tutta la sinistra ha chiamato militanti e attivisti – sindaci compresi – a partecipare a picchetti e manifestazioni sin dalla notte scorsa.
    Dura la risposta repressiva, dove già dalle prime ore del mattino il Ministro degli Interni confermava ben 60 arresti, la giornata però preseguirà con cortei moltitudinari previsti nel pomeriggio in ogni capoluogo delle regioni iberiche.

    Le interviste:

    Ascolta l’analisi di Marco Santopadre, redattore di Contropiano
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    Ascolta la diretta da Bilbao, con Jon del sindacato di classe e indipendentista LAB
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    Ascolta la diretta da Barcellona con Valentina, nostra corrispondente
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    Ascolta la diretta dal quartiere operaio di Vallekas (Madrid) con Alexis, nostro corrispondente
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    lunedì 14 novembre 2011

    Turchia – Prigioniero anarchico vegano in sciopero della fame

    da culmine


    Il prigioniero anarchico Osman Evcan sta conducendo uno sciopero della fame dal 4 novembre contro l’insufficiente alimentazione nel regime d’isolamento (F-type), presso il carcere di Kirikkale.
    Osman, in prigione da 20 anni, da 8 anni ha deciso di seguire una dieta vegana, per ragioni etiche e politiche. Osman sta lottando contro le carenze dell’alimentazione carceraria all’interno del carcere di alta sicurezza di Kirikkale.

    Sia in Turchia che in altri paesi è stata avviata una campagna in sua solidarietà, maggiori informazioni con una pagina anche in inglese su: osmanayemek.tumblr.com

    L’indirizzo di Osman:
    Osman Evcan
    F Tipi Kapalı Cezaevi
    Oda No: B-8 71480 Hacılar/Kırıkkale
    TURKEY

    giovedì 3 novembre 2011

    Il 99% fa paura. Oakland in sciopero generale!

     da infoaut.org

      In primo piano

  • port_blockade_oaklandAlla fine quella che era la grande paura di gran parte dei commentatori fedeli alle opinioni e alle speranze dell’establishment si è realizzata. Nel General Strike di Oakland si è realizzata quella convergenza di tanti settori sociali differenti che ha dato vita ad una grande giornata di lotta, tuttora viva dopo 21 ore di mobilitazione nonostante lo scatenarsi della repressione poliziesca. Era dal 1946 che uno sciopero generale non si dispiegava nella città californiana, sciopero che avuto l’appoggio di tante altre “#occupy” come quelle di Chicago, Boston e Philadelphia.
    Numerose le azioni di sanzionamento contro banche, compagnie assicurative e grandi brands (Bank of America, Wells Fargo and Whole Foods, con quest’ultima che aveva minacciato di licenziare quei dipendenti che avessero aderito allo sciopero di oggi) mentre blocchi del traffico, flash mobs e sit-in improvvisati si sono susseguiti senza pausa, una composizione eterogenea per biografia e per pratiche di lotta si trova tutta unita per bloccare la città come deciso dall’assemblea di Occupy Oakland seguita alla repressione poliziesca di qualche giorno prima. Repressione che ha portato a dare l’appoggio alla manifestazione anche ai veterani di guerra iracheni, di cui faceva parte anche Scott Olsen, gravemente ferito alla testa durante un momento di protesta di Occupy Oakland della scorsa settimana.
    Fotogallery di LA Times
    Molte anche le attività commerciali che hanno dato pieno supporto all’iniziativa, con affissioni sulle proprie vetrine, mentre l’evento centrale della giornata è quello in cui migliaia di manifestanti bloccano il porto sin dalla mattina, con i sindacati come ad esempio il Longshore&Warehouse Union che danno l'endorsement alla manifestazione e le autorità portuali che ammettono l’effettivo blocco. Lavoratori sempre più precari anche se con contratti a tempo indeterminato, studenti con 40000 dollari di debito accumulato, associazioni di disabili, personale docente delle scuole, attivisti e ad attiviste di genere  hanno partecipato a due marce dopo che il grosso corteo della mattina (almeno 5000 persone) aveva raggiunto Oscar Grant Plaza (dove è stato appeso un enorme striscione con scritto “Oakland Commune”). Da lì nel pomeriggio ci si è diretti verso il porto, di cui sono stati bloccati gli accessi, ad ognuno dei quali partivano spontaneamente assemblee su come organizzare il blocco permanente della struttura portuale.
    A questo punto erano tra le 20000 e le 40000 le persone presenti in piazza, mentre nonostante le promesse del sindaco Quan dopo i fatti di qualche giorno fa, la polizia cominciava a farsi vedere in maniera sempre più massiccia..si sparge la notizia che è stato occupato un edificio, un ex-ufficio pignoramenti, la reazione provocatoria poliziesca consiste in lancio di lacrimogeni e sparo di proiettili di gomma per disperdere la folla e riprendere controllo della zona. Con la notte sale la tensione, i manifestanti si assestano alla 16 e alla 17 strada proteggendosi con barricate improvvisate, la polizia vuole sgomberare anche questi blocchi, compiendo decine di arresti ( le ultime voci parlano di numeri tra i 40 e i 60)e continuando a sparare lacrimogeni mantenendo l’assetto antisommossa. Un ferito risulta tra i manifestanti.
    I manifestanti si spostano più indietro, assiepandosi vicino alla piazza Frank H Ogawa dove si trova il loro accampamento base, mentre la polizia (a detta di alcuni report di testimoni presenti sul posto, coprendo le targhe identificative sulle proprie uniformi), comunica l’illegalità del luogo occupato dalla folla e minaccia l’uso di agenti chimici..i media americani iniziano a cianciare della solita tiritera, che anche qui conosciamo bene, in cui la protesta viene ridotta all’azione di famigerati incapucciati che resistono all’azione della polizia..ma la verità è che Oakland oggi ha mandato un importante messaggio al mondo che l’osservava: è il momento dello sciopero generale del 99%!

    Sempre su Oakland:
    2 Novembre: sciopero cittadino ad Oakland
    Oakland: Angela Davis parla dal palco dello sciopero generale

    venerdì 21 ottobre 2011

    Grecia: secondo giorno di sciopero generale – Pestaggio comunista

    da http://culmine.noblogs.org

    Nelle immagini che seguono tratte da
    http://athens.indymedia.org/front.php3?lang=el&article_id=1345136
    http://athens.indymedia.org/front.php3?lang=el&article_id=1345149
    si mostrano i comunisti del PAME prima proteggere gli agenti antisommossa e poi passare al pestaggio degli antiautoritari.


    Sciopero generale in Grecia – I fascisti rossi attaccano gli anarchici

    da http://culmine.noblogs.org



    Seconda giornata di sciopero generale in Grecia
    dalla cronaca degli scontri su http://it.contrainfo.espiv.net/
    l’intervento in difesa del parlamento ed a fianco delle forze antisommossa da parte degli stalinisti del PAME.
    Gli stalinisti del PAME sono già in Syntagma. I compagni ci segnalano che sono allineati e con dei bastoni al fine di garantire il carattere reazionario del loro patetico raduno, mentre bloccano gli altri manifestanti dall’andare sul marciapiede del monumento al Milite Ignoto di fronte al parlamento. Al momento non vi è presenza della polizia (almeno immediatamente visibile). Gli stalinisti stanno per giocare ancora una volta il ruolo dei poliziotti, al fine di sopprimere ogni possibile azione di guerriglia.

    Grecia, 20 Ottobre: Aggiornamenti costanti

    da http://it.contrainfo.espiv.net/

    Seconda giornata di sciopero generale nazionale

    21,30 GMT +2 Almeno 10 squadre della polizia hanno inseguito la gente in piazza Exarchia, Solomou e via Stournari,hanno sparato gas lacrimogeni e occupato la piazza. Poliziotti armati hanno anche isolato l’intero quartiere.
    Come previsto, la nuova legge finanziaria è stata ratificata.
    20,50 GMT +2 La sessione parlamentare è continuata indisturbata. L’intera area di Syntagma è stata completamente evacuata dalla polizia anti-sommossa, con il ritorno alla normalità del traffico stradale.
    Il numero totale di manifestanti fermati / arrestati e feriti è ancora da verificare (ma il rapporto dei media alternativi parla finora di quasi 150 arresti).
    20,15 GMT+2 Molte persone sono circondate dalla polizia e intrappolati all’interno della stazione della metropolitana di Acropoli. Detenzioni di massa sono segnalatie sul posto. I poliziotti hanno circondato la fermata della metropolitana di Omonia e hanno appena attaccato le persone all’interno della metropolitana.
    19,20 GMT+2 Dopo il raid della polizia a Monastiraki, le persone sono fuggite all’interno della stazione della metropolitana ed hanno bloccato le porte, al fine di proteggersi dalla furia della polizia. La polizia ed i persecutori hanno ordinato lo sgombero della stazione della metropolitana.
    I poliziotti hanno attaccato i manifestanti vicino alle porte della stazione della metropolitana dell’Acropoli  dove sono stati segnalati tre fermi, tutti e tre sono riusciti a scappare grazie alla forte presenza di persone sul posto.
    I poliziotti sono ora a caccia di gente per le strade nella vicina zona di Thissio.
    18,40 GMT+2 Un’uomo di 53 anni che partecipava alla dimostrazione di oggi ad Atene, è deceduto.
    Confermate le informazioni dei compagni della radio libera FM 98 che hanno contattato i medici:
    - Il defunto (presunto membro del PAME) era stato ricoverato in ospedale con dolori al petto, fibrillazione atriale e problemi respiratori, causati da un’attacco di cuore. Si conferma che il cinquantatreenne non riporta ferite alla testa (come originariamente riportato dai massmedia , twitter, ecc.).E’ probabilmente morto per l’inalazione di una quantità eccessiva di gas lacrimogeno sparato dalla polizia greca. Un’altra ragione probabile sarebbe la tensione durante lo sciopero, o addirittura la disidratazione. Tuttavia, solo i risultati dei medici possono darci l’illuminazione.
    - Questo non è lo stesso caso che riguarda le precedenti voci di un manifestante clinicamente morto-queste non erano vere. Quest’ultimo è caduto da un marciapiede a piazza Syntagma (non è mai stato attaccato da una pietra).
    Quando gli è stato portato il primo soccorso era incosciente. Lui è anziano ma non clinicamente morto come il Potere ha originariamente riferito per motivi politici. In passato, i circoli politici hanno diffuso voci che riguardano persone morte. Il potere è spietato.
    La Polizia ha attaccato la gente a Monastiraki, anche di fronte al parlamento, mentre piazza Syntagma è stata completamente occupata dalle forze repressive per circa un’ora.
    17,20 GMT+2 Ci sono in corso scontri tra manifestanti e la unità motorizzate DIAS / DELTA  nei vicoli sotto la  piazza Syntagma (in Ermou, Athinas, nelle strade attorno Monastiraki, tra gli altri). Poche migliaia di persone si sono riunite in piazza Syntagma, mentre molte più persone cercano di raccogliersi davanti al parlamento, ma sono ancora bloccati dai poliziotti nelle strade laterali.
    17,10 GMT+2 Il PAME ha lasciato piazza Sintagma, protetto dalla polizia lungo il tragitto. Polizia antisommossa e motorizzata attaccano persone indiscriminatamente in via Panepistimiou e Trikoupi .
    Ora la polizia ha preso la sorveglianza del parlamento.  Il voto per le nuove norme della manovra finanziaria sara’ completato a breve.
    17,00 GMT+2 Alla fine i blocchi del  PAME/KNE si preparano a lasciare via Amalias e Sintagma. Buona liberazione!
    16,50 GMT+2  Manifestanti da via Ermou, Mitropoleos, Filellinon e Stadiou cercano varie volte di entrare in Sintagma e raggiungere il bordello del parlamento Ancora una volta respinti dal servizio di sicurezza del PAME.
    Molti feriti tra i manifestanti sono stati trasferiti nei vari ospedali. False notizie riguardanti un ferito clinicamente morto.
    16,30 GMT+2 In Rethymno, in Creta, membri delKNE hanno minacciato con bastoni i manifestanti, in fronte al municipio.
    In Mytilini, nell’ isola di Lesbo, l’ assemblea dell’ occupazione di Periphery ha deciso di terminare l’ occupazione con un evento serale, tra circa un’ ora, quando i manifestanti marceranno per le strade della citta’.
    16,20 GMT+2 Migliaia di membri del PAME sono di fronte al parlamento. La polizia si e’ ritirata dalle parte inferiore della piazza. Police pulled back from the lower parts of Syntagma; piccoli gruppi di anti-autoritari, sindacati di base e della sinistra estrema cercano di entrare nella piazza; la maggior parte dei manifestanti e’ ancora bloccata nelle vie laterali.
    Il ministero delle finanze in via Mitropoleos e’ occupato dagli scioperanti.
    16,10 GMT+2 Molti gas lacrimogeni ora in Sintagma. Stalinisti attaccano i manifestanti che cercano di prendersi la piazza.
    15,45 GMT+2 Ci sono ancora manifestanti in via Amalias,in fronte al parlamento, cosi’ come in via Fillelinon e Mitropoleos . La piazza si e’ svuotata e circondata dagli sbirri.
    15,30 GMT+2 Massiccio attacco della polizia per svuotare Syntagma. La folla spinta verso via Ermou.
    Un raid coordinato della polizia lungo via  Pesmazoglou e Stadiou.
    15,25 GMT+2 Scontri tra anarchici e stalinisti soprattutto in via Filellinon e Voukourestiou.
    Scene di violenza in tutta piazza Sintagma. Ancora molotov e pietre contro il blocco stalinista.  Poco prima la polizia ha cercato di entrare in piazza da via Stadiou per intrappolare gli anarchici.
    15,20 GMT+2 Almeno 20 manifestanti feriti sono trasportati al centro di soccorso in piazza Sintagma. Membri del PAME sembra abbiano diretto contatto con ufficiali della polizia e consegnano loro alcuni manifestanti. Hanno persino attaccato gli insurrezionalisti Ora i manifestanti contrattacano contro il PAME e polizia
    15,00 GMT+2 Diventano piu’ duri gli scontri in piazza SIntagma. Addirittura molotov contro il blocco degli stalinisti
    14,50 GMT+2 Membri del movimento “Den Plirono” (Non pago) hanno preso posizione contro la sicurezza del PAME davanti all’hotel GrandeBretagne.PoiIl blocco degli anti-autoritari e anarchici. Inizia lo scontro a causa dei manifestanti che vogliono raggiungere il parlamento. Un enorme blocco anarchico ha attaccato le linee staliniste. Si fronteggiano faccia a faccia davanti all’ hotel. La polizia lancia lacrimogeni. Lo scontro e’ durissimo. Centinaia di anarchici contro centinaia di stalinisti con lancio di pietre e bottiglie.
    14,20 GMT+2 In Atene, 6 fermati in via Dragatsaniou vicino piazza Klathmonos, probabilmente alcuni sono minorenni. Almeno altri 7 fermati dalle pattuglie motorizzate in via Athinas (vicino al metro di Monastiraki) Molti passanti sono stati visti applaudire i poliziotti bastardi!
    13,20 GMT+2 in Atene, ancora una volta gli stalinisti delsindacato PAME hanno fatto cordone davanti alle squadre della polizia e davanti agli sbarramenti di fianco al parlamento impedendo a chiunque di avvicinarsi. membri del PAME, alcuni con mazze e caschi, hanno addirittura richiesto la licenza di giornalista alla gente che manifestava discontento.
    In Iraklio, a Creta, gli scioperanti hanno bloccato un fast food della catena Goody’s
    In Mitilini, nell’ isola di Lesbo, circa 400 persone hanno partecipato alla manifestazione. Future azioni saranno decise durante una assemblea generale nell’ occupazione di Peripheria.
    13,10 GMT+2 A Salonicco, gruppi di manifestanti insieme con il Sindacato dei camerieri, cuochi e di tutti i lavoratori delsettore alimentare, hanno bloccato i ristoranti e le caffetterie in Proxenou Koromila Streetche erano aperte, nonostante lo sciopero generale. Si muovono verso  Iktinou Streetper la stessa ragione.
    13,00 GMT+2 A Patrasso c’è stata una dimostrazione abbastanza deludente di circa 1.000 persone.
    12,30 GMT+2 I lavoratori comunali (POE-OTA) vengono applauditi dagli altri manifestanti quando raggiungono Filellinon Street mentre si dirigono a Syntagma.
    È stato riportato che i membri del KNE, l’ala giovanile del partito comunista greco (KKE), hanno attaccato altri manifestanti nella città nord-occidentale di Ioannina.
    12,20 GMT+2 Un gruppo di persone che portano le bandiere greche si sono spostate da via Ermou a piazza Syntagma, dispiegando i loro stracci nazionalisti sul monumento del Milite Ignoto.
    12,00 GMT+2 Un’elicottero della polizia stà volando sopra Exarchia. Piccoli gruppi di poliziotti in borghese sono sparsi in tutte le strade del centro di Atene. Come è stato riferito ieri da diversi manifestanti , è difficile differenziare questi delinquenti da altri manifestanti ed è facile rimanere intrappolati, picchiati e addirittura arrestati.
    11,40 GMT+2 Gli stalinisti del PAME sono già in Syntagma. I compagni ci segnalano che sono allineati e con dei bastoni al fine di garantire il carattere reazionario del loro patetico raduno, mentre bloccano gli altri manifestanti dall’andare sul marciapiede del monumento al Milite Ignoto di fronte al parlamento. Al momento non vi è presenza della polizia (almeno immediatamente visibile). Gli stalinisti stanno per giocare ancora una volta il ruolo dei poliziotti, al fine di sopprimere ogni possibile azione di guerriglia.
    11,20 GMT+2 Ad Atene la folla è già numerosa a Propilea e in piazza Syntagma. Due fermate centrali della metropolitana (Syntagma e Evangelismos) sono ancora una volta chiuse. Permane l’ odore dei lacrimogeni sparati il giorno prima. (In caso di arresto, la gente dovrebbe gridare ad alta voce i loro nomi ai compagni manifestanti.)
    10,30 GMT+2 I pre-raduni per la seconda giornata di sciopero generale sono già iniziati. Ieri le mobilitazioni per lo sciopero hanno visto centinaia di migliaia di persone per le strade di numerose città greche (alcune stime parlavano di mezzo milione solo ad Atene). Ieri, tutti i 154 membri del partito di governo del PASOK hanno approvato il nuovo multi-pacchetto di misure d’austerità introdotte dal ministro delle Finanze Evangelos Venizelos.
    Oggi, i parlamentari procederanno con il voto finale a favore o contro questa proposta di legge che mira a un’ulteriore deterioramento della vita di milioni di persone. I maiali armati della dittatura democratica, i sindacalisti collaborazionisti, i mass-media e tutti i vari fascisti hanno cercato di reprimere con ogni mezzo la grande rabbia e l’imminente rivolta sociale . Resta da vedere se la gente riuscirà a superare la paura e la propaganda mediatica, innalzando barricate di resistenza e di distruzione dell’apparato dello Stato e del Capitale.

    venerdì 9 settembre 2011

    Napoli: Arresti domiciliari per Enzo, il giovane studente arrestato durante la contestazione allo sciopero generale

    da osservatoriorepressione

    Si è svolta, presso il carcere di Poggioreale, l'udienza di convalida da parte del GIP di Enzo Martinelli arrestato, a Napoli, durante la contestazione sotto la sede della Banca d’Italia nell’ambito dello Sciopero Generale proclamato dal sindacalismo di base ed indipendente.
    Con una decisione assurda il Magistrato ha si liberato Enzo dal carcere di Poggioreale, ma ha ritenuto comunque di applicargli la misura restrittiva degli arresti domiciliari, nonostante sia stato oggetto di un vigliacco pestaggio da parte dei poliziotti come dimostra l’ampia documentazione fotografica e video disponibile in rete e sia stato arrestato in maniera fondamentalmente casuale durante la carica. E nonostante sia un giovane studente di vent'anni senza alcun precedente penale. Difficile non vedere in questa decisione la volontà della Procura di non sconfessare l'operato della Questura e legittimare così una linea repressiva che tratta il malessere sociale di questo paese come questione di ordine pubblico. E' una inquietante linea di continuità con i comportamenti che lo scorso anno hanno già colpito i movimenti napoletani e in particolar modo i movimenti di lotta dei precari. Anche le continue interviste del questore Merolla in questi giorni e i loro toni gratuiti e "preventivi" sono delle invasioni di campo volte a pre-legittimare una sorta di tolleranza zero nei confronti dei fenomeni di contestazione sociale. Questo autunno sarà un autunno di grande mobilitazione e di lotta di lavoratori e studenti non certo per motivi superficiali, ma perchè si difendono diritti fondamentali attaccati dalle scelte governative e dalla speculazione finanziaria. Nessuno può travestirsi da sceriffo di fronte a questa sacrosanta pretesa di giustizia sociale. Nè si possono trovare capri espiatori come appunto nel caso di Enzo. Fra qualche giorno ci sarà il Riesame ed è fondamentale che si ristabilisca un minimo di garantismo giuridico attraverso la sua immediata liberazione!

    Sindacati di Base e Movimenti napoletani
    maggiori info su: www.caunapoli.org

    martedì 6 settembre 2011

    Napoli: Cariche della polizia durante il corteo dello sciopero generale. Uno studente arrestato

    da osservatoriorepressione

    Partito alle 10, 00 da piazza Cavour, a Napoli, il corteo promosso dalle confederazioni e le organizzazioni sindacali USB, Slaicobas, ORSA, Cib-Unicobas, Snater, SICobas e USI, per manifestare contro la manovra economica del governo Berlusconi, ha registrato la partecipazione dei collettivi studenteschi e dei comitati di lotta per il lavoro. Snodatosi in modo pacifico tra via Pessina , piazza Dante , via Toledo e via Medina, il corteo ha simbolicamente fatto tappa sotto la sede della Banca d'Italia in piazza Municipio. Forze di polizia, spropositate rispetto ai 5mila manifestanti, erano già posizionate in tenuta antisommossa. E' bastato un petardo per scatenare una carica a danno degli studenti, che in quel momento si trovavano più vicino al cordone di polizia. Per terra alcuni manifestanti. Uno studente di 20 anni viene prima bloccato dagli agenti della Digos di Napoli e’ poi massacrato di botte dagli stessi agenti. 
     
     
     

    domenica 4 settembre 2011

    Nardò (Lecce): dopo lo sciopero degli immigrati

    da radio onda rossa

    La raccolta dei pomodori sta finendo e inizia lo sgombero della masseria Boncuri a Nardò (Lecce). Un bilancio dello sciopero autorganizzato dei braccianti immigrati contro il lavoro nero dalla voce di uno dei suoi protagonisti: la lotta continua!