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venerdì 1 giugno 2012

Bell’Asturia!

da notavliberi.

Posted: maggio 31st, 2012 | Author: | Filed under: General | No Comments »
Il potere è logistico - bloccare tutto dappertutto!
...uno spunto già praticato in valle!
Secondo giorno di sciopero nelle Asturie. I minatori continuano a bloccare le strade con le barricate per protestare contro il taglio di fondi nel settore attuato dal governo conservatore di Mariano Rajoy. Ieri in Spagna a Campomanes, vicino a Oviedo, circa 400 minatori hanno bloccato verso mezzogiorno l’autostrada A66 (Asturias-León) per protestare contro i tagli del governo nel loro settore. I manifestanti hanno bloccato l’autostrada in ambo i sensi e sono stati affrontati dalla polizia, che avrebbe sparato alcuni proiettili di gomma per disperdere la folla. Non si ha notizia di feriti. I minatori hanno bloccato anche un’altra strada più piccola, parallela alla A66. Altri otto si sono barricati per protesta a circa 3mila metri sottoterra, in una miniera di carbone a Santa Cruz del Sil, vicino a León (nel nord della Spagna), e hanno detto che continueranno la loro protesta anche nei prossimi giorni. Partita da Chianocco, passando per Oviedo, la pratica del blocco e dell’autorganizzazione si diffonde ad alta velocità, anche nelle altre lotte. Se il potere è anche materiale, la strategia del blocco va ad attaccare il suo fianco debole, la circolazione e la logistica. Portare la valle ovunque, rendere la lotta contaminante.

Da Chianocco a Campomanes... portare la valle ovunque!
fonte: http://www.ilpost.it/2012/05/30/le-proteste-dei-minatori-in-spagna/spanish-civil-guards-fire-rubber-bullets-6/

Aggiornamento sui compagni arrestati in Bolivia

da culmine


Il 31 maggio s’è tenuta a La Paz un’udienza equivalente alla nostra convalida dei fermi a carico dei 4 anarchici arrestati il 29 ed accusati di aver costituito una cellula anarchica “terroristica”. In realtà, il 29 sono stati ben 9 i domicili di altrettanti compagni ad esser stati sottoposti a perquisizione.
Con l’udienza di oggi per due di essi, Henry e Nina, è stata decretata la carcerazione preventiva; mentre gli altri 2, Victor e Renato, hanno ottenuto la carcerazione domiciliare.
Dalle accuse emergerebbe che il gruppo avesse contatti non solo con altri gruppi anarchici latinoamericani, ma anche europei.
Si stanno diffondendo appelli e comunicati solidali con i compagni perseguitati, dichiarando la loro totale estraneità alle accuse di terrorismo.
maggiori informazioni su:    http://anarquiacochabamba

St. Louis – Anarchici picchiati durante interrogatorio

da culmine.

da  waronsociety
trad. ParoleArmate
Tutti abbiamo visto le immagini da Chicago. Le falangi della polizia e fotogramma dopo fotogramma il sangue delle ferite alla testa. I nostri amici e compagni sono appena tornati da quelle brutali strade cittadine. Anche quelli che hanno visto svolgersi questi scenari hanno capito la necessità della risposta.
Il 24 Maggio 30-40 persone hanno risposto all’appello per un corteo solidale a Chicago nel centro di St. Louis. Il corteo si è snodato dall’ex piazza occupata verso una zona di media vivacità notturna e ha girato incontrastato per quasi mezz’ora.
Durante il corteo sono state fatte scritte sulle banche “Solidarietà a tutti quelli che resistono”, “Brucia le banche” e altre frasi. Un agitato tifoso dei Cardinals (squadra locale di baseball), che si è scoperto essere il proprietario di una delle banche, si è scagliato contro il corteo, disturbando i dimostranti e parlando con la polizia. Alla fine, ha ricevuto diversi colpi alla testa prima di rientrare dietro al cordone di sicurezza della polizia.
La polizia non ha picchiato qui. I corpi dei quotidianamente pestati, colpiti e aggrediti dalla STL Police ne sono testimoni. E le loro risposte sono raramente proporzionali. Questa sera non ha fatto eccezione. Poliziotti in bici, a piedi, in auto e in elicottero sono scesi in un piccolo gruppo. Ne è nata una rissa e sono stati fatti dieci arresti. Secondo i notiziari, due agenti sono stati colpiti alla testa e un altro ha avuto bisogno di cure per una ferita alla mano. Anche se i numeri sono esigui i nostri cuori si riempiono della massima solidarietà che può portare la nostra mano.
Dei dieci arrestati, cinque sono stati rilasciati senza accuse, quattro accusati di reati minori, resistenza e ostruzione. Uno ha ricevuto cinque accuse, due assalti, due resistenze e ostruzioni, un danneggiamento di proprietà, due reati minori. Tutti gli accusati sono al momento fuori su cauzione.
Mentre erano in custodia, gli arrestati hanno affrontato la brutalità della STLPD, un fatto che molti in questa dannata città affrontano quotidianamente. Gli omicidi fatti dalla polizia per strada e in galera sono cosi ricorrenti che raramente fanno notizia ormai. Ma noi ricordiamo, e ricordiamo il recente orrore dei nostri amici picchiati e torturati lo scorso Marzo. Le nostre paure per quelli in custodia stavolta non sono state infondate.
Al momento del rilascio, abbiamo saputo che durante gli interrogatori un prigioniero ha avuto puntato un coltello alla gola, e che lo hanno strozzato e buttato a terra, colpendolo al petto, per la sua non collaborazione. Un compagno, che affronta le accuse più serie, è stato portato nella stanza degli interrogatori dove un detective lo ha colpito ripetutamente in faccia, rompendogli il naso mentre lo buttava a terra. Hanno continuato a minacciarlo se lui avesse continuato a “non collaborare”.
Siamo ben consapevoli che questa è una guerra, fatta da molte piccole e infinite battaglie. In nessun momento siamo salvi dagli scagnozzi dello stato. I nostri corpi sono costantemente sotto minaccia d’attacco. Una delle nostre risorse è la solidarietà con quelli che sfidano gli scagnozzi della repressione. Questa è la seconda volta quest’anno che gettiamo lo sguardo all’esterno e speriamo in una risposta. Abbiamo chiesto solidarietà, ma la richiesta non è stata sentita. Che ora non ci siano domante o confusioni, questo è un appello alla solidarietà, per azioni e attacchi per i nostri quattro compagni.
Se la STLPD pensa che può continuare a picchiarci nell’oscurità o al chiuso negli interrogatori, questo avverrà. Questo appello va oltre Sant Louis e il resto del paese per mostrare a loro che quando colpiscono noi gli ritorniamo il favore.
Solidarietà significa attacco
Alcuni anarchici del Midwest

Tirannia, Democrazia e Anarchia

Maksim Gorkij
 
La Terra è il teatro di una lotta tra il Nero e il Rosso.
La forza del Nero è la sua sete insaziabile di regnare sugli uomini. Crudele, avido e cattivo egli ha disteso sul mondo le sue ali pesanti e avviluppato tutto il globo nell’ombra gelida del suo terrore. Egli vuole che gli uomini servano lui solo, e opprimendo l’universo col ferro, coll’oro e colla menzogna, egli invoca Dio unicamente nello scopo che l’essere supremo confermi il suo oscuro potere sugli uomini.
Egli dice freddamente: — Tutto è per me. Io sono la forza, e, per conseguenza, io sono l’anima e la ragione della vita, io sono il padrone di tutti gli uomini. Chi è contro di me è contro la vita; è un criminale!
La forza del Rosso è il suo desiderio ardente di vedere la vita libera, razionale, bella.
Il suo pensiero lavora incessantemente, palpita, lacera le tenebre della vita allo splendido raggio della bellezza, alla luce splendida della verità, alla dolce chiarezza dell’amore. Ovunque il pensiero del Rosso è acceso, le possenti fiamme della libertà, ardenti e gioiose, spandono sulla nostra terra, cupa e cieca, il grande sogno della felicità universale.
Egli dice: — Tutto è per tutti! Tutti sono uguali: nel cuore di ciascuno si nasconde un mondo di bellezze: non bisogna mutilare l’uomo, trasformarlo in uno strumento stupido di una forza insensata.
Nessuno deve sottomettersi, nessuno deve sottomettere: l’autorità per l’autorità è criminale.
È in questa lotta tra il radioso Cavaliere della verità e il nero mostro della tirannia che consiste la vita; è essa che ne fa la bellezza e i tormenti, la poesia e la tragedia.
Tra il Nero e il Rosso, il Grigio monotono e meschino si agita, timido e perplesso. Esso non ama che l’esistenza tiepida, l’esistenza grassa, confortevole; e per questa sazietà egli vende la sua anima, come una donna pubblica affamata che fa commercio col suo corpo vizzo.
Esso è pronto a servire come schiavo qualunque forza, purch’essa gli assicuri la pace e l’abbondanza. Per lui la vita è uno specchio nel quale egli non vede che se stesso. La sua specie è vivacissima, poiché egli possiede tutti i talenti del parassita. Che sia un animale, o un uomo, un idiota o un genio che gli dà da mangiare, poco gli importa. La sua anima è il trono di un rospo viscoso che si chiama banalità, il suo cuore è il ricettacolo della prudenza poltrona.
Vuole godere molto ed ha paura di essere disturbato. È ciò che spiega la sua doppiezza e la sua falsità.
Quando il Nero è vincitore nella lotta per il potere, il Grigio eccita il Rosso con precauzione:
— Guarda dunque come la Reazione si sviluppa...
Quando il Cavaliere della giustizia e della libertà ha il sopravvento, il Grigio sussurra al Nero:
— Sta attento! L’Anarchia cresce...
Il suo idolo è sempre lo stesso:
«Dell’Ordine per me». Foss’anche a prezzo della morte spirituale del paese intero!
Quando sente che il Nero è stanco di combattere, egli interviene nella contesa fra il Nero e il Rosso, e sempre i due avversari sono i suoi zimbelli.
Egli dice al Nero con tono di precauzione rispettosa:
— Evidentemente, gli uomini sono delle mandrie di bestiame; occorrono loro dei pastori, ma mi pare che sia tempo di ingrandire il pascolo. Se si dà loro ancora un poco di più di ciò che hanno, essi avranno pertanto meno di quello che desiderano.
Tuttavia, ciò li tranquillizzerà, e disarmerà il Rosso, la cui forza sta nel malcontento delle masse. Permettetemi di accomodare l’affare...
Lo si autorizza, e egli si organizza per se stesso un’esistenza tiepida, un’esistenza grassa, un’esistenza confortevole.
Quando il Nero si associa al Grigio, egli diventa per così dire meno strettamente crudele, ma più bestia e più banale!
Il Rosso lancia fiamme più alte.
Allora il Grigio si volge con tono dottorale al Rosso:
— Evidentemente è venuto il tempo di avvicinare la Vita all’Ideale; ma è impossibile di soddisfare tutti d’un colpo!
Un po’ oggi, un po’ domani, e, in fin dei conti, gli uomini otterranno ciò che vogliono. L’entusiasmo del saggio è il calcolo... Il Nero cederà, se si agisce con prudenza... lasciatemi fare, io gli parlerò come conviene...
E che glielo si permetta o no, egli si organizza per sé un’esistenza tiepida, un’esistenza grassa, un’esistenza confortevole.
Il Rosso s’attenua e il Nero dispiega le ali della sua tirannia in tutta la loro ampiezza, la vita s’incupisce, la vita respira lentamente. Il Grigio gioisce della felicità, della tranquillità. Egli può vendere e tradire, egli è capace di tutto, ma mai egli agisce con lealtà, mai egli è bello.
Questo piccolo verme dall’anima doppia occupa sempre il mezzo tra le estremità, ch’egli impedisce, colla sua agitazione interessata, di svilupparsi sino in fondo, sino all’assurdo, sino all’Ideale.
Stendendosi al centro, il Grigio mescola orridamente i due colori fondamentali della vita in una tinta sporca e noiosa.
Il Grigio ritarda la morte del passato, egli fa ostacolo allo sbocciamento di ciò che è vivo; è lui il nemico eterno di tutto ciò che è ardimento e luce.
 
 
[“L’avvenire anarchico”, anno X, n. 5, 31/1/1919

Ioannena, Grecia: Per l’operazione di sgombero contro gli immigrati del 26/05/2012

da contrainfo

Il testo che si sente nel video riguarda gli eventi che sono avvenuti durante l’operazione di sgombero effettuata il 26 maggio, in particolare lungo gli edifici del vecchio ospedale Hatzikosta, dove si trova l’occupazione Antiviosi (Antibiotico). Esso include anche scene dalla liberazione di 6 immigrati, che sono stati “sigillati” dai poliziotti all’interno di uno degli edifici in cui abitavano. Si prega di diffonderlo…
Breve introduzione: Per 15 anni gli edifici del vecchio ospedale “Hatzikosta” erano stati abbandonati. Con il tempo la zona ha cominciato a prendere una vita da parte di immigrati e anti-autoritari, coprendo in questo modo le esigenze basilari della vita e delle esigenze politiche, culturale e sociale. Con grande sforzo e lavoro collettivo gli edifici sono stati riqualificati. Questo processo non è completato definitivamente. Tuttavia, la comunità di persone bisognose che usa gli edifici crea lentamente le strutture anti-gerarchiche dell’auto-organizzazione auto-gestione delle nostre vite, gettando nel cestino le divisioni razziali, le istituzioni di mediazione, la repressione e il potere.
Questo e il testo che si sente nel video:
Alle ore 7 di Sabato mattina un corteo di veicoli si prepara a circondare il campus del vecchio Hatzikosta. Procuratori, poliziotti di grado superiore in giacca e cravatta, giornalisti, una squadra antisommossa “verde” da Salonicco, una “blu” dalla città di Grevenà, una “blu” e una squadra di sbirri OPKE da Ioannena, una decina di macchine della polizia borghese, tutta la squadra  DIAS in allerta (alcuni anche con le loro motociclette personali), motorini  con poliziotti in borghese, il gruppo con i cani, tre furgoni per il trasferimento degl’immigrati, un grande furgone per i trasferimenti giudiziari, macchina dei pompieri, squadre di operai di lamiera e di pittura. Il governatore e il sindaco dispersi, mentre il prefetto ci ha concesso l’onore di passare di nascosto con il suo jeep… questo vuol dire presenza di uomini della politica.
Un’abominevole custodia che è venuta per turbare la nostra comunità, ad arrestare i nostri compagni e amici, a distruggere la casa dei nostri vicini, sperando in questo modo di alimentare l’affamata e lobotomizzata dalla televisione folla razzista.
Durante l’operazione (che durò 14 ore) si sono sigillate le case dei nostri vicini. Durante questo periodo l’occupazione Antiviosi ( Antibiotico ) si trovava sotto un regime di ostaggio peculiare dai poliziotti. Le figure più vergognose del giorno erano le squadre degli operai. A parte dei loro capi, i quali hanno guadagnato dei soldi, lavoratori non assicurati, senza alcuna traccia di coscienza di classe, alcuni dei quali immigrati albanesi, hanno sigillato con lamiere le case di altre persone per ottenere una paga di 30 euro che molto probabilmente la spenderanno alla banca per il proprio mutuo. Altrettanto vergognosi tutti i membri della Croce Rossa e dell’organizzazione dei medici, ambedue alloggiati all’interno del campus, i quali non si sono fatti vedere nemmeno per un minuto. Piuttosto, la loro sensibilità agli immigrati e alle persone finisce quando la videocamera di SKY si spegne o quando i loro misericordiosi donatori ricchi si arrestano. Da vicino anche il chiasso giornalistico, pronto a riprodurre le notizie rilasciate dalla polizia.
Da tempo ormai si costruisce la propaganda che gli immigrati costituiscono un problema sociale, sanitario e politico. L’unico problema che noi riconosciamo è il razzismo dilagante che impedisce lo sviluppo delle relazioni di solidarietà e di uguaglianza tra le persone. Che costruisce separazioni basate su identità culturali, razziali e religiose.
Un ultima nota ma molto importante: durante il sigillo degli edifici, 6 immigrati sono stati “sepolti” in uno di essi. Non possiamo credere che il cane della polizia non è stato capace a scoprirli durante l’ispezione degli edifici. A quanto pare una loro morte lenta di fame o di sete è adatta ai progetti che abbia il potere per tutti e tutte noi siamo in eccesso. I immigrati  sono stati liberati da noi appena i poliziotti hanno lasciato il posto.
PS : Qualcuno sarebbe così gentile da informarci il costo esatto dell’operazione del 26 Maggio 2012? In realtà, se tutti quei soldi erano spesi   per farmaci e medicazioni per l’ospedale, non sarebbe meglio?
La solidarietà fra gli oppressi e gli sfruttati sarà destinata a condannare in fallimento ogni piano dello stato.
Il razzismo non ha posto nelle nostre vite, le nostre comunità, nei nostri quartieri.
In Grecia, Senegal, Sudan, Marocco, Pakistan, Turchia, Albania.
Il NEMICO è il fascismo, le banche, i ministeri, il potere.

Entriamo nelle case vuote!

Compagnie e compagni dalla fortificazione antirazzista dell’occupazione Antiviosi

giovedì 31 maggio 2012

Brescia: dopo le manganellate, le bugie e le denunce


Brescia: dopo le manganellate, le bugie e le denunce
Dopo le manganellate dell’altro ieri, sugli studenti di Brescia sono piovute 11 denunce. E una ricostruzione strumentale delle cariche contro chi voleva celebrare degnamente le vittime della strage di Piazza della Loggia.
L’altro ieri era finita a botte contro studenti, precari e lavoratori ma manifestazione convocata a Brescia per celebrare degnamente le vittime della strage fascista che il 28 maggio del 1974 si portò via 8 persone. Ad una piazza preconfezionata e blindata alcune realtà giovanili e studentesche della città avevano risposto organizzando un corteo, che per un certo tempo è riuscito a sfilare senza problemi per le vie del centro di Brescia. Dietro due striscioni che chiarivano intenti e obiettivi dei manifestanti: “28 Maggio 1974 – 2012. La memoria è viva solo nelle lotte del presente. Cancellieri go home” e “Fermiamo la strage, contro la crisi basta vittime: lotta sociale!”.
Ad un certo punto, visto che gli studenti hanno accelerato il passo per arrivare in Piazza della Loggia prima che si svuotasse, le autorità di pubblica sicurezza hanno pensato bene di bloccarli in Corso Matteotti. Di fronte alle proteste dei manifestanti – increduli, visto che il corteo era stato regolarmente autorizzato fino alla piazza – i Celerini in assetto antisommossa hanno caricato. A freddo. E poi, dopo che il corteo aveva resistito e si era ricompattato, riprendendo a sfilare fino alla piazza, di nuovo altre cariche, che hanno coinvolto questa volta anche molti dei lavoratori che partecipavano alla celebrazione ufficiale e che avevano pensato di unirsi al corteo. Nel frattempo in Piazza della Loggia la segretaria della Cgil continuava imperterrita il suo intervento, nonostante gli echi delle cariche e nonostante un Giorgio Cremaschi che da sotto al palco le gridava di fermarsi e di permettere ai giovani di entrare in piazza. Alla fine il corteo è riuscito a farcela, e i manifestanti sono riusciti ad arrivare fin sotto la lapide che ricorda i nomi degli 8 uccisi di 38 anni fa. Sembrava finita lì, ma invece no.
Perché poche ore dopo su alcuni manifestanti sono piovute le denunce. Per l’esattezza undici, e anche per reati molto gravi, descritti nel pittoresco comunicato della Questura di Brescia: “resistenza a pubblico ufficiale aggravata, lesioni, accensioni pericolose (almeno tre i razzi colorati accesi)”.
E poi le bugie: secondo la Questura “mentre gli studenti percorrevano corso Matteotti una ventina di manifestanti (circa 300 i presenti) hanno divelto le recinzioni di un cantiere edile tentando di prendere materiale di risulta per sfondare il cordone di sicurezza e raggiungere Piazza della Loggia per impedire lo svolgimento delle celebrazioni ufficiali”.
Peccato che ci siano numerosi video e testimoni che documentano che è andata molto, ma molto diversamente. E a spiegare com’è andata ci hanno pensato direttamente gli organizzatori della manifestazione – Kollettivo studenti in lotta, Magazzino 47, Radio onda d’urto e Associazione Diritti per tutti  -che ieri pomeriggio hanno tenuto una conferenza stampa durante la quale hanno smontato parola per parola la ricostruzione dei fatti operata strumentalmente dai responsabili della Questura che hanno parlato di un assalto a un cantiere allo scopo di rifornirsi di armi improprie da usare contro i poliziotti e poi in piazza.
Ma dalle immagini video diffuse durante la conferenza stampa si vede chiaramente che in Corso Matteotti il cordone di celerini in assetto antisommossa blocca il corteo lungo il percorso autorizzato. “Alle prime proteste per questo arbitrario ed illegittimo blocco della manifestazione, partivano le manganellate – hanno spiegato ai giornalisti i manifestanti – ricominciate quando i manifestanti hanno cercato di frapporre una rete tra loro e i poliziotti”.
Qui uno dei video:

Intanto a smentire il quadretto idilliaco di una piazza bresciana stretta attorno alle autorità ci pensa una cronaca del quotidiano “la Stampa” di Torino (a patto di concentrarsi sulle dichiarazioni dei parenti delle vittime e non sul giudizio sul corteo…).

Il comunicato dopo le folli perquisizioni ai danni della Masseria Foresta di Crispiano


Il 29 maggio veniva eseguita una perquisizione ai danni della Masseria Foresta di Crispiano con tanto di blitz mattutino delle forze dell’ordine. Sembra che le indagini siano iniziate dopo la comparsa di alcune scritte “No Tav” nel paese limitrofo. Non ci interessa entrare nel merito di queste insulse accuse se non per esprimere solidarietà e vicinanza a tutti i compagni colpiti da questi provvedimenti. Chi conosce i ragazzi della Foresta sa che la masseria è un luogo in cui si parla e si attuano esperimenti di autogestione e di autoproduzione, oltre a innumerevoli iniziative politiche, culturali e musicali (nessun pericoloso “quartier generale” al contrario di quanto scrive Repubblica).
Chi vive in quel luogo cerca tutti i giorni di sviluppare nuove forme di socialità e di vita in comune e forse questo fa molto più paura di qualche scritta sul muro.Ci sembra però che le perquisizioni dei carabinieri dei giorni scorsi si inseriscano in un quadro più generale di repressione e di tensione verso qualsiasi forma di dissenso. Da settimane Monti, Manganelli e il ministro Cancellieri rilasciano dichiarazioni deliranti volte a instaurare un clima di terrore che accomuna la gambizzazione di Adinolfi e l’attentato di Brindisi, cercando di compattare il paese contro il comune nemico dell’anarco-insurrezionalismo. In un paese sommerso dai debiti e strozzato dalla crisi sappiamo che questo è solo fumo negli occhi e che il vero obbiettivo è restringere gli spazi del dissenso e aprire quelli per la repressione. Non a caso viene attaccato il movimento “No Tav”, capace di creare un largo consenso intorno alla resistenza di una popolazione e alla ferma volontà della gente della Val Susa di opporsi a un’ opera inutile e insostenibile sia dal punto di vista ambientale che economico.