Una
tigre dello zoo di Colonia ha attaccato e ucciso oggi [ieri n.d.r.]
un’impiegata del parco dopo essere riuscita a scappare dalla sua gabbia
per poi essere abbattuta. A riferire l’episodio è stata la polizia della
città nell’ovest della Germania. Secondo le prime ricostruzioni,
l’animale è riuscito ad ‘evadere’ approfittando del fatto che la sua
gabbia era stata chiusa male. La tigre è stata ritrovata nelle
vicinanze, dopo che aveva attaccato l’impiegata di 43 anni ferendola a
morte: la donna è deceduta in ospedale. Il
grosso felino è stato infine abbattuto dallo stesso direttore del parco,
Theo Pagel, mentre i visitatori e gli altri impiegati dello zoo erano
stati fatti evacuare. Lo zoo di Colonia, aperto nel 1860, è uno dei più
antichi e conosciuti della Germania e ospita oltre 10 mila animali di
circa 700 specie. Dopo essere stato chiuso per qualche ora in seguito
all’incidente, il parco ha riaperto i cancelli ai visitatoriFonte: Ansa.it
“Il direttore dello zoo ha le giuste armi per questo lavoro, le nostre non l’avrebbero nemmeno graffiato”.
Queste le parole inaccetabili di Stefan Kirchner, portavoce della polizia di Colonia alla luce di quanto successo ieri nello zoo cittadino.
Il fatto: una tigre maschio chiamata Altai (trasferita allo zoo di Colonia nel mese di Aprile dello scorso anno) è risucito a fuggire attraverso i tunnel di sicurezza che collegavano la sua gabbia all’esterno ed ha aggredito una guardiana che è successivamente deceduta in ospedale.
Prima che la tigre arrivasse all’area visitatori il direttore dello zoo ha deciso personalmente di ucciderla, per poi dichiarare “questo è il giorno più buio della mia vita”.
Innanzitutto chiediamoci chi è davvero la vittima, chi è stato anni dietro le sbarre all’interno di un ambiente fortemente antropizzato, con ritmi e cicli totalmente diversi da quelli che la sua natura richiederebbe. Chiediamoci a chi veniva imposto un recinto come casa, a vedere visi ogni giorno che osservavano l’animale esotico.
E c’è chi ha il coraggio di disquisire sulle armi usate per porre fine alla tragedia per non far arrivare la belva a chi aveva pagato il biglietto d’ingresso (ma quale è stata veramente la tragedia? quella di ieri o quella iniziata anni fa con la reclusione di Altai a Colonia), e chi illustra come il late-night opening dello zoo quel giorno è stato cancellato.
Chiediamoci chi sono veramente le belve, forse questi ‘Stefan Kirchner’, questi ‘Theo Pagel’ (il direttore), questi carcerieri che esistono in tutto il mondo con nomi diversi, che pensano solo al profitto giocando con le strategie di mercato sulle vite di animali innocenti, per portare sempre più persone all’interno delle loro strutture.
Non finanziamo queste prigioni.
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