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martedì 21 agosto 2012

Mario Lopez “Tripa” – Sulla nuova montatura


Leggendo il bollettino della stampa emesso il passato 11 luglio 2012, sono arrivato a percepire la preoccupazione del “movimento” anarchico davanti ad una probabile ondata repressiva tipo “montatura poliziesca”. Questo tipo di colpi offensivi sono già “popolarmente” conosciuti e quotidiani nei tre paesi del Mediterraneo con maggior presenza anarchica e nel sud del continente americano dove si evidenzia il risveglio dell’azione anarchica, particolarmente in Cile.
Nell’anno 1996, un’operazione repressiva antianarchica ha avuto luogo simultaneamente in diverse regioni d’Italia, con 50 anarchici detenuti; alla fine sono stati condannati 8 compagni, ricevendo sentenze tra i 6 ed i 50 anni di carcere. In ogni momento i/le compagn* imputat* -con le convinzioni chiare- hanno segnalato che il “processo giudiziario” messo in moto contro gli anarchici era una montatura, poiché s’accusava questi compagn* di appartenenza ad una fantasmagorica “organizzazione criminale” (ORAI “Organizzazione Rivoluzionaria Anarchica Insurrezionalista) che, per una questione di principi etici e per i metodi d’organizzazione ed azione che postulano, non si sono mai integrati. Tra i compagni detenuti più conosciuti c’erano Alfredo Bonanno, Pipo Stasi, Massimo Passamani ed il compagno Costantino. Per illustrarsi su questo fatto particolare, raccomando ampiamente un testo di Bonanno intitolato “Montatura” e che, daun pnto di vista anarchico, senza mediazione edulcorante né dialogo, analizza questo tipo di strategie repressive implementate dal sistema di dominio. Tutta questa particolare montatura delle forze repressive dello Stato italiano si conobbe dai nostri mezzi come “processo Marini”, con chiara allusione al PM (Antonio Marini) che ha tirato fuori dal manga un’intricaa finzione cospirativa, degna di un copione cinematografico di Hollywood.
Il 28 luglio 2004, sarà ri-editata un’altra manovra di questo tipo in Italia, conosciuta come “operazione Cervantes”, dove hanno realizzato una “montatura” tanto grossolana che è finita per crollare sotto il proprio peso. In quest’occasione hanno sequestrato dietro le sbarre i/le compagn* Simone del Moro, Davide Santini, Marco Ferruzi e Sergio Maria Stefani. Recentemente, i/le compagn* italian* sono stati colpit* nuovamente dalle autorità repressive con la cosiddetta “operazione Ardire”, che, sicuramente, finirà per essere conosciuta come un’altra montatura dello Stato Italiano contro l’agitazione anarchica.
In Cile, dopo la triste morte del compagno Mauricio Morales, lo Stato cileno ha realizzato un gigantesco esercizio repressivo, conosciuto come il “Caso Bombas”, nel quale sono stati implicati 14 compagn* anarchici ed affini, in una chiara e ben armata montatura che nell’attualità è andata svanendo. Il segno distintivo del comune denominatore di questi paesi è l’attività dei gruppi anarchici e l’agire individuale di anarchici d’azione.
Lo stesso succede nel caso del Messico, dove lo svegliarsi dell’Anarchia è sempre più evidente, in modo che le organizzazione e collettivi libertari, che sempre hanno lavorato apertamente, stanno venendo “criminalizzati”, inventando complicità, alleanze e  lacci criminali che -per noi- in realtà si traducono in relazioni di amicizia e compagnerismo basate sull’affinità di idee. Tutto questo “thriller” in versione messicana, sta venendo messo in pratica a partire dalla mia detenzione, col presunto desiderio di “smantellare” un’organizzazione “criminale-radicale” chiaramente inesistente.
Del fatto che mi stiano usando come punto di partenza per lasciar andare una caccia agli anarchici, non ho il minimo dubbio. In base alle mie relazioni affettuose, ai miei lacci di compagnerismo ed amicizie, stanno cercando di montare tutto un circo mediatico molto simile a quello che hanno alzato a seguto del tragico incidente del compagno Mauri e del Tortuga, una volgare montatura costruita a partire dalle mie relazioni di amicizia, affinità e solidarietà. Nella mia ocncezione dell’ideale anarchico e nella mia pratica anarchica insurrezionale, non esiste nulla di più lontano dall’idea anarchica che la conformazione di un’organizzazione formale ben strutturata, che costringe la libetà e l’autonomia individuale e riduce la capacità  di apporto ad altre lotte particlari ed alla stessa lotta anarchica. Mai ho avuto un leader e non posso immaginare neanche remotamente di accettare i dettami ed i mandati di qualcuno; meno ancora ho preteso di esserlo, di fatto, come anarchici detestiamo ciò. Noi anarchici/he pensiamo per noi stessi ed agiamo di conseguenza. Solidarizzare coi/colle mie(i) compagn* prigionier* in Messico e nel mondo, corrisponde solo alla mia etica anarchica, condizione necessaria ed imprescindibile nella lotta, non ad una connessione organico-strutturale che denota la mia essenza della loro pretesa “organizzazione criminale”.
Tutto ciò che sta succedendo è prevedibile perché già l’abbiamo vissuto nel passato e sappiamo a cosa si dedicano negli oscuri corridoi del potere. Nuovamente ci incontriamo faccia a faccia col nemico. Una montatura o un operativo repressivo è un colpo calcolato e ben pianificato dalle viscere del dominio, destinato ad ostruire e sradicare l’attività anarchica ed a demoralizzare le individualità anarchiche. Davanti a questo nuovo attacco, la lotta deve continuare poiché la solidarietà è molto più che una parola scritta, è la nostra migliore arma per affrontarli ed estendere l’insurrezione anarchica.
Compagn*, appoggiandosi alla mia posizione irriducibile, alla mia intransigente azione anarchica, ai “delitti” di cui sono accusato ed in base alle mie dichiarazioni, prentendono di sradicare l’agire anarchico e fratturare ancor di più il diviso “movimento” anarchico, aggravando le differenze ed approfondendo le divisioni tra “buoni” e “cattivi”; “adatti” ed “inadatti”; “violenti” e “non violenti”, “legalisti” ed “illegalisti” e quante dicotomie possano stabilirsi prendendo il mio agire come punto di partenza.
Fermo e coerente.
Faccia a faccia col nemico!
Solidarietà con i/le prigionier* anarchici in Messico e nel mondo
Solidarietà con Billy, Eat, Gabriel, Marco, Stella Antoniou, con gli/le anarchici/he bolivian* incarcerat*: la mia mente ed il mio cuore stanno con voi.
L’insurrezione anarchica è inevitabile
Guerra sociale su tutti i fronti
Salute ed Anarchia!
Mario López “Tripa”
Reclusorio Sur, Messico D.F.
6 luglio 2012

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