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venerdì 3 agosto 2012

Avanza pesante il processo alle PussyRiot, oggi sospeso per un allarme bomba

da baruda.


Il processo alle PussyRiot s’è aperto lunedì scorso,
pesante, politico, surreale.
Si parla di una richiesta di 7 anni di carcere, per teppismo aggravato da odio religioso: tre donne, due giovani madri,
una performance sul sagrato di una cattedrale e il carcere già da 5 mesi.
Ieri in aula sono arrivate in ambulanza,
ridotte non molto bene.  Hanno da subito denunciato le condizioni che vivono da quando è iniziato il processo.
Si esce alle 5 di mattina dalla cella della prigione, verso le celle del tribunale…il ritorno non è mai prima delle 23: ma non c’è accesso a cibo nè ad acqua. Hanno dichiarato di non riuscire a sostenere fisicamente il processo in questi termini, ma la risposta -immediata- è stata una puntura di zuccheri e la dichiarazione che ‘ va tutto bene, stanno bene, si può andare avanti’.
Oggi è stato sospeso per un allarme bomba, che poi non è mai stata trovata.
Sarà un lungo processo, al quale le imputate non potranno partecipare a piede libero: il carcere preventivo andrà avanti almeno altri 6 mesi.
Manteniamo alta l’attenzione su questo processo,
processo politico nei confronti di una mobilitazione anti-Putin.
FREE PUSSY RIOT!
FREE ALL POLITICAL PRISONERS!
FREE ALL!
Leggi: Free PussyRiot
Inizia il processo

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