DA morirecontro
Bologna:Il
6 Aprile 2011 cinque nostri compagni sono stati arrestati e rinchiusi
nel carcere della Dozza. Hanno scontato preventivamente 3 mesi di galera
e successivi altri 3 agli arresti domiciliari. Insieme ad altre 22
persone sono stati accusati di associazione a delinquere con finalità
eversiva. Nel 2006 alcuni di noi avevano aperto il centro di
documentazione anarchico “Fuoriluogo” che in seguito all'inchiesta è
stato messo sotto sequestro giudiziario e successivamente chiuso. Si
utilizza tale accusa per colpire e cercare di fermare chi da anni porta
avanti in città percorsi di lotta contro questo sistema di sfruttamento e
individua nelle carceri e nei centri di identificazione e detenzione
per migranti in particolar modo, alcune delle sue più brutali
manifestazioni. Il 31 Maggio ci sarà la prima udienza del processo e
torneremo sotto le mura della Dozza per portare la nostra solidarietà
alle oltre 1.000 persone che attualmente vi sono rinchiuse. Più avanza e
si acuisce la crisi, più emerge con particolare evidenza come questo
sistema possa permettersi sempre meno che qualcuno sfugga alle maglie
delle sue regole. Si inaspriscono infatti le pene anche per i reati più
insignificanti e si sperimentano nuove e più pesanti strategie
repressive contro coloro che provano a ribellarsi ed alzare la testa. Lo
dimostra, esempio recente, l'arresto di cinque ragazzi reclusi nel CIE
di Via Mattei per aver reagito ad una perquisizione da parte delle
guardie più violenta rispetto alle solite. Continuano a propinarci le
loro “politiche di sicurezza”, riempiendo le città di militari e
polizia, quando è evidente che ad averne bisogno sono solo ricchi e
potenti. Noi sentiamo invece il bisogno di essere padroni delle nostre
vite, di poter scegliere come e con quali mezzi far fronte ad una
situazione di crisi che non abbiamo contribuito a creare, di poter
lottare contro un sistema che ci vorrebbe perennemente suoi schiavi.
Invitiamo amici e parenti dei detenuti a partecipare al saluto che
porteremo loro GIOVEDI' 31 MAGGIO dalle ore 16 sul retro del carcere
della DOZZA (capolinea bus 25A, stradina sterrata sulla sinistra). Anche
solo un microfono e della musica possono attenuare l'isolamento cui
sono costretti i detenuti senza dover aspettare né attenersi ai permessi
ed alle trafile burocratiche del carcere.
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