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mercoledì 21 marzo 2012

Il carcere e il suo pervadere i corpi …

da http://baruda.net

 
 
 
 
 
 
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Ci son parole e meccanismi che fanno capire il carcere meglio di una settimana di isolamento.
Perché il carcere non è fatto solo di cemento e di ferro,
il carcere non è solo una branda sudicia e scomoda, uno spioncino, un blindato che sbatte prima o dopo altre decine di suoi simili.
Perché il carcere non sono solo le chiavi di ottone che pendono dalle divise, non sono i propri amori visti col contagocce davanti ad occhi inquisitori e sconosciuti,
perchè il carcere non è solo anfibi unti, non è solo lavarsi il culo dove si tiene a bagno la frutta,
il carcere non è solo sudore mischiato tra troppi,
non sono solo tanti corpi a russare, puzzare, lavarsi, mangiare, masturbarsi, gridare, giocare, bestemmiare, farsi belli per un colloquio.
Il carcere ti deve entrare in testa, e se per caso sei donna deve entrare anche nel tuo utero.
Il carcere pervade ogni istante del detenuto, ma anche di sua madre, di suo figlio, di sua moglie, di chi lo ama.
Il carcere si appropria della tua vita, anche in quelle tue zone interiori dove non penseresti mai che qualcuno possa entrare e sfondare tutto, o tentare di appropriarsi di tutto.
Perché il carcere con la scusa di rieducare cerca di puntellare la tua testa, di plasmarla,
di domare il tuo corpo e farti dire “sì signore” davanti alle assurdità più inconciliabili con la ragione.
Il carcere è sopruso psicologico e fisico, il carcere stupra chi ami,
sottopone anche i tuoi figli a violenze inaudite,
il carcere annulla la privacy della tua famiglia,
la calpesta, la deride, la violenta come se niente fosse.
Il carcere è un’ aberrazione che cerca di appropriarsi anche delle vite di chi non ha compiuto reati,
il carcere è forse l’istituzione che più di qualunque altra ti fa sognare di farne di reati.
Ti fa sognare enormi esplosioni, dove il ferro e il cemento si fondono con i loro meccanismi perversi, con le loro indagini comportamentali, con le loro relazioni psicologiche,
dove ad esplodere sia la privazione di libertà come quei continui tentativi di annientare la tua persona, anche quando non ce n’è bisogno.
Il carcere è un oceano di desiderio di reati: perché è inaccettabile
e come tutte le cose inaccettabili vanno distrutte.
Abolite.
Abbattute.

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